22, Maggio, 2024

Treno bloccato sulla linea per quasi un’ora, ennesima odissea per i pendolari del mattino. Il Movimento Consumatori: “Scandaloso”

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Più di quaranta minuti bloccati su un treno fermo sulla linea, con comunicazioni contrastanti e l’incertezza di tornare alla stazione di Figline oppure ripartire: è quanto successo stamattina ai pendolari valdarnesi del regionale 4070. Il treno è stato bloccato e i passeggeri hanno inizialmente ricevuto la comunicazione che il treno sarebbe dovuto tornare alla stazione di Figline Valdarno per un guasto ad un altro treno oppure per la linea congestionata, mentre però a fianco sfrecciavano i treni dell’Alta velocità.

Tanta la rabbia dei pendolari: “E grazie al Meraviglioso servizio RFI anche oggi saltano, appuntamenti, coincidenze, esami universitari, visite mediche. E naturalmente arrivare puntuali a lavoro è un miraggio! Complimenti alla Regione Toscana per gli accurati controlli sul servizio”, si legge sulla pagina facebook del Comitato. E ancora a bordo c’era chi testimoniava in diretta: “Fermi nuovamente subito dopo Figline in attesa di tornare indietro, chissà quando, per poi andare nuovamente avanti verso Firenze, chissà quando … tutto ciò è sempre più vergognoso! L’abbonamento Trenitalia ce lo dovrebbe regalare tutti i mesi!”.

In merito all’accaduto interviene anche il Movimento Consumatori Arezzo: “Ancora una volta dobbiamo denunciare le condizioni di un servizio di trasporto pubblico regionale e locale scandalose, forse addirittura da paese in totale regresso. Il treno 4070 delle 8.09 con partenza da Figline Valdarno, diretto a Firenze S.M.N, risulta essere stato bloccato lungo la linea ferroviaria senza motivazioni precise e concordanti. Infatti, gli annunci dati a bordo treno sono diversi rispetto a quelli riportati sul sito di Trenitalia“.

“Informeremo il Ministro dei Trasporti e l’Autorità di Regolazione dei Trasporti affinché insieme prendano le opportune decisioni. La Regione Toscana ad oggi non ci sta dando nessuna prova di aver recepito il problema né tanto meno di cercare soluzioni per garantire il diritto alla mobilità. La situazione è davvero grave e ha dell’incredibile, coloro che hanno il potere in materia non agiscono, ci chiediamo quindi perché non dimettersi se non si riesce a fare il proprio lavoro? Il Consiglio Regionale della Toscana si mobiliti affinché la Giunta Regionale risolva detti problemi, altrimenti tutti i componenti del parlamentino regionale saranno complici. Davvero il Presidente Eugenio Giani e l’assessore Stefano Baccelli non hanno nulla da dire? Alle parole dovrebbero quantomeno seguire i fatti. Ad oggi i fatti ci dimostrano che, dalle varie riunioni susseguitesi, nulla è cambiato. In un contratto la parte che non adempie ai propri compiti non dovrebbe andare esente da responsabilità, quindi qual è l’intenzione della Regione?”, conclude il Movimento Consumatori Arezzo.

 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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