“In ceramica sono l’ultima ragazza di bottega!” Si definisce scherzosamente così Silvia Redditi, proprietaria dello Spore Ceramic Studio di Montevarchi, ex studente dell’Istituto d’Arte di Arezzo, ma completamente autodidatta della lavorazione artigianale della ceramica.
“Ho cominciato semplicemente cercando lavoro in ambiti artistici e artigianali, quindi vetrerie, falegnamerie, cose più varie – racconta Silvia – e ho trovato il posto dei sogni per un artigiano, ovvero un laboratorio che mi ha insegnato a lavorare la ceramica e più specificatamente un tipo di ceramica molto speciale, ovvero gres e porcellana. Questo tipo di lavorazione l’ho imparata completamente al lavoro, da apprendista a operaio, a factotum del laboratorio.”
Dopo aver lavorato per 20 anni in questo laboratorio nel Valdarno, Silvia decise di mettersi in proprio e aprì il suo studio a Montevarchi, nel 2020, dove adesso produce i suoi pezzi.
“Questo è tutto artigianato purissimo, non ci sono trucchi, qui si fa tutto con tornio, lastra, le mani e il forno. Il risultato di questo lavoro sono oggetti d’uso di tutti i generi poi quando mi voglio divertire faccio anche un po’ di opere d’arte, le mie operine io le chiamo che sono il frutto della mia immaginazione.”
Quando si tratta di creare le sue opere personali, l’immaginario di Silvia si ispira quasi sempre al mondo vegetale e della botanica, da qui anche il nome del negozio.
“Si chiama Spore sempre per seguire questo filo, perché praticamente questi piccoli pezzi sono parti di me come le spore, elementi unicellulari uguali alla madre in pratica pezzi della madre quindi io quando mostro queste piccole opere è come se mostrassi un pezzettino di me.”
Silvia è stata molto fortunata a trovare quasi casualmente un lavoro e un hobby che l’avrebbe appassionata per tutta la vita, una cosa che ha scoperto essere un estensione naturale di sé stessa.
“Ho capito che era una cosa che mi veniva naturale. Quando ti accinge a fare un’azione e la trovi da subito naturale bisognerebbe dare retta a questo istinto e seguirlo come io ho fatto. Una cosa completamente totalizzante, qualcuno direbbe tu sei una matta, però questo è la vita nella passione. Si vive bene lavoro con chiunque voglia lavorare con me faccio pezzi per dei negozi, corsi, ordini privati; se una persona vuole un qualcosa di speciale che posso realizzare, io la realizzo per lei. Partecipo anche a una fiera che amo, a Firenze in Santa Croce, la Fiera della Ceramica Internazionale. Quello è proprio il lavoro bello perché mi vedo con i miei clienti, parlo tutto il giorno con gente che apprezza e a cui interessa quello che io voglio comunicare.”
La creazione della ceramica artigianale è un processo con vari step (ci viene data una dimostrazione nei video sotto questo paragrafo), secondo Silvia quello più interessante è quello della rifinitura, che avviene dopo che la forma dell’oggetto si è asciugata e solidificata: “La rifinitura è la parte più interessante, perché è lì che tu puoi intervenire e dare al pezzo il carattere che desideri: applichi delle cose, graffisci, intagli e manipoli.”
Negli ultimi tempi Silvia ha cominciato anche ad organizzare dei corsi per le persone interessate a imparare la lavorazione della ceramica ed è rimasta sia stupita dal fatto che venissero persone di qualsiasi età, sia soddisfatta da come rimanevano appassionate.
“I miei studenti mi danno soddisfazione quando mi dicono che qui si sta bene, che facendo questo tipo di lavoro, che poi per loro è uno svago, si rilassano e danno finalmente sfogo alla loro creatività. La parola creatività a me piace anche poco, però cercano dentro di loro qualcosa che è sopito, come per esempio il senso tattile, che credo sia andato molto a sparire negli anni. Qui lo ritrovano e quando ritrovi qualcosa che hai, ma non ricordavi di averlo, di solito sei contento.”

