24, Luglio, 2024

La riforma delle Asl voluta da Rossi: da 12 a 3 Aziende sanitarie. E il Valdarno sarà ancora diviso in due

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L’assessore regionale alla salute Marroni, ieri ad Arezzo, ha ribadito l’obiettivo della Regione: passare dalle attuali 12 a 3 Asl soltanto. E una comprenderà il territorio di Arezzo, Siena e Grosseto, come per i rifiuti. Dentro, dunque, solo il Valdarno aretino: che ancora una volta, sui servizi, resta separato da quello fiorentino

Mentre la politica discute di Valdarno unito, che superi i confini provinciali, nei fatti la divisione fra versante aretino e fiorentino si fa sempre più forte. Sono i servizi al cittadino, in particolare, a segnare il solco: così come è stato per la gestione dei rifiuti, che ha catapultato il Valdarno aretino in un'area vasta territorialmente lontana da quello fiorentino, ora tocca anche alla sanità. 

Almeno questo è l'obiettivo della giunta regionale guidata da Enrico Rossi: nel ridisegnare la geografia sanitaria della Toscana, l'obiettivo è di passare dalle attuali 12 Aziende sanitarie a soltanto 3 Asl. Saranno una per ciascuna Area vasta: Toscana Centro (Firenze, Prato, Pistoia, Empoli); Toscana Nord Ovest (Massa Carrara, Versilia, Lucca, Pisa, Livorno); Toscana Sud Est (Siena, Arezzo, Grosseto). E richiameranno così le Ato dei rifiuti, che più o meno hanno gli stessi confini. 

Cosa significa per il Valdarno? Essere diviso ancora una volta, spezzato a metà da confini amministrativi che piombano entrambi i versanti su ambiti molto più grandi, di cui sarà molto facile diventare periferie dal peso specifico piuttosto relativo. Il Valdarno aretino sarà con Arezzo, Siena e Grosseto (come per i rifiuti); quello fiorentino con tutta l'area metropolitana di Firenze. E poco importa, in questa riforma della sanità toscana, se tra l'ospedale Serristori e quello della Gruccia ci sono meno di 15 chilometri. 

"La strategia della Regione – ha detto Luigi Marroni ad Arezzo – è quella di costituire tre macroaree, con divisioni territoriali che ricalcheranno le attuali Asl, un governo del sistema che vedrà la presenza sia delle Conferenze territoriali dei sindaci che quella dell'area vasta, un percorso di confronto che la Regione realizzerà su due binari, quello con i professionisti della sanità e quello con le istituzioni locali".

E di fronte alle perplessità e alle preoccupazioni di sindaci che, come quelli valdarnesi, avevano sollevato dubbi proprio nella definizione dei confini, oltre che sul ruolo dei territori di provincia, l'assessore ha rassicurato così: "E' allo studio una sorta di Piano regolatore che individui, a seconda della dimensione dei comuni, i servizi che dovranno essere erogati". Quanto ai confini di vecchie e nuove Asl, Marroni ha precisato che il tema è noto, ma che non verrà affrontato in questa fase: "Per ora, rimangono i perimetri tracciati dalle province". 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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