10.09.2016  10:15

Prevenzione e contrasto al gioco d'azzardo: il punto del sindaco Neri sul primo incontro del tavolo Anci Toscana

di Federica Crini
La prima cittadina di Pergine da un mese è la responsabile per Anci Toscana del tavolo di lavoro sulle ludopatie che si è riunito pochi giorni fa per la prima volta. Tra i temi affrontati la proposta del Governo e la prossima stesura di un regolamento


Il primo incontro del tavolo di Anci Toscana

Non solo un incontro conoscitivo, ma la prima riunione del nuovo tavolo di Anci Toscana sul contrasto alla ludopatia ha prodotto già i primi risultati operativi, a partire dalle osservazioni alla proposta del Governo sul riordino del settore del gioco. All’incontro erano presenti i rappresentanti di circa trenta comuni della regione, insieme ad Arcangelo Alfano (funzionario regionale responsabile per prevenzione e cura di abuso e dipendenze) e Michelangelo Caiolfa di Federsanità.

A commentare questa prima assemblea è il sindaco di Pergine Simona Neri in quanto responsabile regionale per Anci Toscana del progetto contro ludopatie e bullismo: coordinatrice del tavolo, già si occupava del tema con il gruppo #ValdarnoNoSlot. “È stata una mattinata operativa, non solo di presentazione, ma abbiamo lavorato su un’analisi della proposta governativa anticipata dal premier Renzi nella conferenza unificata e su altri obiettivi”.

“Per la maggior parte dei contenuti siamo in accordo con la proposta, anche se abbiamo elaborato delle osservazioni e delle richieste di chiarimento su alcuni punti”, prosegue Neri. Uno di questi riguarda le ore di apertura dei punti gioco: il Governo parla di 12 ore, mentre il tavolo di Anci avanza l’idea di ridurle a otto in una fascia scelta a discrezione da ogni sindaco per il proprio territorio.

Per gli esercizi commerciali, poi, la proposta di incentivi a coloro che toglieranno le slot e una diminuzione della mora per i bar o tabacchi che decideranno di recidere il contratto anticipatamente: “Anche nella proposta di governo c’è un punto simile, ma presenta alcuni aspetti che secondo noi sono da modificare”.
Inoltre è richiesto un coordinamento con le Prefetture per le polizie locali “alle quali il Governo pensa di indirizzare un ruolo ulteriore di controllo che secondo noi deve avere alla base una formazione, così come una collaborazione dei gestori e titolari di bar e tabaccherie che possono notare e segnalare ai servizi sociali i casi di dipendenza da gioco d’azzardo”. Oltre a questo anche un coordinamento con comuni e Questure e la proposta di un’analisi dei dati sulle ludopatie anche a livello locale.


I punti del Governo parlano di slot machine, mentre il tavolo di Anci Toscana inserirà nel documento delle osservazioni anche la richiesta di una regolamentazione del gioco online e delle lotterie istantanee, consapevoli delle difficoltà in particolare per l’attività di azzardo sui siti in rete. “Inoltre per un controllo sull’anagrafica dei giocatori e sulle loro reali possibilità economiche, la nostra proposta è l’utilizzo della tessera sanitaria per poter attivare queste macchine”. A ciò si aggiunge la possibilità per i comuni di aggiungere o integrare i punti sensibili e la distanza minima tra questi e le sale gioco.

Un altro obiettivo del tavolo di Anci Toscana già dal prossimo incontro sarà l’elaborazione di un Regolamento generale con linee guida per strategie di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo, che ogni comune potrà poi integrare e personalizzare in base alle caratteristiche del proprio territorio, partendo dall’idea proposta dalla mozione che nei mesi scorsi è stata approvata dai consigli comunali della zona.

“Infine lavoreremo in sinergia con l’Osservatorio regionale per  una nuova progettazione integrata tra enti locali, terzo settore e aziende ospedaliere”. I soggetti presenti alla tavolo hanno condiviso anche l’idea di chiedere di inserire nei Pal (Piani di Azione Locale) delle aziende sanitarie un capitolo specifico per le ludopatie, “per raccogliere i fondi indirizzati a questi progetti”, aggiunge Neri.


“Il gioco d’azzardo rappresenta un vero e proprio dramma per le famiglie: una piaga economica e sociale, poiché porta all’annullamento dei rapporti e richiede, quindi, un reinserimento sociale” – conclude la prima cittadina di Pergine – “Il volume di gioco a Pergine di aggira intorno a un milione e 400mila euro, per il Valdarno siamo a 42 milioni, cifre altissime. E il meccanismo avanza di pari passo con la crisi economica. Ogni tipo di gioco, poi, ha la sua fascia specifica di giocatori e il problema grosso adesso e in futuro sarà rappresenato sempre più dai giochi online e telematici, il cui controllo risulta molto complesso”.

 

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