23.02.2020  11:03

Bekaert, Calosi (Fiom): "Troppo silenzio, serve politica seria per risolvere i problemi". Interrogazione di Sì Toscana a Rossi

di Glenda Venturini
Il segretario provinciale della Fiom Cgil richiama l'attenzione sulla Bekaert di Figline attraverso un post sui social. Il consigliere regionale Fattori torna a interrogare il presidente della Regione Toscana


Scadranno a giugno i termini per la cassa integrazione per i quasi duecento lavoratori Bekaert rimasti in vertenza. E intanto non è ancora stato convocato il nuovo tavolo al Ministero per andare avanti con l'esame delle due proposte. Così il segretario provinciale della Fiom Cgil, Daniele Calosi, è tornato ad alzare l'attenzione sulla vicenda. 

"Forse siamo in pochi a sentirlo - ha scritto - ma c’è un silenzio così forte intorno alla vicenda dei lavoratori Bekaert di Figline, che rischia di diventare un urlo di disperazione nei cuori di quelle 185 persone che ancora ad oggi non sanno cosa li aspetta dopo il 30 giugno, ultimo giorno di CIGS. Credo che sia corretto da parte mia, come rappresentante di una parte di quei lavoratori, nel ruolo che ricopro, dire alle forze politiche sia quelle di governo nazionale sia quelle di governo regionale che ad oggi, dopo due mesi dalla firma di accordo proroga della cassa integrazione non si è tenuto nessuno e dico nessun tavolo di confronto al MISE sull’andamento della reindustrializzazione".

"Non vorrei, visto l’approssimarsi delle prossime elezioni regionali, che una patata così bollente come è la vertenza Bekeart portasse qualche politico che ha responsabilità di governo a girare a largo da quei lavoratori per non assumere impegni, oppure politici di alcune opposizioni che vorrebbero venire a fare promesse che non possono mantenere", continua Calosi. "Fra quei lavoratori e le loro famiglie ci sono certamente potenziali voti, ma ci sono sopratutto problemi reali che non hanno per adesso nessuna soluzione". 

E sulle indiscrezioni di possibili interessamenti di partner per Trafilerie Meridionali, tra cui anche quello da parte di Jindal, Calosi afferma: "Ad oggi di tutte queste notizie (apparse solo sulla stampa) non abbiamo avuto, come Fiom, nessun riscontro nelle sedi preposte e nessuno ci ha convocato per comunicarcelo Non si gioca sul futuro della povera gente e sulla loro pelle".

Intanto, la vicenda Bekaert tornerà sui banchi del Consiglio regionale anche alla prossima seduta, con una interrogazione dei consiglieri Fattori e Sarti (Sì Toscana a Sinistra) al presidente Enrico Rossi: "La Regione Toscana si schieri con decisione dalla parte dei lavoratori della Bekaert e del loro progetto di cooperativa. E lo faccia in fretta perché il tempo stringe", afferma Fattori. "In questi anni abbiamo fatto approvare varie proposte per rendere strutturale e non episodico il sostegno della Regione al cosiddetto workers buyout, ovvero la trasformazione in cooperative delle imprese in crisi, oppure in salute ma tradite dalla proprietà, come nel caso della Bekaert".

"Quello della Steel Coop Valdarno - ha aggiunto - è un progetto innovativo che garantirebbe una condizione economica sana e priva di debito per far ripartire la fabbrica e dimostrerebbe anche come i lavoratori possano incidere nelle crisi industriali, di fronte a multinazionali che non esitano a trasferire gli stabilimenti in luoghi dove il costo del lavoro è più basso". L’interrogazione firmata da Fattori insieme al collega Paolo Sarti chiede al presidente Rossi, fra l'altro, quali azioni sta mettendo in atto la Regione Toscana per sostenere l’ipotesi di rilevamento della Bekaert da parte della cooperativa Steel Coop Valdarno anche sostenendo la cooperativa nella ricerca di finanziamenti e partner industriali. 

"Sia il governo nazionale che quello regionale - si legge nell’interrogazione - stanno manifestando l’intenzione di sostenere la proposta presentata da Trafilerie Meridionali s.p.a. di Chieti, con l’argomentazione che, per un serio rilancio, occorra il protagonismo di un soggetto puramente imprenditoriale. Tuttavia, Trafilerie Meridionali, pur presentando un buon fatturato, risulta avere un debito di 24 milioni di euro e ha annunciato di poter rilevare lo stabilimento di Figline garantendo la presenza di non più di 80 persone". 
 

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