04, Dicembre, 2022

Il passaggio del fronte in Valdarno, 70 anni dopo: i ricordi e le storie di Alessio Bigi

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In occasione dei 70 anni dal passaggio del fronte in Toscana e nel Valdarno, Valdarnopost ha deciso di raccogliere alcune testimonianze su ricordi e storie dell’estate del 1944. Alessio Bigi parla di quello che accadde a Montevarchi e nelle zone circostanti

Alessio Bigi era un ragazzino nell’estate del 1944: quella del passaggio del fronte, delle rappresaglie tedesche, dell’arrivo degli alleati. I ricordi, i particolari su luoghi, persone e le storie di allora sono chiare e indelebili. Il suo percorso nella memoria di quei mesi si concentra sulla zona di Montevarchi, Ricasoli e Moncioni.
 
I bombardamenti, la contraerea, la storia su come un suggerimento fu necessario a salvare il paese di Ricasoli. Oltre al rapporto che la popolazione aveva con i soldati, sia tedeschi, sia inglesi o americani: “Da Pitena c’era l’accampamento di quelli del fronte, quando andavo là tornavo sempre con 500 sigarette che poi regalavo, pane bianco e cioccolata. Invece quando i tedeschi passavano da casa chiedevano le “Kartoffeln”, cioè le patate, poi portavano via galline, maiali e quello che trovavano”.
 
Il racconto di Alessio Bigi passa dalla presenza dei repubblichini, alcuni spacciati come partigiani, tre invece tornati, uccisi e poi portati in piazza Varchi, fino alle rappresaglie dei tedeschi che catturavano dieci italiani per ogni tedesco ucciso, che causarono anche gli eccidi tra Meleto, Castelnuovo, San Pancrazio e Civitella.
 
Il ricordo del ponte del dogana distrutto, del ponte della ferrovia del quartiere del Giglio fatto saltare in aria da un tedesco rimasto al di là dei binari, unica barriera tra lui e le truppe inglesi, fino al rumoroso passaggio dei carri armati in via Roma, diretti verso Firenze. Storie preziose per la memoria storica, per non dimenticare.
 

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