Vite Creative: il percorso poetico di Simona

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Simona Vanzi, poetessa del Valdarno, ama scrivere trasformando gesti e immagini quotidiane in parole che custodiscono significati profondi.

“La mia scrittura nasce dalla natura e dalla vita stessa, da ciò che respira intorno a me e da ciò che cresce e cambia nel tempo. Ho iniziato a scrivere che ero ancora al liceo. Diciamo che lì era un luogo dove regnava la logica principalmente però le parole, con il loro mistero e anche il loro peso che a volte può sembrare apparentemente invisibile soprattutto quando si è giovani, hanno sempre continuato ad attirarmi. All’inizio forse non sapevo nemmeno bene il perché però diciamo che ho iniziato ad amarle sempre di più. Senza accorgermene è diventata subito una parte molto importante della mia vita, scrivo perché nelle parole si aprono dei sentieri che poi ognuno può percorrere a suo modo, desidero che chi legge possa vedere ciò che vuole, ciò che sente e anche ciò che più gli appartiene.”

Simona racconta che la sua ispirazione nasce da un insieme di stimoli quotidiani: “Non c’è un evento specifico che mi ha spinta a scrivere, ma un susseguirsi di cose. Ho sempre amato anche altre forme d’arte tipo la fotografia naturalistica oppure la pittura, non a caso le copertine delle mie raccolte sono immagini che ho creato io fotografie e dipinti. Ma le poesie sono ciò che più mi rappresenta.”

Quando Simona inizia a scrivere non sceglie un tema preciso, può partire da un’immagine, un ricordo o semplicemente delle parole collegandosi alla natura e alla vita che la circondano:“L’ispirazione non si sa mai quando arriva, non a caso io ho l’abitudine di portarmi sempre dietro penna e taccuino proprio perché quando ho l’ispirazione butto giù qualcosa, cioè non ho indicativamente un momento della giornata o un periodo più ispirato di un altro. L’unica cosa di cui sono certa è che tutto ciò che che vivo o che vedo mi riporta alla penna. Vorrei che nelle mie poesie ci fosse abbastanza spazio per scoprire un frammento di sé, anche se piccolo oppure anche degli altri, abbastanza luce da ricordare l’importanza dell’ascolto, del rispetto e anche dell’incontro perché a volte convinzioni o altro ci possono dividere.”

La sua passione si è trasformata in un’attività concreta a partire dal 2016 quando ha partecipato a concorsi dell’Aletti Editore: “Mi sono iscritta un po’ per gioco e anche un po’ per curiosità. Non avevo aspettative, però nonostante questo il primo componimento che inviai per un concorso è stato scelto subito per la pubblicazione e “Melodia di un sognatore”, questo è il titolo di questo componimento, rimane molto importante non solo perché è il primo riconoscimento che ho avuto ma è diventato anche un ricordo molto prezioso legato all’interpretazione che poi nel 2019 ne fece il maestro Alessandro Quasimodo. La sua voce ha dato vita anche ad altre mie poesie, che si intitolano “Orgoglio” , “Ho sorriso”, “Dolce cuore” e “Sogni ad occhi aperti” e che poi sono state tutte raccolte in un CD audio.”

Simona ha pubblicato tre raccolte: “Emozioni silenziose” (2017), “Impronte sulla sabbia” (2020) e “Riflessi di luna” (2025), ma prima di arrivare alle ultime due raccolte, ci sono state altre pubblicazioni. Le sue poesie sono state scelte più volte per entrare a far parte dell’Enciclopedia dei poeti contemporanei italiani nel 2017, 2019 e 2021. Nel corso degli anni ha partecipato ad altri concorsi, separati dalle sue raccolte monografiche, come “Federiciano” e “Verrà il mattino e avrà un tuo verso” che sono concorsi a tema. Ma anche “Dedicato a poesie per ricordare” e “Tra un fiore colto e l’altro donato”. In tutte queste raccolte è stata infatti pubblicata una sua poesia. Il maestro Quasimodo ha scritto anche la prefazione di “Impronte sulla sabbia” a qualche anno di distanza dalla prima raccolta, “Emozioni silenziose”, che era stata studiata nel 2017, e l’anno successivo ha ricevuto la menzione speciale del Premio Internazionale Salvatore Quasimodo. 

Attualmente Simona sta lavorando ad alcuni nuovi progetti di cui per adesso non può dire niente.

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