24, Luglio, 2024

Manodopera cinese nelle pelletterie, il grido d’allarme della Cgil: “Controlli per tutelare qualità e lavoratori”

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Valdarnopost nei giorni scorsi ha raccontato il fenomeno della manodopera cinese che sta cominciando ad interessare anche il Valdarno Fiorentino. Oggi interviene Bernardo Marasco, segretario della Filctem Cgil, che esprime preoccupazione: “Servono controlli sia da parte delle istituzioni pubbliche che dei grandi marchi. La filiera deve essere tracciata: no a giochi al ribasso sulla manodopera. A rischio la qualità artigianale”

Anche la Cgil è preoccupata. Un incremento così di aziende con manodopera cinese non si era mai visto in Valdarno e Bernardo Marasco, segretario fiorentino della Filctem Cgil chiede apertamente “attenzione” e “controlli” da parte di tutti gli attori coinvolti: “In gioco c’è la qualità artigianale di un territorio”.
 
Quello sollevato da Valdarnopost è “un fenomeno sicuramente d’attualità e che deve essere monitorato perché produce un margine di rischio sui temi della legalità”. Per la Cgil non sono emersi al momento episodi di illegalità nella filiera – anche perchè stiamo parlando al momento di una decina di laboratori di pelletteria – ma occorre prudenza  e soprattutto che “questi processi all’interno del tessuto produttivo valdarnese siano governati”. In particolar modo dai grandi marchi. Gli esempi di quanto avvenuto nel pratese e nella piana fiorentina sono lì a testimoniarlo.
 
Per Bernardo Marasco ci sono tre questioni di fondo. “In primis, l’aumento del margine di rischio per la legalità: è necessario controllare queste aziende per evitare lavoro irregolare e quindi violazione dei diritti. La seconda questione è la tutela della qualità produttiva: con l’illegalità si rischia di perdere qualità e le conoscenze maturate in Valdarno. Infine c’è l’immagine stessa del territorio che rischia di essere compromessa” sottolinea Marasco.
 
Il segretario della Filctem Cgil torna a ribadire: “Questo non vuol dire che ci sia al momento una situazione di illegalità ma è necessario chiedere alle grandi griffe sistemi di controllo e tracciabilità della filiera, impedendo quindi logiche di commesse al ribasso. Serve una sinergia tra controlli pubblici e quelli dei grandi marchi. In questo contesto assume importanza il protocollo firmato lo scorso 23 dicembre con la Regione perché il rischio è quello di compromettere irrimediabilmente la qualità artigianale di un intero territorio. E’ necessario e urgente quindi – conclude Marasco – che tutti facciano la loro parte”. 

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