09, Agosto, 2022

Inseguendo una palla a spicchi da Reggello a Ostia, il viaggio di Kevin Bartolozzi

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Ha iniziato piccolissimo a Reggello, è passato per le due spondi di San Giovanni prima di approdare a Siena. Un brutto infortunio non ha fermato il suo sogno di sfondare nella pallacanestro che conta. Adesso il 17enne valdarnese è pronto per provarci sul serio

Lo sport è benessere e passione. Per alcuni però è una vera ragione di vita alla quale dedicare ogni pensiero da mattina a sera. Con un sogno, quello di sfondare ai massimi livelli. Sono tanti i giovani che ci provano in Valdarno, pochi quelli che ci riescono. Kevin Bartolozzi, reggellese classe 1997, è sulla buona strada. Una strada che dal suo paese d’origine ha attraversato mezza vallata, ha raggiunto Siena e ora passa per il litorale romano. Questa è la sua storia.

Con la palla in mano ci è praticamente nato. I primi palleggi qualche mese prima di compiere cinque anni, quando ancora sarebbe troppo presto per iscriversi a una scuola di minibasket, ma avendo già due fratelli più grandi innamorati della palla a spicchi, al Basket Reggello fecero un'eccezione.

A otto anni si è trasferito alla Polisportiva Galli, l'anno successivo alla Synergy dove entra a far parte di quella squadra, ancora oggi ricordata nell'ambiente, che vinse il titolo regionale battendo tra le altre la Mens Sana Siena in semifinale. “Questi tre anni – ricorda Kevin – sono stati molto importanti, anche perché ho avuto a che fare con un grande allenatore, Pino Pugliese, sotto il quale sono cresciuto molto”. Al punto che a bussare alla sua porta arrivò proprio la Mens Sana.

Kevin non ci pensò due volte. Per quattro anni ha fatto avanti e indietro tutti i giorni da Reggello a Siena – “i miei genitori dovrebbero farli santi e non finirò mai di ringraziarli” – ha preso parte alle selezioni regionali e ad alcune nazionali, sfidato tutti i migliori talenti italiani della sua fascia d'età e avuto a che fare con allenatori di altissimo livello.

“Ci sarebbero da raccontare molte cose – ricorda –, dall'emozione di quando sono entrato per la prima volta al palazzetto, dal vedere tutti i giorni i giocatori di Serie A, ma soprattutto la gioia di quando mi hanno consegnato la prima maglia con quello stemma stampato sopra. Ho avuto l'occasione di far parte di una società che era “la Mecca” del panorama cestistico italiano in quel periodo”.

Tra gli allenatori della Mens Sana c'era anche Matteo Picardi, che l'anno dopo passò alla guida del settore giovanile di Ostia. E volle Kevin con sé. “In quel momento – racconta – mi trovai di fronte ad un bivio: trasferirmi a Ostia, vivendo quindi li in foresteria e lasciando parenti ed amici a Reggello, oppure continuare a fare avanti e indietro. La scelta è stata abbastanza semplice da fare, anche perché andando a scuola a Firenze finivo per uscire di casa alle 7 del mattino e tornare la sera alle 22. Insomma, ero un po' stufo”.

Tutto va per il meglio sul litorale romano, ma poi, nel dicembre 2013, Bartolozzi si ferma per un dolore al ginocchio. La risonanza magnetica parla chiaro: menisco rotto, ci vogliono l'operazione e un lungo stop. Da poche settimane Kevin è tornato sui parquet romani sia con la sua squadra giovanile, gli Under 19 del Lido di Roma, che con la sua prima squadra senior, l’Alfa Omega Basket, nel torneo di Serie C1 nazionale. È un nuovo inizio, e il tempo gioca dalla sua parte. Ora è il momento di avverare il sogno.

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