05.02.2015  18:58

Il sindaco si oppone alla chiusura dell'ufficio postale di Meleto

di Monica Campani
Poste Italiane decide di chiudere quattro uffici in Valdarno, anche quello di Meleto che serve circa 4.000 persone. Il sindaco Leonardo Degl'Innocenti o Sanni contesta la sostanza ma anche la forma e annuncia "Siamo pronti a confrontarci ed a discutere su tutti i fronti ed a tutto campo"


Insieme a quelli di Campogialli, Mercatale e Pieve a Presciano Poste Italiane chiude l'ufficio postale di Meleto. “Scelta gravissima ed inaccettabile. Faremo il possibile per tutelare gli interessi dei nostri cittadini”, dichiara il sindaco di Cavriglia Leonardo Degl'Innocenti o Sanni, non interpellato direttamente, che contesta la sostanza e la forma della decisione e annuncia battaglia.

"La notizia della volontà da parte di Poste Italiane di chiudere l'Ufficio di Meleto Valdarno nel territorio del Comune di Cavriglia, che serve quotidianamente un bacino di 4mila abitanti è gravissima, ci ha colto di sorpresa e ci lascia a dir poco attoniti poichè ha attaccato le fasce più deboli della popolazione, che noi cerchiamo di assistere quotidianamente con politiche di sostegno forte. Poste Italiane, che ha chiuso di recente anche l'ufficio di Montegonzi, non può pensare che chiudere un Presidio così importante e strategico sia cosi facile ed è assolutamente impensabile tanto più farlo tramite un annuncio della stampa, senza prima richiedere un confronto con le Istituzioni locali e quindi con i cittadini, che questa mattina hanno subissato di telefonate i nostri uffici per chiedere spiegazioni".

L'ufficio postale di Meleto aperto nel 1992, con testimonial d'eccezione al taglio del nastro Piero Chiambretti insieme all'allora sindaco Enzo Brogi, è una risorsa per circa 4.000, i residenti cioè di Meleto, Santa Barbara, San Cipriano, Cetinale. Il sindaco Degl'Innocenti o Sanni ha già chieso un incontro con il reponsabile territoriale di Poste Italiane.

"Vogliamo convocare poi a stretto giro un'assemblea con i cittadini delle frazioni interessate per prendere tutti i provvedimenti necessari a impedire questo atto molto grave. Questo presidio nel territorio che serve 4mila utenti circa nel nostro Comune non si può chiudere dall'oggi al domani come se fosse uno spettacolo teatrale. Noi siamo pronti a confrontarci ed a discutere su tutti i fronti ed a tutto campo".


"Le Poste sono un servizio essenziale e universale e così andiamo a colpire le fasce più deboli della popolazione.Togliere l'ufficio di Meleto è un atto gravissimo. Faremo battaglia, è inammissibile chiudere un servizio che serve 4.000 persone. Dal nostro punto di vista è inaccettabile. Ho appreso da Valdarnopost che sarebbe stato chiuso l'ufficio insieme agli altri tre. Non è possibile che quattro sindaci del Valdarno apprendano della possibilità della chiusura dei propri uffici postali da un organo d'informazione, è inaccettabile".
Aggiornamenti
Più di una settimana fa
Documento congiunto dei cinque sindaci interessati dalla chiusura
I sindaci dei Comuni Bucine, Cavriglia, Montevarchi, Pergine e Terranuova Bracciolini si schierano, insieme, dalla parte dei propri cittadini, esprimendo il loro disappunto per le modalità con le quali Poste Italiane ha annunciato di voler chiudere, entro 60 giorni, gli uffici postali di Campogialli, Meleto, Mercatale e Pieve a Presciano. Sergio Chienni, Sindaco di Terranuova Bracciolini, “Abbiamo appreso solo adesso dagli organi di stampa. Ad oggi non c’è stata alcuna comunicazione preventiva a riguardo, un atteggiamento che contraria e non poco, soprattutto se consideriamo i disservizi rilevati dai cittadini circa il mancato o ritardato recapito della corrispondenza, disservizi che nel corso del tempo abbiamo più volte segnalato all’amministrazione di Poste Italiane. Mi sto attivando – prosegue Sergio Chienni – anche in qualità di Vice Presidente ANCI Toscana - per convocare incontri congiunti, con Regione Toscana e Poste Italiane, e per organizzare un incontro con i cittadini interessati. Infatti, pur comprendendo le ragioni di contenimento delle spese, non è possibile che questo piano, che prevede la chiusura di circa 65 uffici in tutta la Toscana, arrivi a soli 2 anni di distanza dall’ultimo programma di razionalizzazione, senza tenere conto delle esigenze dei cittadini, specialmente di quelli più anziani”. Simona Neri, sindaca di Pergine Valdarno: “Sono molto contrariata ed offesa dall’atteggiamento di Poste Italine. Nonostante l’ex-Direttore mi avesse rassicurato dicendomi che qualsiasi decisione sulla gestione degli uffici sarebbe stata comunicata e concordata preventivamente, hanno preferito comunicare le loro nuove politiche di razionalizzazione prima alla stampa che alle Istituzioni. Ripeto, contrariata e profondamente offesa per questo atteggiamento irrispettoso nei confronti delle istituzioni e dei cittadini”. Il Sindaco di Pergine ha invitato il Consiglio comunale alla compattezza e convocato un incontro pubblico, in data 9 febbraio, alle ore 21.00, presso l’ex-scuola elementare di Pieve a Presciano, per approfondire il tema insieme ai residenti della frazione. Il Sindaco ribadisce l'importanza strategica della sede dell'ufficio di Pieve a Presciano, una frazione abitata da molti anziani e davvero scarsamente servita da mezzi pubblici e dichiara fermamente che sosterra' e si farà portatrice del disagio espresso dai cittadini opponendosi a questa misura estrema dell'Azienda. Francesco Maria Grasso e Pietro Tanzini, sindaci di Montevarchi e Bucine “Esprimiamo sconcerto per il modo in cui si è arrivati a questa decisione che influisce in modo forte e diretto sulla qualità della vita delle persone che usufruiscoino di questo servizio. Questo non è certo il modo di poter collaborare con le istituzioni, considerando che Poste Italiane svolge servizi pubblici importanti. Da parte nostra ci faremo carico delle esigenze dei residenti verificando tutte le possibilità esistenti per la continuazione del servizio. Anche perché chi subisce in modo più grave queste scelte, sono le categorie di persone più deboli, ad iniziare dagli anziani che vivono in queste piccole comunità.” continuano i due primi cittadini che da subito si muoveranno sia verso Poste Italiane, sia verso la Regione che verso il Ministero per affrontare congiuntamente la situazione. Leonardo Degl’Innocenti o Sanni, Sindaco di Cavriglia, “Faremo il possibile per tutelare gli interessi dei cittadini, anche perché l’Ufficio di Meleto Valdarno serve quotidianamente un bacino di 4mila abitanti. La scelta di chiuderlo, oltre ad essere inaccettabile – ha affermato il Sindaco di Cavriglia –, ci ha colto di sorpresa e ci ha lasciato a dir poco attoniti poiché ha attaccato le fasce più deboli della popolazione, le stesse che noi cerchiamo di assistere quotidianamente con politiche di sostegno forte. Poste Italiane, che ha chiuso di recente anche l'ufficio di Montegonzi – ha proseguito il primo cittadino di Cavriglia –, non può pensare che chiudere un Presidio così importante e strategico sia cosi facile, ed è assolutamente impensabile tanto più farlo tramite un annuncio della stampa, senza prima richiedere un confronto con le Istituzioni locali e quindi con i cittadini, che questa mattina hanno subissato di telefonate i nostri uffici per chiedere spiegazioni. Per quanto ci riguarda - ha concluso il Sindaco di Cavriglia - appena appresa la notizia abbiamo chiesto un incontro urgente con il Responsabile Territoriale per capire bene la situazione. A stretto giro convocheremo un’assemblea con i cittadini delle frazioni interessate per prendere tutti i provvedimenti necessari a impedire questo atto molto grave”.
Più di una settimana fa
Terranuova in Comune interviene su Campogialli
"Restiamo perplessi nel vedere i primi cittadini, e in particolare il sindaco di Terranuova che ricopre anche un ruolo importante nell’Anci Toscana, muoversi quando ormai è tardi. Il piano di riorganizzazione delle Poste con la chiusura di 80 centri periferici in Toscana difficilmente potrà essere evitato. Nel merito, la questione della chiusura dell’ufficio postale di Campogialli si presenta a scadenza regolare, quasi ogni lustro. Stavolta temiamo di essere arrivati alla resa finale, almeno che il Comune non intervenga definitivamente con risorse proprie di bilancio, magari rinunciando a qualche poco proficua “partecipazione” nelle varie municipalizzate, o presentando un progetto di gestione associata con altri Comuni, per garantire la prosecuzione di un servizio utile per la frazione. Ma sarà difficile. Temiamo che si imbocchi, anche in Valdarno, la direzione di creare altri “Ato” non ottimali delle Poste: grandi porzioni di territorio in cui i servizi saranno sempre più costosi e sempre più inefficienti. Non a caso l’ennesima tegola della razionalizzazione degli uffici postali si sommerà già all’offerta di un disservizio perenne in tutto il comune di Terranuova. I cittadini terranuovesi hanno effettuato centinaia di segnalazioni che sono cadute nel vuoto: ritardi nella consegna di lettere e di raccomandate; pacchi smarriti e poi ritrovati dopo alcuni mesi; posta consegnata, soprattutto nelle frazioni, a destinatari sbagliati. Sarebbe opportuno che il sindaco di Terranuova, quando siederà al tavolo di un’ipotetica trattativa con la Regione e le Poste, pretendesse almeno l’erogazione di servizio puntuale su tutto il territorio cominciando a stabilire un regime sanzionatorio nei confronti delle Poste per la reiterata inefficienza di un pubblico servizio”
Più di una settimana fa
Uncem Toscana: "Sugli uffici postali pronti a mobilitarci"
"Ci risiamo, Poste S.p.A. ritorna con l’intenzione di chiudere o di ridurre l’orario di apertura degli uffici postali in numerosi Comuni, in gran parte piccoli e di aree interne montane e rurali", commenta il Presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani. "Avevamo il timore che potesse accadere nuovamente dopo le ultime chiusure degli scorsi anni, ma ora si conferma essere reale possibilità. In Toscana il piano tagli di Poste riguarda una ottantina di uffici situati specialmente in aree montane e marginali. Noi non ci stiamo anche perché la razionalizzazione ha già interessato le stesse aree poco tempo fa. Non è possibile dimenticare o sottovalutare la funzione fondamentale di presidio che i servizi postali esercitano in montagna, dove fungono anche da luogo di coesione sociale, economica e territoriale consentendo l’accesso universale a servizi locali essenziali. Ci mobiliteremo perché le aree montane non possono essere ulteriormente penalizzate con pesanti ripercussioni sui cittadini, molto spesso anziani".

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