Il prossimo mondiale di Miravalle, i lavori in corso sulla collina e al circuito, i rapporti fra i residenti e l’Amministrazione comunale proprietaria dell’impianto: tutto questo finisce al centro di un aspro dibattito politico a Montevarchi. A tirare in ballo la questione è Casa Comune, movimento nato qualche anno fa intorno all’ex sindaco Valentini, che accusa l’Amministrazione Chiassai, dopo il ricorso al Tar dei cittadini: “Invece di discutere il merito delle questioni sollevate, ancora una volta si preferisce trasformare tutto in una rappresentazione propagandistica: da una parte chi ama Montevarchi, dall’altra chi la ostacola. Da una parte il progresso. Dall’altra i guastafeste. Da una parte chi costruisce. Dall’altra chi blocca. È una tecnica comunicativa efficace. Peccato che abbia un difetto: non spiega nulla. Anzi, evita accuratamente di affrontare il punto centrale”.
Casa Comune punta il dito poi sul vicesindaco Bucciarelli: “Basta sfogliare gli archivi per scoprire che proprio chi oggi si indigna per le verifiche ieri ne chiedeva in abbondanza. Quando sedevano all’opposizione, nel 2010, l’attuale Vicesindaca Cristina Bucciarelli non si limitava a fare gli auguri al crossodromo. Chiedeva chiarimenti, controlli e verifiche. Parlava di rumore, di polveri, di sbancamenti, di modifiche del terreno, del deflusso delle acque, della tutela dei residenti. In sostanza faceva ciò che ogni opposizione dovrebbe fare in una democrazia. E faceva ciò che oggi alcuni cittadini stanno facendo attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento. La differenza è che allora le domande erano considerate legittime. Oggi sembrano diventati argomenti da evitare”. E invece “sarebbe utile riportare Miravalle alla sua giusta dimensione. Un grande evento sportivo, prestigioso, ma pur sempre un evento, dal quale la Sindaca e la Vice cercheranno di trarne visibilità mediatica in vista delle elezioni del prossimo anno. Tuttavia come non negare, anche alla luce di ciò che chiedeva Bucciarelli nel 2010 e osservando ciò che avviene in tutta Italia per la natura e caratteristiche di questi impianti, che insieme ad indubbi elementi positivi, la presenza e la rilevanza di elementi negativi, la necessità di uno sforzo di riflessione, di un confronto, come non pensare ad innovazioni. Forse sarebbe stato utile cogliere l’occasione per aprire finalmente una discussione seria sul futuro dell’impianto. Su come renderlo sempre più compatibile con il paesaggio. Con lo sviluppo turistico e ricettivo della zona, con le nuove frontiere anche di questo sport. Ma questo richiede confronto, ascolto, visione, progettualità. Molto più difficile che pubblicare un comunicato indignato”.
Parole che hanno suscitato la replica della stessa vicesindaco, Cristina Bucciarelli: “Non ho paura di dimostrare la differenza tra i due casi: nel 2010, come opposizione, chiedemmo in Consiglio comunale contezza degli sbancamenti e di un’antenna abusiva dalla cui installazione qualcuno traeva vantaggio; fatti dei quali le Amministrazione di allora (Valentini e poi Grasso) non diedero spiegazioni. Nel 2026 l’opposizione ha fatto interrogazioni e accesso agli atti: la nostra Amministrazione ha risposto e garantito l’evidenza e la trasparenza. Nonostante ciò, un gruppo di cittadini ha presentato ricorso al TAR, mettendo in dubbio la stessa legittimità dell’acquisto del crossodromo, che risale al 1987, affermando che non sarebbe avvenuto per rispondere ad un interesse pubblico, bensì per dirimere una vertenza tra privati. Inoltre, i ricorrenti, che abitano vicino al crossodromo da anni, probabilmente fin da quando veniva organizzato il mondiale con le precedenti Amministrazioni comunali, oggi chiedono la sospensione della gara internazionale. Bene ha fatto il Sindaco a dichiararsi amareggiata, perché, a differenza dei politici PD di Casa comune, questa Giunta ha dato risposte e chiarimenti a tutti. Chi è quindi che fa propaganda politica? Il post di Casa Comune, dietro la quale si celano i vecchi soloni della politica PD montevarchina, non è altro che la prova provata che sono loro ad essere entrati in campagna elettorale, con qualche ‘usato sicuro’ di cui vanno discutendo nei loro circoli”.

