I sindaci del Valdarno di nuovo insieme ai pendolari. Il treno dirottato sulla linea lenta e arrivato in ritardo

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Dopo il flash mob del 17 giugno sindaci del Valdarno aretino e fiorentino anche questa mattina sono saliti a bordo, insieme ai pendolari, del treno regionale. Diversa la situazione documentata: treno in ritardo e i disservizi di sempre. Presenti Valentina Vadi, Sindaco di San Giovanni Valdarno, Paolo Nannini, Sindaco di Bucine, Leonardo Degl’Innocenti O’Sanni, Sindaco di Cavriglia, Sergio Chienni, Sindaco di Terranuova Bracciolini, Andrea Rossi, Sindaco di Loro Ciuffenna, Valerio Pianigiani, Sindaco di Figline e Incisa Valdarno, Piero Giunti, Sindaco di Reggello, Claudio Calcinai Vicesindaco di Castelfranco Piandiscò, Silvia Meli, Assessore del Comune di Rignano sull’Arno, Alberto Ricci, Assessore del Comune di Laterina Pergine Valdarno, Filippo Boni, Vicesindaco di Cavriglia.

Se l’altra volta il treno è arrivato addirittura in anticipo, questa volta è andata in maniera ben diversa. Il treno 4070 è partito da San Giovanni Valdarno alle 8:02, con arrivo previsto a Firenze Santa Maria Novella alle 8:38, ma è arrivato invece  a destinazione alle 8:56, dopo oltre 50 minuti di viaggio e un ritardo di 18 minuti per un tragitto che, su linea Direttissima, richiederebbe la metà del tempo.  Il convoglio è stato dirottato sulla linea lenta. Come se non fosse stato sufficiente sono stati registrati anche sovraffollamento, aria condizionata insufficiente e numerosi rallentamenti. Il ritardo annunciato era stato di dieci minuti (invece dei reali 18).

Pur sulla linea lenta si sono verificate tre fermate forzate tra Sant’Ellero e Le Sieci, prima di Compiobbi e nei pressi di Rovezzano senza che i passeggeri ricevessero alcuna spiegazione.

“Questi disagi rischiano di diventare strutturali a partire dal 1° gennaio 2026, quando – secondo quanto previsto da Trenitalia e RFI – i treni regionali verranno deviati definitivamente dalla linea Direttissima (linea veloce) alla linea lenta. Una decisione che penalizza fortemente il Valdarno e contro la quale il territorio sta alzando la voce in modo compatto. Il Flash mob di questa mattina è stato organizzato anche e soprattutto contro questa decisione. Le amministratrici e gli amministratori del Valdarno hanno più volte sollecitato i vertici di Trenitalia e RFI, segnalando una situazione ormai insostenibile: ritardi cronici, disservizi, scarsa comunicazione, con gravi ricadute sulla vita di migliaia di pendolari”.

Un appuntamento decisivo sarà quello del 17 luglio, con la cabina di regia tra Regione Toscana, Trenitalia e RFI, dove i rappresentanti del territorio ribadiranno la netta contrarietà a ogni soluzione che riduca ulteriormente la qualità del servizio ferroviario nel Valdarno.
“Il diritto alla mobilità è un diritto fondamentale. Il Valdarno non può e non deve essere marginalizzato. Le cittadine e i cittadini meritano un trasporto ferroviario efficiente, puntuale, sicuro e rispettoso della loro dignità. L’impegno delle istituzioni locali continuerà, fino a quando non saranno trovate soluzioni serie e strutturali. Iniziative come quelle di questa mattina saranno ripetute periodicamente fino a spostare la protesta al Ministero dei trasporti di Roma”.

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