20.07.2015  17:58

Poste, il Presidente Rossi: "Concordato con il sottosegretario Giacomelli la necessità di riaprire le trattative"

di Federica Crini
Questa mattina l'incontro tra il Governatore della Regione e il sottosegretario allo sviluppo economico con delega alla comunicazione. Intanto, durante il consiglio comunale di Pergine di venerdì, si è parlato di possibili soluzioni nel caso in cui la chiusura dello sportello di Pieve a Presciano diventi definitiva


“Un incontro utile” quello che si è svolto stamani tra il Presidente della Regione Enrico Rossi ha incontrato Antonello Giacomelli, sottosegretario allo sviluppo economico con delega alla comunicazione. Non si ferma, infatti, la battaglia per scongiurare la chiusura degli uffici postali, tra cui tre in Valdarno, ufficializzata due settimane fa e prevista per il 7 settembre.
 
“Abbiamo concordato sulla necessità di riaprire il tavolo della trattativa tra Regione e Poste italiane e di trovare soluzioni positive e condivise sul Piano di riorganizzazione degli uffici postali” – spiega il Governatore della Toscana – “Giacomelli ha assicurato l'impegno del Governo a discutere con Poste italiane per far ripartire il confronto con Regione e Comuni. Lo stesso esecutivo, dopo il parere positivo sul Piano di chiusure degli uffici dato, secondo quanto previsto da una norme del governo Monti, dalla Autorità per le comunicazioni che doveva valutare il rispetto delle clausole sociali della convenzione Stato-Poste, si era attivato per verificare l'impatto sociale del programma”.
 
Rossi, inoltre, ha confermato al sottosegretario che “la riorganizzazione degli uffici postali non può avvenire a spese dei territori più marginali e disagiati. A questo rischio ci opporremo con tutte le nostre forze e facendo ricorso ad ogni legittima iniziativa politica e amministrativa”.

Il tema è stato riproposto anche nell’ultima seduta di consiglio comunale a Pergine, venerdì sera, in merito alle conseguenze della chiusura dello sportello di Pieve a Presciano. Il sindaco Simona Neri ha sottolineato che nei prossimi giorni è attesa la risposta del tribunale del Tar al ricorso presentato dai comuni interessati. Dal consigliere di opposizione Chiara Leganiuoli, poi, la domanda su possibili soluzioni alternative nel caso in cui la chiusura diventi effettiva.

"Tra le ipotesi potrebbe esserci la possibilità di trovare un istituto bancario che possa garantire un servizio nella frazione oppure eventualmente la richiesta di apertura di uno sportello "Ecco fatto". Tutto sarà da valutare, intanto proseguiamo la nostra battaglia contro questa decisione ingiusta e aspettiamo di sapere cosa deciderà il Tar", ha concluso la prima cittadina.

Cronaca / Politica

 
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