03, Ottobre, 2022

Costi dei conferimenti in discarica, è scontro fra Chiassai e CsaI. Il sindaco: “Non accetto ricatti dal gestore”

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Il comune Montevarchi ha votato contro, in Ato, alla richiesta di aumentare i costi di conferimento in discarica dei rifiuti: Csa Impianti ha replicato alle dichiarazioni del sindaco Silvia Chiassai Martini, affermando che non sono sue le scelte ma della pubblica amministrazione. Parole che hanno provocato la reazione del sindaco di Montevarchi

È un botta e risposta, quello fra il sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai Martini e il gestore della discarica di Podere Rota Csa Impianti, che si sta alimentando in questi giorni. Al centro c'è la questione dei costi del conferimento in discarica: il comune di Montevarchi aveva votato 'no' in Ato alla proposta di incremento di questi costi (poi approvata) e Chiassai aveva definito "inaccettabile" questa richiesta. Non senza la reazione di CsaI, che aveva precisato: "Noi non operiamo le scelte, ma le subiamo. L'Amministrazione pubblica compie scelte politiche di cui si deve prendere le responsabilità". 

Il gestore dell'impianto, infatti, rimarca come l'aumento dei costi di conferimento in discarica sia direttamente legato al calo delle tonnellate in arrivo, e ha spiegato che lo stop ai rifiuti dell'area fiorentina, in particolare, ha causato un rincaro per tutti gli altri rifiuti che vengono portati qui. Una compensazione sui volumi, insomma. Parole che hanno scatenato la reazione di Chiassai Martini: "Non accetto da Csai Impianti alcun ricatto su innalzamenti delle tariffe per la chiusura di Podere Rota o per la cessazione di tonnellate di rifiuti provenenti dal resto della Toscana, se non da fuori regione. Questo terrorismo deve finire". 

"Il contenimento delle tariffe – aggiunge il sindaco di Montevarchi – è deciso dai Comuni e non può essere condizionato dai gestori degli impianti. È necessaria una programmazione dei rifiuti basata sull’economia circolare e sull’utilizzo residuale delle discariche, in cui l’ambito ottimale di smaltimento torni ad essere il confine provinciale. Il futuro è questo. I Comuni stanno facendo sforzi notevoli per aumentare le percentuali di differenziata anche per evitare l’aumento della Tari, per ecotasse o multe sui conferimenti diretti in discarica. Non è una mia opinione, ma della Regione, i cui dati attestano che i volumi di Podere Rota siano in progressivo esaurimento entro il 2021, senza ulteriori autorizzazioni per nuovi ampliamenti. Non è una mia opinione, ma è indicato nel Piano regionale dei rifiuti del 2014 che ogni area della Toscana, compresa quella fiorentina, avrebbe dovuto raggiungere un’autonomia impiantistica".

"La grande assente – accusa Chiassai – è infatti la Regione, con le sue politiche fallimentari sui rifiuti caratterizzate da mancati obiettivi per il quale il Valdarno non può continuare ad essere la pattumiera di Firenze per soddisfare inadempienze, esigenze di business o magari per le minacce di aumentare le tariffe. Lo smaltimento dei rifiuti è un servizio di pubblica utilità che non deve seguire più la logica del profitto per il quale se diminuiscono le tonnellate in discarica, aumentano le tariffe per i cittadini", sostiene il sindaco. "Per questo motivo, abbiamo rifiutato la richiesta di Csai di attivare, dal 2021, una tariffa di conferimento di 7,63 euro a tonnellata, che grava sui cittadini, per coprire costi maggiorati del 60% riferiti ad accordi e lavori stabiliti nel 2011, quando ancora non ero né Sindaco, né Presidente di Provincia".

E in chiusura, Silvia Chiassai Martini punta il dito proprio contro il gestore: "La reale speculazione è quella di Csai in cui il budget societario viene definito positivo tenendo conto anche dell’incidenza per i prossimi anni degli oneri per questo adeguamento tariffario. Montevarchi sa benissimo di essere socio di Csai, ma si omette furbescamente di ricordare che è stata deliberata dal consiglio comunale la dismissione delle quote perché considerate non più strategiche ai fini istituzionali, con la necessità di puntare a soluzioni alternative allo sfruttamento del territorio valdarnese, ai disagi subiti dalla popolazione, ai rischi per l’ambiente e la salute". 

 

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