01, Luglio, 2022

Regolamento del centro, Azione: “L’Amministrazione faccia un passo indietro e apra al confronto”

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L’intervento di Valdarno in Azione sul tema del Regolamento per il centro storico di Montevarchi

"Confidiamo che questa Amministrazione faccia un passo indietro di fronte a questo regolamento, che apra un vero confronto con tutte le forze politiche e sociali, affinché sia possibile costruire un piano serio sul decoro e rilancio del centro storico. Noi saremo disponbili a dare il nostro contributo". Così Valdarno in Azione, il gruppo locale del movimento fondato da Calenda, interviene sul tema del Regolamento del centro storico approvato a Montevarchi. 

Nella nota, Azione critica diversi aspetti del Regolamento: "L’amministrazione con questo regolamento si deresponsabilizza dal tema della sicurezza e della pulizia dell’ambiente trasferendo sui privati cittadini i costi e la responsabilità di questo onere. Il decoro non si assicura vietando la vendita di determinati articoli commerciali o vietando l'ampliamento della superficie di esercizio in un periodo come questo, dove le distanze da mantenere sono elemento vitale per il mantenimento di un’attività commerciale". 

"Purtroppo – continua la nota – la regolamentazione non è assolutamente chiara perché lascia spazio a interpretazioni soggettive delle regole che non garantiscono una applicazione certa delle stesse e lasciano spazi a potenziale carenza di equità basata su assunti ove per evidenziare un illecito viene utilizzata la discrezionalità. Infatti sono presenti nel regolamento parti dove per contestare la fattispecie illecita viene necessariamente introdotto l’uso della valutazione discrezionale dell’agente accertatore; sono presenti divieti estremamente restrittivi quali l’obbligo di vendere prodotti locali o della tradizione italiana per il 70% che, se da una parte impediscono l’apertura di negozi etnici, kebab, bazar, allo stesso modo impediscono l’apertura di un ristorante giapponese, di una birreria che vende birre estere o di una paelleria spagnola. Senza valutare cosa si possa intendere per etnico o no. Ad esempio, la vendita di frutta esotica equivale a vendere un prodotto etnico o no?". 

"Che dire poi dell’obbligo di non vendere alcolici dopo le 18? Le enoteche, i bar ed i negozi di alimentari non avranno la possibilità di completare parte delle vendite attese. Semplicemente in questa ipotesi si potrebbe ribadire il divieto di consumo per la strada dopo le 18.00. Senza tenere di conto che l’art. 7 secondo paragrafo del Regolamento esenta taluni soggetti in certe circostanze dal rispetto degli obblighi imposti ai semplici privati, laddove afferma che “il presente articolo non si applica ai soggetti organizzatori durante lo svolgimento di eventi e manifestazioni di qualsiasi natura patrocinati o organizzati dall'Amministrazione Comunale” di fatto incidendo sul principio di uguaglianza dei cittadini e commercianti e sull’iniziativa economica di cui all’art. 41 della Costituzione". 

"Il regolamento – aggiunge la nota di Valdarno in Azione – non è funzionale al miglioramento del decoro, visto che bivacchi e persone ubriache per strada non si contrastano con la limitazione di attività funzionali alla efficace gestione economica dell’attività e ad una attribuzione di responsabilità ai privati cittadini. L’amministrazione con questo regolamento si deresponsabilizza e assegna doveri stringenti ai suoi cittadini aggiungendo anche sanzioni in caso di mancato adempimento abbandonando di fatto la gestione della sicurezza cittadina, compito precipuo del Comune. Non è con i divieti che si ottengono i risultati migliori, ma con l’armonia fra i diritti ed i doveri collegati ad un più puntuale controllo del territorio.

E infine, sul fatto che il Regolamento sia ispirato a quello di città amministrate dal centrosinistra, Azione conclude: "Montevarchi non è un centro paragonabile a Firenze Prato, Lucca, e per un’amministrazione di destra non è sufficiente copiare qualcosa di sinistra per essere esente da critiche. Confrontare poi il regolamento con quanto normato a Firenze è fuorviante, in quanto le variazioni sono previste alla scadenza delle attuali concessioni e quindi si crea una nuova identità dei mercati non confrontabile con uno status autorizzativo “fisso” come quello di negozi e botteghe artigiane. Quando si parla di decoro, crediamo siano necessarie operazioni ove alla base vi sia cosa l’Amministrazione dovrebbe fare anziché chiedere ai cittadini. Valdarno in Azione si propone come interlocutore dell’Amministrazione per la modifica del Regolamento al fine di raggiungere obiettivi condivisi e per la redazione di un piano particolareggiato di incentivi per l’installazione di tende e/o infissi omogenei; per giovani coppie che decidono di trasferirsi nel centro storico; per nuovi esercizi commerciali che decidono di investire sui locali sfitti; una calendarizzazione di eventi culturali nel centro storico". 

 

Glenda Venturini
Capo redattore

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