28, Giugno, 2022

Meningite, i dati della Regione confermano: dopo 10 anni i casi di tipo C sono aumentati sensibilmente

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“L’introduzione della vaccinazione universale ha immediatamente risolto il
problema e per 10 anni i casi da tipo C sono stati sporadici”. Ma con i primi mesi del 2015 è cambiato il trend. Da qui la decisione di “misure straordinarie”. E’ quanto scritto in una relazione della Regione Toscana. E intanto salgono a 22 i casi di meningite: a Careggi è stato ricoverato un ragazzo di Scandicci ma sarebbe stato curato in tempo.

La Regione attua misure straordinarie per la meningite. Lunedì la giunta ha approvato la delibera per la "prevenzione della diffusione del meningococco C in Toscana"  (a questo link le misure adottate). 

Intanto nei giorni scorsi un nuovo caso si è verificato nel territorio fiorentino, con un ragazzo di Scandicci che è stato ricoverato a Careggi, ma le condizioni non sarebbero gravi, in quanto i medici sono potuti intervenire con gli antibiotici nella fase iniziale dell’infezione.  Ancora non si conosce il ceppo di questo nuovo caso per il quale è scattata la profilassi per 70 persone.

I casi di meningite in Toscana, da inizio anno, solo saliti a 22. Ed è proprio il trend ad aver messo in allarme la Regione. I dati e l'evoluzione della malattia sono riportati in una relazione allegata all'ultima delibera di giunta. 

“Negli anni 2004 – 2005 – viene sottolineato nella relazione – nel giro di 18 mesi si registrò un improvviso aumento dei casi di meningiti dovute al gruppo C con inversione del rapporto B/C (normalmente un tipo circola molto più dell’altro). Anche nel 2005 vi furono casi mortali di sepsi, i casi erano concentrati soprattutto nei primi anni di vita e fra gli adolescenti. Considerata la situazione epidemiologica essendoci da pochi anni disponibile un vaccino molto efficace contro meningococco C fu deciso di introdurre la vaccinazione universale nei nuovi nati, recuperando anche le coorti da 1 a 6 anni , e successivamente anche una dose a 11 – 14° anni. La Regione Toscana fu la prima ad introdurre questo tipo di vaccinazione”.
 
“Come evidente l’introduzione della vaccinazione universale ha immediatamente risolto il problema e per 10 anni i casi da tipo C sono stati sporadici, essenzialmente in età adulta o in bimbi i cui genitori avevano rifiutato la vaccinazione. I casi da gruppo B sono rimasti sostanzialmente costanti negli anni, negli ultimi anni è invece comparso il gruppo Y. Negli anni le coperture per questa vaccinazione si sono stabilizzate ad alti livelli, sopra il 90% nell’infanzia e fino al 70% nelle coorti 11-18” prosegue la relazione.
 
Ma la tendenza è cambiata con l’arrivo dell’anno nuovo: “A inizio marzo 2015 – precisa la relazione – la sorveglianza ha mostrato invece delle preoccupanti variazioni, in due mesi si erano già registrati 11 casi di meningite di cui ben 8 di tipo C con due sepsi mortali nella ASL di Empoli. La Commissione Regionale Vaccinazioni  è stata immediatamente convocata e a seguito di nostra specifica richiesta ha consigliato, sulla base della situazione epidemiologica e della letteratura scientifica, di introdurre immediatamente una seconda dose di richiamo nell’adolescenza. Il 30 marzo 2015 è stata approvata la DGRT n. 367 che ha introdotto il richiamo con vaccino tetravalente nella fascia 11-18 anni. Quasi contemporaneamente si è realizzato il terzo caso mortale nella ASL di Empoli: e nel rispetto dl principio di precauzione enunciato dall’OMS – 10 casi per 100.000 abitanti in tre mesi richiedono una vaccinazione comunitaria, in accordo con la Regione la ASL ha deciso misure aggiuntive con l’offerta della vaccinazione anche ai soggetti di 19-45 anni ed agli operatori sanitari. La particolare letalità registrata ha comunque imposto di ricercare immediatamente le cause di questa particolare aggressività”.
 
“E’ stata avviata e formalizzata una collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità che ha portato a riesaminare, insieme con il Laboratorio di Immunologia del AOU Meyer , tutti i materiali biologici disponibili sui casi del 2015. Le analisi sono ancora in corso ma già le indagini di genotipizzazione hanno evidenziato una sequenza tipo ST11, nei germi esaminati, questa caratteristica è associata in letteratura ad una particolare virulenza del batterio che causa una maggiore incidenza di sepsi fulminanti”.
 
“In particolare sono risultati assolutamente identici i batteri che hanno causato tre decessi nei comuni dell’empolese. Le misure di profilassi messe in atto sono quindi da intendersi rivolte a stroncare la circolazione di un batterio ipervirulento in grado di provocare sepsi fulminanti, esse sono rappresentate dalla profilassi antibiotica dei soggetti che hanno avuto contatti stretti del caso ma anche dall’offerta della vaccinazione, in quanto gli antibiotici hanno un effetto sicuro ed immediato ma di breve termine mentre con la vaccinazione si crea stabilmente una barriera contro il batterio. La priorità della profilassi vaccinale è rappresentata dagli adolescenti (allargata ai 20 anni dalla presente delibera) che sappiamo essere i primi colpiti. Per chi non si è mai vaccinato deve essere effettuata la prima dose ma poiché la flessione dei titoli anticorpali è un punto di debolezza sia nelle difese individuali che dell’immunità di gregge anche a chi è stata già somministrata una prima dose nell’infanzia deve essere offerta attivamente una seconda dose di vaccino, proprio in considerazione della particolare virulenza e velocità di azione del ceppo ST11 che richiede una forte immunità di base”.
 
“Il realizzarsi di un ulteriore caso a Montevarchi con lo stesso tratto ST11ha indirizzato verso la decisione, attuata con la presente delibera, di allargare a tutte le ASL in cui si è realizzato un caso la profilassi vaccinale ai soggetti che sono entrati in contatto con il caso e che hanno frequentato le stesse comunità, decisione già attuata nella ASL 11. Infine la messa a disposizione del vaccino per la fascia di età 21-45 rappresenta un elemento di rassicurazione per la popolazione toscana e, soprattutto, ostacola ulteriormente il diffondersi del germe”.
 
“Si tratta di misure straordinarie per una situazione che ha creato grave allarme nella nostra regione, una risposta coordinata che mette in atto misure a breve, medio e lungo termine e la cui efficacia sarà costantemente monitorata” conclude la relazione.

Per questo nuovo programma di vaccinazioni sono stati stanziati 9 milioni di euro.
 

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