12.07.2015  11:43

"Stufo di essere preso in giro, dovete far viaggiare degnamente persone che pagano un biglietto salato". Lo sfogo amaro di un pendolare

di Glenda Venturini
"Spero di non ricevere le solite banali da persone che portano a casa lauti stipendi e si dimostrano incapaci di risolvere i problemi", scrive un pendolare valdarnese. Il messaggio inviato tramite un reclamo alla Regione Toscana per una serie di episodi registrati negli ultimi giorni


"Chiedo alla Regione Toscana quando si degnerà di alzare la voce con il fornitore di questo disservizio continuo, senza nascondersi dietro le risposte preconfezionate del 'monitoriamo', 'facciamo pressione' che ripetete da anni, perché i problemi sono sempre gli stessi e non si vede mai un miglioramento significativo".

Il reclamo inviato alla Regione da un pendolare valdarnese diventa occasione di sfogo per tutti i disservizi registrati finora, in anni di pendolarismo. "Qui non è più una questione di parametri firmati in un contratto, ma si tratta di far viaggiare degnamente persone che pagano un biglietto salato, oltre a pagare indirettamente attraverso gli investimenti della Regione. Spero di non ricevere la solita banale risposta, ripetuta ultimamente dal dirigente Trenitalia, che 'basta spostarsi in un'altra carrozza' perché sarei anche stufo". 

"Sono stufo come tanti altri pendolari - scrive ancora nel reclamo - di essere preso in giro da persone che portano a casa lauti stipendi e che si dimostrano quotidianamente incapaci di risolvere i problemi. Prego la Regione di pretendere che gli impianti vengano sistemati una volta per tutte e mantenuti in funzione in modo costante, attraverso un serio piano di investimenti nella manutenzione (nessuno del Valdarno si è accorto della tanto sbandierata iniziativa riguardante le squadre di pronto intervento per gli impianti)". 

Il reclamo presentato dal pendolare valdarnese riguardava una serie di episodi che hanno segnato la settimana appena conclusa: a partire dal treno 2317 di giovedì 9 luglio, deviato sulla lenta, anche se partito in orario dalla stazione di Santa Maria Novella, con il risultato che ha accumulato così 21 minuti di ritado a Figline e 23 a San Giovanni. C'è poi il 3164 di venerdì 10 luglio, con una carrozza completamente allagata dalle perdite di acqua dell'impianto di condizionamento; e il 23523 sempre del 10 luglio, che ha percorso la tratta tra Santa Maria Novella e l'imbocco della 'lenta' a passo d'uomo, si è poi fermato, per ripartire ancora a passo d'uomo fino alle prime fermate, accumulando a San Giovanni un ritardo di circa 10 minuti.
 

Cronaca

 
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