17, Giugno, 2024

Stupefacenti, alcool, gioco d’azzardo: come sono cambiate le dipendenze dopo la pandemia

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Nuovi disagi e nuove sofferenze, e cos cambia anche il ricorso alle sostanze che riempiono i ‘vuoti’. Abbiamo approfondito questi aspetti con la dottoressa Donatella Bonechi, del SerD del Valdarno

L’uso e l’abuso delle sostanze per riempire il ‘vuoto’ dei nuovi disagi legati alla pandemia: sono i campanelli d’allarme che cominciano a farsi sentire, e che registra il Ser.D. della zona distretto del Valdarno, il Servizio dedicato alle Dipendenze della Asl Toscana Sud Est. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Donatella Bonechi, responsabile del Ser.D. valdarnese. “Quello che si vede – esordisce la dottoressa Bonechi – è che sicuramente c’è un maggior disagio, da parte di tutti. Il malessere è aumentato. I nostri utenti portano delle angosce maggiori, e in alcuni casi anche degli scompensi psichiatrici maggiori: questo lo abbiamo visto lavorando anche in coordinamento con la Salute mentale”.

“Le sostanze riempiono quel vuoto, quell’angoscia che in questo periodo ha colpito forse in maniera più particolare proprio i giovani – continua la dottoressa – a tutti i livelli, certo, c’è una sofferenza e un disagio, ma nei giovani ci aspettiamo che si vedranno le conseguenze più a lungo termine. Noi ci aspettiamo un ritorno e un aumento degli accessi al SerD nel prossimo futuro: anche sul fronte dei giovani, ad esempio, la loro difficoltà, la mancanza di socialità e di alternative sul territorio, il disagio sono destinati secondo noi a venire fuori con le loro conseguenze nei prossimi mesi e nei prossimi anni”. 

Intanto, però, qualche segnale si percepisce, prima di tutto sul fronte degli stupefacenti. “Di certo, c’è una seria preoccupazione per l’aumento esponenziale, in Valdarno, dell’offerta di sostanze stupefacenti. Come piazza di spaccio il Valdarno si trova baricentrico oggi, non è più necessario spostarsi ad esempio ad Arezzo: e questo mette a disposizione con facilità sostanze, in particolare la cocaina, anche tra i minorenni, a partire già dai 15 anni. Ovviamente, non è che l’uso di una sostanza diventi automaticamente dipendenza vera: però la grande disponibilità e il diffondersi del fenomeno fa riflettere sul rischio che si corre”. 

C’è poi un cambiamento nelle abitudini legate all’uso e abuso di alcool, diventato in questi mesi di lockdown e chiusure un prodotto da consumare da soli: “Anche l’alcool è un canale in cui si manifesta il disagio, sia per la facile disponibilità che per il costo contenuto. Sul fronte dell’alcool, secondo quanto stiamo rilevando, l’uso è un po’ cambiato: chiusi i locali, è venuto meno l’aspetto per così dire ‘conviviale’ del consumo dell’alcool ed è aumentato l’utilizzo in solitudine, quello per esempio di chi acquista bottiglie di alcolici o superalcolici al supermercato per consumarle da solo”, continua la responsabile del SerD. 

Infine, il profondo mutamento che si è registrato sul fronte del gioco d’azzardo, anche in Valdarno: “Nel 2020 c’è stato un crollo degli accessi al SerD per la dipendenza da gioco d’azzardo – spiega la dottoressa Bonechi – questo è legato al fatto che, dal momento del lockdown e poi nelle chiusure che ci sono state questo inverno, molti dei locali in cui si trovano le slot machines sono rimasti chiusi, e dunque l’accesso al gioco d’azzardo da macchinette si è ridotto. Basti pensare che nel corso di un anno al Sert del Valdarno di norma registriamo una ventina di nuovi giocatori che chiedono aiuto per la loro dipendenza: lo scorso anno sono stati soltanto 4 o 5. Su questo fronte, però, c’è da registrare che è aumentato il gioco online, e noi cominciamo a vederne le conseguenze in questa prima parte del 2021: nel primo trimestre ci sono già stati tanti accessi quanti nell’interno anno scorso, e l’ultima è stata una madre che ha portato qui il figlio, che proprio nel gioco d’azzardo online stava bruciando tanti soldi”.

 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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