14, Agosto, 2022

Difesa del suolo: la Regione approva il documento, fondi per 12 milioni. Tre interventi in Valdarno

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Quasi 12milioni dalla Regione per la mitigazione del rischio idraulico e ed idrogeologico, con 63 interventi nel triennio 2022-2024: è stato approvato il Documento operativo di difesa del suolo (Dods) per la Toscana che raccoglie gli interventi attuati dagli Enti locali, le attività di manutenzione dei Consorzi di bonifica, oltre ad interventi di diretta competenza della Regione Toscana. Il Dods ha appena avuto il via libera della giunta regionale su proposta dell’assessora all’ambiente e difesa del suolo Monia Monni. Nel dettaglio si finanziano 27 cantieri e 36 progetti, per ripristino e consolidamento dopo frane o opere idrauliche.

“Stiamo proseguendo nell’impegno assunto per una politica organica ed efficace per la difesa del suolo in Toscana- spiega Monia Monni-. Stanziamo quasi 12milioni di risorse regionali per la mitigazione del rischio idraulico ed idrogeologico per 63 interventi su tutto il nostro territorio. Investire in mitigazione del rischio idraulico ed idrogeologico, significa investire sulla sicurezza dei nostri cittadini, delle attività e del territorio stesso. Ai fondi regionali si sommeranno le ingenti risorse stanziate dal PNRR (60 milioni), quelle di Casa Italia, e quelle del Ministero degli Interni. Questa inedita capacità di finanziare interventi sul dissesto – prosegue l’assessora- ci permetterà di perseguire uno degli obbiettivi principali del NextGeneretionUe che, oltre a sostenere la lotta ai cambiamenti climatici, punta a rendere i nostri territori più resilienti”.

Per quanto riguarda il Valdarno aretino, sono tre i progetti finanziati, come hanno sottolineato la Presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Consiglio regionale, Lucia De Robertis ed il capogruppo PD in Regione Vincenzo Ceccarelli: “Per la provincia di Arezzo, il documento prevede 9 interventi, suddivisi fra progettazioni di competenza della Regione, interventi realizzati direttamente dai comuni e progettazioni poste a carico dei comuni stessi”. Gli interventi approvati cumulano un finanziamento complessivo regionale destinato alla provincia di Arezzo pari a poco più di un milione e mezzo di euro.

Le progettazioni di competenza della Regione riguardano la realizzazione degli studi ambientali a supporto dello studio di impatto ambientale per l’adeguamento della diga di Levane (finanziamento regionale: 80.000 euro), la progettazione definitiva della sistemazione idraulica del Fiume Tevere a valle della diga di Montedoglio, nel comune di Sansepolcro (finanziamento regionale: 100.000 euro), il progetto preliminare per la sistemazione idraulica del Rio di Riolo e del Rio della Ripa, nel comune di Arezzo (finanziamento regionale: 25.000 euro).

Gli interventi a diretta realizzazione da parte dei comuni sono: il rifacimento dell’attraversamento stradale sul Borro dei Frati, in località Pianacci nel comune di Bucine (finanziamento regionale: 35.000 euro), gli interventi di consolidamento della frana in località Ricessa, nel comune di Pratovecchio Stia (finanziamento regionale: 475.982 euro), gli interventi di bonifica e consolidamento della frana in località il Castello nel comune di Castel San Niccolò (finanziamento regionale: 744.923 euro), gli interventi di messa in sicurezza della strada per le frazioni di Stiavola e Montelabreve , nel comune di Badia Tedalda (finanziamento regionale: 293.000).

Per quanto riguarda, infine, le progettazioni realizzate dai comuni, esse interessano le indagini ed i monitoraggi propedeutici alla progettazione degli interventi di bonifica consolidamento della frana in località Grossetino, nel comune di Ortignano Raggiolo (finanziamento regionale: 39.906 euro), ed il progetto definitivo ed esecutivo dei lotti n. 2 e 3 per le opere di mitigazione del rischio idraulico sul Borro di Rantigioni, nel comune di Castelfranco Piandiscò (finanziamento regionale: 63.000 euro).

“Il DODS – concludono De Robertis e Ceccarelli – si conferma come strumento di attenta gestione alla prevenzione e messa in sicurezza del territorio, potendo organizzare su base annua risorse e progettazioni necessarie a garantire un sistema organico di interventi, l’unico realmente utile a tutelare la Toscana dal rischio idraulico ed idrogeologico”.

Glenda Venturini
Capo redattore

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