23, Ottobre, 2021

ValdarnoCinema Film Festival

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La 39° edizione di ValdarnoCinema Film festival a San Giovanni ha attribuito il Premio Marzocco alla carriera 2021 ad Antonio Capuano, regista, scenografo e docente di scenografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli: ha esordito nel 1991 con il lungometraggio Vito e gli altri, nel 2001 con Luna Rossa ha avuto la Nomination Leone d’Oro alla Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia e con La guerra di Mario del 2005 ha vinto il Premio dei critici al David di Donatello del 2006.

A proposito del film “E’ stata la mano di Dio”, premiato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, dove Paolo Sorrentino ha inserito il personaggio di Antonio Capuano, il regista premio alla carriera ha dichiarato di sentire forte l’amicizia con Sorrentino ma di soffrirne la lontananza da quando lui ha lasciato Napoli per andare a vivere a Roma. Capuano a proposito del suo personaggio nel film di Sorrentino ha affermato di non averlo ancora visto perché aspetta la sua uscita in sala, dove è giusto che venga visto ed ha precisato che nel trailer l’attore che lo interpreta non è a lui molto simile fisicamente, ricordando scherzosamente a Sorrentino che in due mesi di provini “ce l’avrebbe fatta a trovarne uno somigliante, perché a Napoli siamo tutti attori”.

Paolo Minuto in diretta telefonica con Antonio Capuano

La cerimonia ufficiale di consegna dei premi per il 72° Concorso Nazionale e la 39° edizione del ValdarnoCinema Film Festival ( nel sito tutte le foto) si è tenuta sabato 9 ottobre al cinema Masaccio. La Giuria ufficiale composta da Diana Saqueb Jamal (presidente), Emanuela Genovese, Roberto Silvestri ha attribuito Premio Marzocco, intitolato a Marino Borgogni, del valore di 1.000 euro, al miglior film in assoluto a “Le sorelle Macaluso” di Emma Dante con la motivazione “Attraverso una vorticosa ‘ronde’ di performer, il dramma in Le sorelle Macaluso riflette sul dolore, la memoria, la felicità, i combattimenti e l’invecchiamento di tre ‘Piccole donne’, orfane, che vivono senza riuscire mai a liberarsene dl loro vecchio appartamento familiare. Così Emma Dante muta in horror intimo, lirico e mai convenzionale, il genere classico del cinema italiano, ovvero la consolatoria commedia sentimental-familiare.”

Premio al miglior corto a “Shero” di Claudio Casale con la motivazione “Shero é un corto che nasce dal documentario e affronta qualcosa che pochi sanno affrontare con coraggio, verità e bellezza. In Shero la forza delle donne spezza universalmente antichi equilibri patriarcali e questo sensibile cortometraggio é capace di raccontare in una polemica sfilata di bellezza alternativa e in una paradossale e egomonica ‘satira al vetriolo’ la debolezza del macho. Non illustra una sconfitta, ma combatte e deturpa irreversibilmente ogni mostruoso guardare e pensare l’altro, l’altra.”

Premio alla migliore protagonista nei lungometraggi a Ultima Capecchi in “Ultimina” di Jacopo Quadri con la motivazione “Ultimina ha ottant’anni Si chiama così perché è l’ultima figlia di una famiglia di mezzadri. Attraente e potente Ultimina guida la macchina da presa nel racconto forte della sua vita che riflette come in uno specchio l’ottusità della società patriarcale del ‘900. Conduce la storia da sola in un modo che alla fine si desidera continuare il viaggio con lei.” Premio alla migliore interpretazione nei cortometraggi a Charlie Carberry per “Eggshell”. Premio “Amedeo Fabbri” per il migliore fotografia lungometraggio a Gherardi Grossi per “Le sorelle Macaluso”. Premio “Amedeo Fabbri” per il migliore fotografia cortometraggio a Fabrizio La Palombara in “Eggshell”. Premio “Luciano Becattini” miglior montaggio lungometraggio a Ilaria De Laurentis per “The Rosselinis” di Alessandro Rosselini. Premio “Luciano Becattini” miglior montaggio cortometraggio a Corrado Iuvara per “Gas Station”. Premio migliore colonna sonora lungometraggio a Teho Teardo in “Molecole” di Andrea Segre. Premio migliore colonna sonora cortometraggio 2two, ad Etienne Gauthier, Caso, Tanya in “Le Aigles de Carthage” di Adriano Valerio. Premio “Banca del Valdarno” al film lungometraggio capace di mettere in risalto i valori della cooperazione e della solidarietà a “Palazzo di Giustizia” di Chiara Bellosi e al cortometraggio “Una nuova prospettiva” di Emanuela Ponzano.

Ed ancora. Premio ANPI al lungometraggio “I primi saranno gli ultimi” di Pasquale D’Aiello e al cortometraggio “Shero” di Claudio Casale. Premio Diari di Cineclub per il miglior corto a “Solitaire” di Edoardo Natoli con la motivazione “Per la delicatezza con cui il film affronta un tema universale quale la solitudine nell’età senile e per la pregnanza e freschezza del linguaggio audiovisivo utilizzato, impreziosito da una raffinata animazione.” Premio Franco Basaglia, per il miglior film per i temi della salute mentale dell’Associazione F. Basaglia di Arezzo a “Melina” di David Valolao con la motivazione “Film importante, piccolo documentario delizioso con un passo filmico che per lo stile di ripresa e di sguardo mischia e supera tradizionali confini culturali, quasi uno sconfinamento in latitudini di un Oriente dove il presente e i gesti sono una misura compiuta del vivere. Dentro la nostra modernità, in un presente trasfigurato da semplici gesti che diventano azioni artistiche, la narrazione rispettosa e affettuosa della quotidianità di Melina sorprende e emoziona. Un cinema che ci fa conoscere e incontrare qualcuno che resiste e anzi agisce sul mondo, trasfigurandolo e creando bellezza da scarti, da oggetti consumati e poi buttati via come forse Melina stessa si è ritrovata ad essere nei suoi percorsi di vita. Un regalo l’incontro con questa donna straordinaria, fuori da un ordinario che le va stretto, una Greta Thunberg della strada, come lei fuori dall’ordinario, come lei padrona di molte parole chiave di critica della modernità: il consumismo, la produzione abnorme di rifiuti, la perdita di bellezza e gentilezza come valori, l’assenza di poesia nel mondo. Che questa voce limpida venga da chi ha avuto una lunga carriera di ricoveri psichiatrici e abbia vinto la sua battaglia su chi voleva internarla è per noi di grande importanza.La grazia, l’amore e il rispetto con cui il film è stato girato e montato ne fanno uno strumento prezioso da diffondere ovunque.”

Menzione speciale Premio Basaglia per il film “Tener a mente” con la motivazione “Il film descrive l’umanità di un gruppo di giovani provata ma non piegata dalle loro sofferenze particolarmente accentuate dal periodo pandemico con i vari lockdown. Il titolo Tener A mente/Teneramente introduce il gioco narrativo e lo stile di racconto che accompagna la durezza del periodo pandemico attraverso l’uso trasfigurativo e creativo dell’arte, in questo caso il cinema e la musica, e dell’amicizia, del piacere di ritrovarsi e riprendere quanto avevamo lasciato. Che cosa dovremo tener A mente dopo? La resistenza, i legami, il valore dell’arte e dell’amicizia come bene esprimono gli interpreti del film carichi di simpatia e voglia di ripresa. Un esempio di come l’attività formativa e artistica possa essere valore terapeutico anche in tempi difficili come il nostro presente e come per tutti noi in questo film bello e commovente gli interpreti speciali, artisti ricchi di simpatia e energia, possano essere di esempio.” Il Premio della Libera Università del Valdarno è stato attribuito al cortometraggio “Ho tutto il tempo che vuoi” di Francesco Falaschi; Premio del Pubblico al miglior lungometraggio a “Tener a mente” e al miglior corto a “Caramelle alla menta”; Premio del Cineclub Sangiovannese a “Quasi Natale” nello Spazio Toscana.

Tra i tanti momenti della 39° edizione di ValdarnoCinema Film Festival l’omaggio al grande attore Nino Manfredi con la presenza della figlia Roberta e la presenza di Alessandro Rossellini, nipote di Roberto, con il lungometraggio “The Rossellinis”.

Nell’arco della manifestazione da menzionare anche la mostra Greta De Lazzaris “Foto sul set del film Pinocchio di Matteo Garrone”, inaugurata a Palomar-Casa della cultura, in occasione dell’anno collodiano e a 140 anni dalla prima edizione di Pinocchio: venticinque opere di Greta De Lazzaris già premiata a livello nazionale come fotografa di scena per alcune opere di Matteo Garrone, Tale of tales e Dog man, sono state esposte nella grande sala al primo piano dell’edificio. Un racconto per immagini di un film straordinario dedicato alla storia del burattino di legno narrata da Carlo Collodi, interpretata da un cast eccezionale che ha visto Roberto Benigni nei panni di Geppetto, Gigi Proietti in quelli di Mangiafuoco, Rocco Papaleo e Massimo Ceccherini in quelli del Gatto e la Volpe. Un film pluripremiato con il David di Donatello a Matteo Garrone per il miglior film e il Premio Oscar a Massimo Cantini Parrini ai migliori costumi, Premio Oscar a Mark Coulier per trucco e acconciatura.

 

Le interviste ed i video sono di Diletta Cecchi

 

 

 

 

 

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