Dura presa di posizione de L’Altra Toscana, il contenitore che racchiude tutte le liste civiche della Regione, che ha voluto affrontare di petto alcune illazioni degli ultimi giorni relative al civismo. “La Toscana ha bisogno di aria nuova, non di vecchie strategie col trucco”, questa la frase-chiave del comunicato diffuso nelle ultime ore.
“In questi giorni – si legge in una nota ufficiale del movimento animato da Carbini e del Ghingaro – si torna a parlare di “liste civiche” come ricetta per le prossime elezioni regionali in Toscana. Alcuni propongono di riciclare facce note del centrosinistra e del centrodestra sotto mentite spoglie civiche, nella speranza di riattivare un consenso ormai logorato. Ma chi vogliono prendere in giro?”
Gli esponenti del L’Altra Toscana ci tengono a ribadire l’autenticità del loro movimento e le differenze con eventuali altre liste che si autodefiniscono civiche senza, secondo la nota emanata, averne i veri crismi.
“Noi de L’Altra Toscana diciamo chiaramente: non tutte le liste che si definiscono “civiche” sono davvero tali. Troppe volte si assiste alla nascita di comitati o sigle che si proclamano civiche, ma che di fatto sono espressione diretta dei partiti, funzionali a loro strategie, incubate nei corridoi del potere. Le chiamano civiche, ma sono civette: servono a distrarre, a confondere, a “ripulire” volti e simboli ormai logori. Non sono alternative ai partiti: sono la loro stampella mascherata.”
“Il vero civismo, quello che L’Altra Toscana porta avanti con coerenza e trasparenza, nasce dai territori, non dalle segreterie. È un civismo autonomo, partecipato, orizzontale, che parte dai bisogni concreti delle comunità, non dai giochi tattici tra ex sindaci, dirigenti e capibastone. È un civismo che non ha padroni, che si misura con il potere, non che cerca un posto a tavola.”
La chiusura del comunicato è ancora più netta, si legge infatti che “Se i partiti hanno perso credibilità, non è con le finte liste civiche che la ritroveranno. La sfiducia si combatte con un nuovo patto civico tra cittadini liberi, non con le “operazioni di maquillage” elettorale”.

