01.11.2016  14:00

Alluvione 1966: viaggio a ritroso nel dramma attraverso gli scatti dell'Archivio storico del Circolo fotografico Arno

di Monica Campani
Due le mostre che saranno allestite in occasione del 50° anniversario dell'alluvione: dal 4 al 6 novembre in via Roma a Figline e in piazza Santa Lucia a Incisa


La forza distruttrice dell'Arno non colpì soltanto Firenze ma anche Figline e Incisa: il 14% del loro territorio fu invaso dalle sue acque. Ammontarono a un miliardo e 840 milioni di lire i danni a edifici privati, pubblici, aziende.

Il territorio di Figline e Incisa fu devastato dall'alluvione, i suoi abitanti messi in ginocchio. Furono 350 le abitazioni distrutte per un valore di 225 milioni di lire. Senza contare i veicoli privati. Ingente, poi, il danno all'economia del territorio: 161 milioni per le azienda agricole, 867 per le industrie e 377 per le realtà commerciali. 

La popolazione di Figline e Incisa colpita dall'alluvione dopo il primo momento di disperazione non si perse d'animo, si rimboccò le maniche e ricostruì la propria esistenza, il proprio lavoro. Nonostante il fango che aveva invaso ogni angolo delle due cittadine, la paura per i momenti passati, il fiume che comunque continuava a scorrere lungo i due territori e a incutere timore, la vita piano piano tornò alla normalità. Le foto dell'Archivio storico del Circolo fotografico Arno rendono bene l'idea del dramma che visse questo territorio.

E proprio quelle stesse foto saranno presenti nelle due mostre che dal 4 al 6 novembre saranno allestite in via Roma n. 2 a Figline e in piazza Santa Lucia a Incisa. Le due esposizioni non servono soltanto per ricordare il 50° anniversario dell'alluvione ma anche per sottolineare ancora una volta la necessità di intervenire per impedire che la natura stravolga ulteriormente il Valdarno.

Cronaca

 
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