Trent’anni dopo, il “Ciclone” soffia ancora forte su Laterina. E stavolta non è solo il vento della nostalgia, ma quello di una piazza gremita, emozionata e pronta ad abbracciare Leonardo Pieraccioni e parte del cast del film che nel 1996 trasformò il borgo valdarnese in un luogo simbolo del cinema italiano.
Nel pomeriggio di oggi piazza della Repubblica si è trasformata in un set a cielo aperto per la grande festa dedicata ai 30 anni della pellicola cult.
Sul palco, accanto a Pieraccioni, sono saliti anche molti volti storici del film: Massimo Ceccherini, Barbara Enrichi, Sergio Forconi, Jerry Potenza e Giovanni Pellegrino, interpreti di personaggi rimasti impressi nella memoria collettiva degli italiani. Una reunion che ha riportato in vita atmosfere, battute e scene cult della commedia. E proprio la forza dei personaggi è sembrata riemergere continuamente durante la serata: Nello, Osvaldo, Libero, Levante. Come se il tempo si fosse fermato al 1996, tra una rullata di tamburi immaginaria e una “supercazzola” in salsa toscana.
A fare gli onori di casa è stato il sindaco Tassini, che ha parlato di “una settimana di super tensione”per organizzare un evento capace di richiamare persone da tutta Italia. “Non è comune — ha detto — che dopo 30 anni un film riesca ancora ad attirare così tanta gente e a creare questo entusiasmo”.
Pieraccioni ha alternato emozione e ironia, come nel perfetto stile del “Ciclone”:”Ci sono film benedetti dal Dio del cinema” ha raccontato davanti alla piazza piena, spiegando come il successo della pellicola abbia superato le generazioni. Poi il riferimento ai luoghi simbolo del film: “Qui a pochi chilometri c’è ancora il Casolar de’ noatri”, ha scherzato immaginando le ballerine spagnole ancora lì “a fare flamenco sul tavolo”.
A prendersi la scena è stato anche Massimo Ceccherini, accolto da applausi e risate.
Quando dal palco è risuonato il celebre “Tappami”, il pubblico ha risposto in coro come in una gigantesca citazione collettiva del film. Ceccherini, fedele al suo stile surreale, ha ironizzato sul tempo passato: «”Nel film davo i ramato… ora so col catetere”.
Barbara Enrichi ha invece riportato il pubblico alle atmosfere più amate della pellicola, mentre Sergio Forconi, storico volto di Osvaldo Quarini, è stato salutato con un lungo applauso dalla piazza. Tra battute improvvisate, ricordi dal set e continui richiami alle scene più celebri, il cast ha ricreato per una sera quell’alchimia che rese “Il Ciclone” uno dei film più amati del cinema italiano degli anni Novanta.
Momento finale della giornata il conferimento della cittadinanza benemerita a Pieraccioni, accolto dall’affetto di centinaia di persone arrivate anche da fuori Toscana. A consegnare il riconoscimento sono stati il sindaco Jacopo Tassini e il presidente della Provincia di Arezzo Alessandro Polcri, in una cerimonia accompagnata dalla Filarmonica Santa Cecilia e dagli applausi continui del pubblico.
Il pubblico — composto da famiglie, curiosi e fan arrivati da tutta Italia — ha seguito ogni momento con entusiasmo. Molti i giovani presenti, alcuni con magliette dedicate alle battute del film. “Questo è il segno che il “Ciclone” appartiene anche a chi non era ancora nato”, ha commentato Pieraccioni.
Sul posto anche Giulia Mauro

