19, Agosto, 2022

Zona rossa, parla il presidente Giani: “Mancavano i risultati di un laboratorio, abbiamo informato il Ministero”

Più lette

In Vetrina

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani spiega il motivo per cui si è passati dagli annunci di questa mattina della permanenza in zona arancione alla decisione di questo pomeriggio che invece ha sancito la zona rossa

Cento contagi che avrebbero dovuto finire nel conteggio di ieri, ma che non erano stati inviati a Roma: è questo il motivo che ha fatto scattare il passaggio alla zona rossa della Toscana, non appena accertato l'errore ed effettuato il ricalcolo. A spiegarlo è direttamente il presidente della Regione Eugenio Giani. Cento contagi ascrivibili a ieri, dunque, che hano fatto sforare la quota di 250 nuovi casi settimanali su 100mila abitanti.

"Nell'approfondimento che abbiamo fatto oggi – ha spiegato Giani – sono stati inseriti i dati della scheda di un laboratorio, quello di Prato, che è arrivata soltanto ieri pomeriggio in Regione e quindi non era stata inviata a Roma. Ce ne siamo accorti questa mattina, perché abbiamo notato cento contagi in più che non tornavano, tutti insieme in una giornata: sono cento contagi non ascrivibili alla giornata di oggi, ma a quella di ieri, e questo è bastato per influire sul computo complessivo dei contagi che il Ministero della Salute considera per decidere le classificazione. 

"Per assoluta trasparenza – aggiunge il presidente – ho informato Roma e tutti hanno condiviso il ricalcolo: l'indice è di 251 nuovi casi settimanali su 100mila abitanti, e la legge vede il passaggio obbligato in zona rossa. Scuole chiuse dunque, con tre giorni di anticipo rispetto alle tradizionali vacanze pasquali. Ricordiamo che questa settimana comprende anche tre giorni in cui saremmo comunque stati in zona rossa, come previsto a livello nazionale. Vedremo poi come andranno i dati ad inizio di aprile per capire se riusciremo a tornare in zona arancione, così come è avvenuto dal 1 gennaio ad oggi, periodo in cui ci siamo alternati tra l’arancione e il giallo".

"Confido  – ha concluso Giani – che la crescita del numero delle vaccinazioni, ormai sopra le 570mila dosi somministrate, e sopra l’88% delle dosi somministrate sul totale di quelle ricevute, oltre all'arrivo della stagione calda, ci aiutino a tornare in arancione”.

 

Glenda Venturini
Capo redattore

Articoli correlati