03, Luglio, 2022

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Approvato il piano di sviluppo strategico 2021-2024: “Una visione futura per il territorio”

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Nell’ultimo consiglio comunale è stato approvato il piano di sviluppo strategico di Bucine e della Valdambra. A descriverlo è il sindaco Nicola Benini. Cinque gli assi strategici.

Approvato il Piano di Sviluppo Strategico per Bucine e la Valdambra 2021-2024: lo strumento, presentato nel consiglio comunale del 19 gennaio 2021 e descritto dal sindaco Nicola Benini sarà un modo per costruire una visione futura del territorio, un punto di partenza in cui amministratori, attori economici, sociali e culturali, in un percorso dinamico in continua evoluzione, individuano idee, proposte, decidono le linee di sviluppo ed elaborano progetti per costruire il futuro della Valdambra.

"Siamo convinti che il superamento di questa crisi, così come lo sviluppo economico della Valdambra, possano essere raggiunti solo attraverso un processo partecipativo ed integrato di valorizzazione delle risorse umane e territoriali – afferma Benini – Un nuovo modello di sviluppo in cui il tema della sostenibilità è protagonista: sostenibilità economica, come capacità di generare reddito, sostenibilità sociale come capacità di garantire benessere a chi vive in un territorio e sostenibilità ambientale come capacità di mantenere la qualità delle risorse naturali."

"Nel Piano sono stati individuati cinque assi strategici. partendo dall'analisi dei punti di forza e criticità – continua il primo cittadino – qualità del territorio e sostenibilità ambientale, rigenerazione dei borghi, sviluppo turistico, filiera dell'agricoltura, sviluppo di politiche rivolte all'innovazione e alla conoscenza. Se vogliamo costruire uno sviluppo sostenibile, dobbiamo essere pronti nel saper intercettare le risorse che saranno messe a disposizione dalla prossima programmazione regionale, nazionale ed europea."

"I nostri piccoli borghi costituiscono un patrimonio edilizio, culturale, storico, paesaggistico e ambientale – spiega Benini – che se rigenerati e valorizzati potrebbero diventare "Comunità ospitali" sia per chi sceglie vacanze sostenibili e responsabili, ma anche per chi ha deciso di non vivere più nelle città."

 

 

 

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