28, Settembre, 2021

Medici sopra ai massimali, la sindaca Mugnai: “Uniamo le forze per chiedere alla Asl una soluzione rapida”

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È una situazione di disagio ben conosciuta dalla sindaca Giulia Mugnai, quella rappresentata nella lettera che i medici di famiglia di Figline e Incisa le hanno inviato nei giorni scorsi: i dottori infatti, dopo il pensionamento di tre colleghi a marzo, si trovano oggi a seguire un numero di pazienti oltre il massimale, in base alla deroga concessa dalla Regione, mentre la Asl non ha ancora individuato i sostituti che possano rimpiazzare i medici pensionati. Mugnai, nella risposta alla lettera, ribadisce qual è al momento la situazione e chiede ai dottori di unire gli sforzi per trovare una soluzione il prima possibile.

“Conosco la vostra condizione di grave disagio che mi era già stata, da voi stessi, rappresentata nei mesi scorsi, quando ci siamo più volte incontrati (anche alla presenza della coordinatrice Mori) per confrontarci sulla preoccupazione (condivisa) di non riuscire a garantire adeguati standard di cura ai nostri cittadini, a causa del maggior numero di assistiti a vostro carico, dovuta ai pensionamenti dei vostri colleghi”, commenta Giulia Mugnai. “Sia come Amministrazione comunale che come Società della Salute Fiorentina Sud-Est, ci siamo attivati fin dall’autunno scorso per rappresentare all’Azienda sanitaria la grave situazione di disagio in cui si sarebbero trovati i nostri cittadini a seguito dei pensionamenti dei medici di famiglia”.

“Da allora – continua la sindaca – siamo in contatto costante con la Regione Toscana e l’Ausl per richiedere una presa in carico di tale condizione, perché l’aumento dei massimali (effettuata in via del tutto eccezionale) non diventi una soluzione tampone prolungata e perché i cittadini non si trovino a dover subire ancora questi gravi disservizi. Disservizi che non si esauriscono, purtroppo, solo nella medicina di base, ma che si ampliano anche ai servizi territoriali e ospedalieri e sui quali il confronto con l’Asl Toscana Centro è continuo e costante. Mentre ci attiviamo nei confronti del Governo regionale, vi chiedo anche di rappresentare la grave situazione anche al vostro ordine professionale d’appartenenza, perché il problema (purtroppo) riguarda il governo locale, ma non può che trovare risoluzione attivando i livelli istituzionali preposti, che sono i Ministeri della Salute e dell’Università e della Ricerca”.

La prima cittadina ricorda che la grave carenza di medici di medicina generale è un problema non solo in Toscana, ma in tutto il Paese, e da anni: “I dottori di famiglia non rispondono ai concorsi perché non ci sono. A fronte di un percorso formativo che richiede almeno dieci anni, la programmazione universitaria continua a prevedere il numero chiuso come forte limite in ingresso, senza tenere conto che l’imbuto sta intanto diventando sempre più stretto per il massiccio pensionamento dei medici a fine carriera, altra questione nota da anni alla quale non si è ancora posto rimedio in tempo. L’aumento dei massimali non è una soluzione. E se anche ricorrere a questa misura poteva trovare giustificazione nelle fasi più acute dell’emergenza pandemica, nel momento in cui ce n’era maggior bisogno, proporre ancora questa logica, oggi, significa correre il rischio di farla diventare una prassi. È inaccettabile: non possono essere né i cittadini né i professionisti sanitari a pagare le conseguenze della mancata programmazione, proprio loro che già hanno sopportato come nessun altro il peso della pandemia sulle condizioni lavorative”.

“Per queste ragioni – conclude Giulia Mugnai – come vi ho già proposto durante i nostri incontri passati, vi chiedo di unire le forze per incontrare insieme l’Azienda sanitaria e richiedere una soluzione rapida, per evitare che in questo periodo di emergenza sanitaria i nostri cittadini si trovino a pagare anche il prezzo della carenza di personale medico da impiegare in servizi essenziali come quello da voi svolto”.

Glenda Venturini
Capo redattore

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