09, Agosto, 2022

Serristori, termina la raccolta firme del Comitato e del Calcit per chiedere la riapertura del pronto soccorso

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Terminerà domani, martedì 8 febbraio, la raccolta firme avviata il 7 dicembre 2021 dal Comitato Serristori e dal Calcit Valdarno Fiorentino Onlus per chiedere la riapertura del pronto soccorso del Serristori. Al momento più di 1800 persone hanno sottoscritto la petizione. 

Tra le tante firme di semplici cittadini anche quelle depositate il 19 gennaio 2022 dai tre capigruppo di maggioranza al Comune di Figline e Incisa Valdarno. Secondo Umberto Ciucchi, Laura Orpelli e Silvia Lapi, l’adesione alla raccolta firme per il Serristori serve a rafforzare la richiesta “per la riapertura di un tavolo di confronto che, a partire dagli impegni che erano stati presi in passato dalla Regione e dalla Asl, conduca ora alla riapertura delle specialistiche, del day service, dei reparti di degenza e chirurgia, di diagnostica e di Pronto Soccorso”.

“Le rassicurazioni sulla riapertura del Pronto Soccorso – spiegano dal Comitato Serristori – che erano state fornite dalla Regione all’inizio della pandemia, sono state poi smentite dai fatti, aumentando così il cumulo delle promesse mai mantenute, fin dal Patto territoriale del 2013, quando allora furono fornite rassicurazioni scritte sulla salvaguardia e il potenziamento del presidio ospedaliero di Figline, che invece in questi anni è stato progressivamente smantellato”.

“Approfittando del perdurare della pandemia sono state vi via cambiate le carte in tavola rispetto alle promesse fatte quando fu chiuso il Pronto soccorso per l’emergenza Covid – ricordano dal Comitato – A cominciare da quanto accaduto 24 luglio 2020, quando la USL Toscana Centro ha inviato un documento ai Sindaci del Valdarno con il quale si informava che la stessa Usl aveva approvato una delibera (la n.886 del 7 lug. 2020) con la quale il Serristori veniva classificato come “Presidio Ospedaliero in zona particolarmente disagiata” diventando così un semplice “Stabilimento dell’Ospedale S. M. Annunziata di Bagno a Ripoli”.

“Che nel frattempo le intenzioni della Regione fossero cambiato, emergeva anche il 21 maggio 2021, allorquando il nuovo assessore regionale alla sanità Bezzini presentava il Piano per la riorganizzazione post pandemia dell’Ospedale Serristori. Un piano che, secondo quanto sostenuto dalla Regione, sarebbe già condiviso con le Amministrazioni Comunali del territorio e la USL Toscana Centro. In questo Piano, in realtà mai sottoscritto dai Comuni valdarnesi, si affermava ancora una volta che nel Presidio Ospedaliero non sarebbe stato più attivo un Pronto Soccorso, bensì un Punto di primo soccorso per la piccola traumatologia e patologie minori. Nello stesso documento si ribadiva che ‘Per patologie di media e alta intensità, l’ospedale di riferimento sarà il Dea di 1° livello dell’OSMA di Bagno a Ripoli’ ”.

“Si arrivava così al 9 luglio 2021, quando il direttore generale dalla Asl veniva chiamato in Consiglio regionale per rispondere ad una interrogazione in merito alla chiusura del Pronto Soccorso del Serristori. In quella occasione il direttore Generale Morello confermava che alla ripresa della normale attività, dopo l’emergenza Covid, il Pronto Soccorso del Serristori verrà così organizzato: ‘Dalle 8 alle 20 presso il Serristori sarà garantita l’attività di Primo Soccorso, mentre nelle ore notturne l’attività sarà gestita dal 118 che ospedalizzerà presso i Dea dell’Osma o della Gruccia’. Non solo, in una seconda interrogazione regionale del 28 dicembre 2021, il D.G. Morello conferma che nel Presidio di Figline resterà operativo solo un punto di ‘Primo Soccorso’ nelle ore diurne, ‘per i pazienti che si autopresentano’ ”.

“Le 1800 firme raccolte su carta dal Comitato Serristori e dal Calcit (che si aggiungono alle oltre 1700 firme raccolte da una petizione on line organizzata da Idea Comune) chiedono ora alla Regione e alla Asl una sostanziosa inversione di marcia. Si apra subito un tavolo per trovare una soluzione alla questione Serristori. È ormai chiaro che i cittadini e anche le istituzioni contestano il piano elaborato dalla Asl durante questi due anni di pandemia. Nessuno vuole un misero punto di primo soccorso all’Ospedale di Figline, che si ritiene inutile e anche pericoloso. Ora è il momento di mettersi a sedere per individuare un percorso condiviso affinché alla fine della pandemia venga ripristinato al Serristori un vero Pronto Soccorso H24, strutturato con personale e attrezzature in grado di affrontare le urgenze, e che vengano reintegrate tutte le funzioni ed i servizi del Presidio Ospedaliero, che sono state sospese o soppresse negli ultimi anni”.

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