22, Giugno, 2024

Il murale di Venturino Venturi a Castelnuovo dei Sabbioni. La storia dell’opera fra ieri e oggi

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Ancora oggi, a distanza di 32 anni, il bellissimo murale realizzato dal noto artista lorese Venturino Venturi colora piazza Piazza Pertini a Castelnuovo dei sabbioni. Traccia indelebile della tragica storia dell’eccidio nazifascista del 1944 perpetrato a Castelnuovo dei Sabbioni, ma anche nuovo spazio di aggregazione sociale e luogo  che unisce passato e presente, dove il murale agisce da mediatore silenzioso.

Nel 1984, l’allora Amministrazione Comunale di Cavriglia incaricò lo studio d’architetti De Filla – Merlini di Firenze di elaborare un progetto di riqualificazione urbana per un’area abbandonata di Camonti, Castelnuovo dei sabbioni. La zona era compresa fra il complesso Parrocchiale di San Donato e la scuola media e gli impianti sportivi. Il progetto terminato venne approvato nel luglio dello stesso anno e prevedeva un’ampia zona parcheggi utile al vicino impianto sportivo, un percorso pedonale in collegamento al Maestrino, gli accessi verso la Chiesa e, infine, cosa più importante la realizzazione di una parete simbolica e di forza scenografica. Dal progetto era chiaro che quell’area di Castelnuovo dei Sabbioni sarebbe diventata un nuovo spazio urbano, in grado di riunire bambini, adulti e adolescenti.

Non è stata, però, dimenticata la tragica parentesi del 1944 che colpì Castelnuovo: il nuovo spazio, infatti, doveva anche essere luogo di memoria di tali avvenimenti. Da qui l’idea di inserire opere d’arte qualificate e un vasto murale sulla parete, che riassumesse il contrasto perenne fra guerra e pace. I progettisti stessi decisero di coinvolgere Venturino Venturi, artista di fama internazionale che al tempo risiedeva a Loro Ciuffenna. Così il 20 luglio 1984 venne inaugurata la Piazza Sandro Pertiti e il Monumento ai caduti della seconda guerra mondiale realizzato dal Maestro Venturi, “L’uomo in ferro”. Si tratta di una sagoma in acciaio rappresentante un uomo in piedi che saluta, che metaforicamente riporta alla famiglia del murale, ovvero alla convinzione che dopo ogni guerra c’è la speranza di un nuovo giorno, fondato da un uomo e una donna che si tengono per mano. “L’uomo di ferro” è stato fatto prima dell’allestimento della Piazza di Castelnuovo e infatti è stato presentato in un mostra a Palazzo Strozzi nel 1984 per poi essere posizionato nella Piazza valdarnese dove ancora oggi si erge. Nel 1992, Giorgio Napolitano, già Presidente della Camera, venne a Cavriglia per l’anniversario della strage e l’inaugurazione del murale.

Venturino Venturi realizzò poi i bozzetti per il grande murale nel luglio 1991 e terminò il progetto nel maggio 1992, aiutato da un equipe formata da Gionata Francesconi, Gilbert Le Bigre e Mario Francesconi. Lucia Fiaschi, nipote di Venturi e attuale direttrice del Museo Venturino Venturi di Loro Ciuffenna, in un’intervista rilasciata al comune di Cavriglia dichiarò:” Quando Venturino presentò il primo bozzetto, che ancora oggi ho nel mio archivio, è esattamente quello che si vede adesso, il comitato dei cittadini rimase un pò perplesso perché non capì dove fosse la loro storia. Ma mi è stato raccontato dall’allora sindaco di Cavriglia Enzo Brogi, ma anche primo sostenitore dell’impresa e amico di Venturino, che in quella sera di presentazione convinse i cittadini e lo sono tutt’ora”.

Al centro del murale ideato e realizzato da Venturino Venturi la sintesi della guerra e del dopoguerra in un racconto che trascende dal Valdarno e che ingloba tutto il mondo.Nel libretto “Venturino Venturi. Il murale di Castelnuovo dei Sabbioni realizzato” dal comune di Cavriglia si legge:

È Venturino, un uomo senza età che qui, in Piazza Pertini di Cavriglia, ha costruito un muro, messo ad argine della marea di morti del vicino cimitero, dove serbare il calice del sangue non versato inutilmente. Ed il muro racconta oggi la sua storia“.

Venturi ha, infatti, realizzato un ‘opera che racconta la guerra, rappresentata metaforicamente da un enorme mostro meccanico bianco, nero e rosso e, poi, la sua fine. La guerra è distruzione, morte, desolazione, ma anche questa ha una sua conclusione, che per Venturino è riassunta in un uomo, una donna e un bambino che si tengono per mano. La forza di riunirsi, rialzarsi e riniziare la vita è stata la salvezza dell’umanità per l’artista. Ma non solo, risorgere grazie al lavoro, reso nel murale da una “betta” gialla e rappresentante tutti i minatori di Castelnuovo, forza motrice del nuovo mondo post bellico. Idealmente è la ricostruzione del disastro lasciato dalla guerra reso possibile dal lavoro positivo ed energico da parte di tutti i cittadini.

Tuttavia, la visione artistica di Venturino non si è fermata qui. Per l’artista era necessario inserire nel murale anche una rinascita dello spirito. Proseguendo lungo il murale, infatti, ci si imbatte in una vergine bianca su sfondo celeste che rievocava, per Venturino, anche un nuovo e consapevole coinvolgimento dello spirito nel mondo post bellico. Il racconto culmina con un’ascensione rappresentata da uno spazio bianco circondato da un celeste brillante, una vera e propria proiezione di un mondo altrove.

 

Tutta la visione di “guerra e pace” di Venturino si dispone su una superficie pittorica di 305 metri quadrati in un muro fatto di pannelli di cemento lungo 76 metri, contraddistinto dalla grande pennellate dell’artista e della sua equipe. Si tratta senz’altro di una delle opere più significative dell’ultimo periodo di Venturi, scomparso nel 2002, e che testimonia la lettura della realtà post bellica di molti artisti contemporanei. Infatti, a differenza della prima guerra mondiale dove venivano innalzati monumenti ai caduti, nella seconda guerra mondiale la lettura degli avvenimenti era così tragica e vicina alla popolazione, che molti artisti solo dopo anni hanno saputo trasportare nelle loro opere d’arte la loro visione.

Il murale è stato poi restaurato nel 2022 grazie ai 20 milioni che sono arrivati al comune di Cavriglia in merito al bando di rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi a rischio abbandono stanziato dal PNRR. In questa occasione, cittadini e la giunta comunale hanno festeggiato il restauro anche con una cena assieme creando un importante momento di comunità per la cittadinanza.

Il Murale di Venturino Venturi a Cavriglia non è solo un’opera d’arte del maestro, ma anche un regalo che l’artista stesso ha voluto fare alla sua comunità. È anche, però, un ponte fra generazioni passate, presenti e future, verso un evento tragico che non deve essere dimenticato. In memoria delle 85 vittime della strage nazifascista del 4 luglio 1944 e come monito per combattere la guerra in un mondo che, al giorno d’oggi, sembra essersene dimenticato.

Per le foto d’epoca si ringrazia il Museo Mine delle miniere e del territorio di Cavriglia. Le foto sono state realizzate dal fotografo Emilio Polverini 

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