18, Agosto, 2022

Presidenza del Consiglio comunale, il M5S porta il ‘caso’ in Regione e alla Camera

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Dalla sfiducia della Presidente Simoni all’elezione di Sarri, il consigliere del Movimento 5 Stelle Lorenzo Naimi ha sollevato più dubbi sulle procedure portate avanti a Figline e Incisa. Ora due atti arriveranno in Consiglio Regionale e alla Camera

Ha attraversato l'estate, la vicenda della Presidenza del Consiglio comunale di Figline e Incisa: nata da una lettera in cui la (ex) Presidente, Cristina Simoni, parlava di spinte ricevute dall'assessore Chiosi, ha poi registrato le dimissioni dello stesso Chiosi e la sfiducia a Cristina Simoni da parte della maggioranza, in un susseguirsi di dichiarazioni, convocazioni di seduta, revoche e sedute regolarmente svolte. A settembre la Presidenza è stata affidata al Consigliere Sarri: ma per il Movimento 5 Stelle questa vicenda è tutt'altro che conclusa, e il consigliere Lorenzo Naimi annuncia che sarà portata dai pentastellati in Regione e alla Camera. 

"I rappresentanti del M5S alla Camera Francesco Berti ed in Consiglio Regionale Gabriele Bianchi ed Andrea Quartini presenteranno nelle rispettive assise degli atti per fare chiarezza sulla situazione venutasi a creare nel comune di Figline e Incisa", annuncia Naimi, che poi ripercorre i fatti. "Il 3 maggio l’allora Presidente del Consiglio comunale sarebbe stata aggredita verbalmente e poi spintonata da un assessore prima della seduta del consiglio comunale; il fatto sarebbe avvenuto probabilmente a seguito del rifiuto della Presidente di avallare le decisioni della giunta municipale in tema di finanziamenti ad alcune associazioni, decisioni che, anche secondo il Presidente della Commissione Bilancio, risultavano in evidente contrasto con lo Statuto comunale".

"A seguito di tale episodio, nel mese di luglio, la Presidente ha presentato formale denuncia presso la Procura della Repubblica di Firenze. Inaspettatamente, il 4 luglio il segretario dell’unione comunale ha invitato la stessa a dimettersi, paventando, in caso contrario, la presentazione di una mozione di sfiducia in consiglio. Solo qualche giorno più tardi, il 16 luglio, la Presidente ha subìto minacce di morte e una settimana dopo i membri di maggioranza (in assenza della Presidente e delle forze di opposizione e con totale noncuranza dell'avvenuta revoca della convocazione del Consiglio stesso) hanno provveduto all'immediata revoca della Presidente, nel corso di una contestata seduta consiliare, la cui procedura è stata considerata illegittima dalle forze di opposizione ed è tutt'oggi oggetto di giudizio da parte dell'autorità amministrativa".

Il capogruppo comunale del Movimento 5 Stelle Lorenzo Naimi ricorda di essersi già rivolto al Prefetto di Firenze, "denunciando una serie di presunte irregolarità". E la stessa ex Presidente del Consiglio ha presentato il 30 agosto un ricorso al Tar. "In attesa di un’attenta verifica da parte della Prefettura di Firenze, onde accertare l’eventuale rischio di “violazione di legge”, anche il deputato livornese Francesco Berti ha espresso tutta la sua vicinanza alla Presidente del consiglio e si è impegnato a portare il caso alla Camera dei Deputati, presentando un'interrogazione a risposta immediata appena possibile. Allo stesso modo i consiglieri regionali M5S Bianchi e Quartini hanno predisposto una mozione dove, da un lato, esprimono solidarietà alla Presidente del Consiglio e la ferma condanna di qualunque atteggiamento minatorio e violento; dall’altro, impegnano la Giunta Regionale ad attivarsi nelle sedi competenti per comprendere se il Prefetto di Firenze è a conoscenza di questa situazione e se intende prendere provvedimenti volti a ripristinare la massima trasparenza e legalità all’interno dell’assemblea comunale". 

 

Glenda Venturini
Capo redattore

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