04.05.2021  16:40

Bekaert, la posizione della Regione nelle parole del presidente Giani: "Ora un patto per la reindustrializzazione"

di Glenda Venturini
La nota della Regione dopo il tavolo di ieri attacca la multinazionale: "Sfumata per volontà dell’azienda e nonostante le garanzie del Governo la possibilità di avere altre sei settimane di cassa covid"


All'indomani del tavolo che ha visto sfumare ogni ulteriore trattativa per la vertenza Bekaert, la Regione Toscana prende posizione con una nota in cui punta il dito contro l'azienda e, attraverso le parole del presidente Giani, punta ad un patto per scrivere una pagina nuova sul fronte della reindustrializzazione. "Bekaert ha detto ‘no’ ad altre sei settimane di cassa covid; ‘no’ a prorogare gli incentivi per la ricollocazione dei 112 lavoratori rimasti in capo a Bekaert e che da oggi vedranno attivati i licenziamenti disposti dall’azienda fin dal 2018. ‘No’ a all’unità delle parti al tavolo richiesta dai ministeri dello sviluppo economico e del lavoro, in cambio della garanzia della cassa integrazione fino a fine giugno, applicabile a zero costi per l’azienda. Niente, a Bekaert non interessa", attacca la Regione. 

"Al tavolo ha preso parte anche il presidente Eugenio Giani, durissimo nei confronti di Bekaert, con il consigliere delegato al lavoro, Valerio Fabiani; i sindacati nazionali e locali dei metalmeccanici e le istituzioni nazionali e locali", si legge ancora nella nota.

“Ringrazio la viceministra Alessandra Todde, perché oltre alla partita Bekaert c’è la partita Piombino” afferma Giani, che rilancia sulla proposta di favorire la “reindustrializzare il sito di Figline attraverso una serie di misure: il mantenimento per 12 mesi degli incentivi per la ricollocazione dei lavoratori; dell’advisor per studiare eventuali nuove proposte di acquisto; l’attivazione della verifica delle condizioni ambientali e di sicurezza dell’immobile a Figline”. In cambio Regione e Governo assicurano “la disponibilità di Invitalia e di Sici a sostenere nuovi investitori anche entrando nel capitale sociale di nuove realtà produttive”.

Lo scopo, insomma, sarebbe di mantenere vivo il confronto per la reindustrializzazione e la ricollocazione dei lavoratori. E’ la proposta del giorno dopo, che comunque non abbandona l’obiettivo di verificare la fattibilità di progetti che leghino il sito di Figline a quello di Piombino, per una filiera toscana dell’acciaio. 

Denuncia Fabiani: “Abbiamo chiesto all’azienda di attivare ulteriori sei settimane della cassa covid introdotta di recente dal governo, così come già fatto a fronte del precedente accordo del 24 febbraio scorso”. Bekaert  però “ha fatto prevalere una sua valutazione, difforme rispetto alla chiara interpretazione  fornita dai  tecnici ministeriali sull’utilizzo di questo strumento: questo ha impedito di estendere le tutele ai lavoratori”.

L’azienda, conclude il consigliere di Giani “si è rifiutata di replicare l’accordo già sottoscritto a febbraio ed è in contraddizione con se stessa. Bekaert vuole solo licenziare e scappare. Questo è un precedente che non depone bene neppure per gli altri siti della multinazionale in Italia”. 

Economia

 
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