03, Dicembre, 2022

Via all’accordo bonario per i lotti 1 e 2: nominati i tre membri della commissione. La richiesta dell’azienda è di oltre 14 milioni di euro

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Con una determinazione dirigenziale del 13 agosto la Provincia di Arezzo costituisce la commissione che dovrà arrivare all’accordo bonario con La Castelnuovese soc. coop. che sta terminando i due lotti della variante alla regionale 69. 55 le riserve presentate per oltre 14 milioni di euro. Intanto Prima Montevarchi lamenta il mancato accesso agli atti

Con una determinazione dirigenziale del 13 agosto è stata istituita dal servizio edilizia scolastica e patrimonio della Provincia di Arezzo la commissione che dovrà raggiungere l'accordo bonario per i lavori della variante alla regionale 69, primo e secondo lotto, quello cioè che da Levane arriva alla località Acquaviva nel comune di San Giovanni. Ditta appaltatrice è il Consorzio Cooperative Costruzioni, quella esecutrice è La Castelnuovese soc. coop. Sono state presentate ben 55 riserve per oltre 14 milioni di euro. La somma necessaria per il completamento dei due lotti passerebbe così dagli iniziali 9 milioni a 23 milioni di euro.

Della commissione fanno parte l'ingegnere Luca della Santina, dirigente della Provincia di Livorno, componente di parte, l'ingegnere Giovanni Cardinale per l'impresa, e l'avvocato Jacopo Quintavalli in qualità di presidente. Percepiranno 40.601,60 euro.

L'obiettivo della commissione è quello di evitare un contenzioso attraverso un accordo bonario con l'impresa. In tutto sono state 55 le riserve presentate: 30 ai lavori di interpello per un importo di 12.044.978,58 euro, e 25 ai lavori di ripristino pari a 2.124.749,70 euro.

L'ultima vicenda in ordine di tempo risale al mese di maggio quando cioè l'appaltatore, CCC e La Castelnuovese, presenta le riserve ai lavori: gli interventi, in pratica, vengono a costare più del previsto. Per non aprire un altro contenzioso che, insieme all'altro ancora in atto con Impresa Spa e Marcegaglia Buildtech Srl, rischierebbe di bloccare l'opera per chissà quanto tempo viene effettuato un primo tentativo di accordo tra le parti affidato al Rup, il Responsabile unico del procedimento, l'ingegner Sandra Grani: l'offerta però di 800.000 euro viene respinta dall'azienda. La Provincia allora cerca la strada dell'accordo bonario. Non ci sta l'ingegnere Sandra Grani: verrà per questo sostituita con l'ingegnere Claudio Tiezzi. A giugno il presidente della Provincia di Arezzo Roberto Vasai annuncia la possibilità di un accordo con La Castelnuovese soc. coop e dichiara che l'opera sarà comunque terminata.

Adesso la commissione è stata istituita.

Sulla vicenda che adesso vede comunque lievitare i costi per il completamento dei lotti 1 e 2 della variante interviene Prima Montevarchi che lamenta il mancato accesso agli atti.

"All'indomani della defenestrazione di fatto della dirigente responsabile unica del procedimento per la realizzazione della variante alla S.R. 69 inoltrammo formale istanza in consiglio comunale per poter avere accesso a tutti gli atti che avevano portato a quella decisione. 

"Dopo la fine burrascosa del rapporto contrattuale con il raggruppamento di imprese che si era aggiudicato, e stava ultimando, i lavori di cui trattasi questi erano stati affidati ad un altro soggetto costituito da consorzi di cooperative, tra le quali una notissima locale.
Per la verità, pur avendo a cuore la sollecita ultimazione di un lavoro atteso da più di mezzo secolo ed in itinere già da troppo tempo, ci meravigliammo che ci fosse sul mercato chi intendeva, a prezzi e ribassi che avevano già visto l'incardinarsi di un pesantissimo contenzioso, finire l'appalto". 

"In effetti, e da qui la richiesta di vederci chiaro, visto che quello di Montevarchi è comune che partecipa al finanziamento dell'opera, con il raggruppamento di cooperative sono insorte ben 55 riserve per oltre 14 milioni di euro. Una dimensione stratosferica se si considera il valore dell'intero appalto e quello della parte residuale affidata alle cooperative stesse. Ma, invece degli atti, dalla provincia è arrivata una lettera con la quale si annunciava in soldoni che nulla poteva esserci dato in quanto erano in corso contenziosi, vertenze e accordi bonari".

 

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