25, Maggio, 2024

Dalla costruzione al restauro del Sepolcreto della famiglia di Sammezzano

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Nel cimitero comunale di Sociana, a Reggello, si erge l’antico Sepolcreto della famiglia Panciatichi Ximenes, che nel XIX secolo trasformò il Castello di Sammezzano in pieno stile orientale, facendolo diventare un unicuum italiano. Questa antica struttura testimonia non solo il prestigio e l’importanza della famiglia, ma anche l’attaccamento dei suoi discendenti e della comunità locale alla storia e alla tradizione.

La celebre storia di questa famiglia inizia con Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, nato nel 1813 a Firenze. Erede di una ricca tradizione familiare, Ferdinando non si limitò a godere dei beni materiali ma si distinse come mecenate, collezionista e attivista politico. La sua passione per l’arte e l’architettura lo portò a trasformare il Castello di Sammezzano in una testimonianza straordinaria dell'”orientalismo”, che ancora oggi incanta i visitatori. Ma il contributo di Ferdinando va oltre il mondo delle arti. Il suo impegno politico durante il periodo dell’Unità d’Italia testimonia la sua ferma convinzione nei valori della libertà e della giustizia.

Altra figura importante della famiglia, Marianna Panciatichi Ximenes d’Aragona Paulucci, figlia di Ferdinando, una delle prime e più eminenti naturaliste dell’Ottocento a Firenze e in Toscana. La donna, infatti, crebbe nei giardini del Castello di Sammezzano realizzando poi anche un libro dedicato alla flora del castello e un erbario di 4153 specie.

Il profondo legame che Marianna aveva con le terre di Sammezzano si manifesta anche nella decisione di far erigere un Sepolcreto per la sua famiglia nel cimitero di Sociana. Il padre Ferdinando morì il 18 ottobre 1897 e venne sepolto, inizialmente, sul lato destro del Castello, con una balaustra su cui si trovavano due leoni in terracotta. Qui rimase fino al 1918, anno in cui la figlia Marianna decise di spostare la salma del padre, con gli altri membri della famiglia, presso il nuovo Sepolcreto di famiglia. Infatti, il 31 maggio 1917, la Marchesa Marianna presentò una proposta al comune di Reggello per l’erezione di un Sepolcreto nel vicino cimitero di Sociana, che accogliesse tutti i membri defunti della famiglia. La famiglia Panciatichi Ximenes ancora oggi riposa in questo luogo, compresa la Marchesa Marianna.

La richiesta venne accolta con piacere dall’allora sindaco di Reggello Eugenio Batisti. Il nuovo Sepolcreto andava ad ampliare l’allora cimitero, rispettava tutte le norme imposte del Regolamento di Polizia mortuaria del tempo e, in più, presentava una struttura architettonica in armonia con il paesaggio e l’ambiente cimiteriale. Il 2 luglio 1917, venne ufficialmente deliberata la costruzione del Sepolcreto e il 27 ottobre il Consiglio Comunale deliberò la cessione di gratuita di questo al comune, assieme ad un terreno per altre sepolture. Oltre a ciò, la Marchesa Marianna garantì al Comune di Reggello il mantenimento della struttura con una rendita fissa all’anno. Grazie all’eccellente lavoro di ricostruzione storica del Comitato F.P.X.A (Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona) di Sammezzano, nato nel 2012, è possibile visionare tutti gli incartamenti comunali e foto del tempo.

Il Sepolcreto di Soniana venne terminato nel 1918. Il 10 marzo 2013, in occasione del bicentenario della morte del Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, il Comune di Reggello, attuale proprietario del Sepolcreto, ha ricevuto il progetto di restauro del Sepolcreto. Dopo cinque anni di lavoro e i 50.000 euro raccolti dal Comitato F.P.X.A di Sammezzano, l’antico Sepolcreto è stato riportato al suo antico splendore, simbolo del profondo legame che può intercorrere fra una terra e una famiglia e la testimonianza della passione di un gruppo di cittadini verso la propria storia.

 

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