28, Settembre, 2022

Accolto il ricorso dei medici del 118 di Figline: non dovranno operare anche al Pronto soccorso

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I medici in servizio sull’automedica si erano rivolti al Giudice del Lavoro contro il progetto della Asl di impiegarli anche, e in contemporanea, per i codici minori al Pronto soccorso del Serristori. Ciari (Lega): “Una vicenda che ha messo in evidenza l’arroganza con cui viene gestita la sanità in Toscana”

Il medico in servizio per il 118 sull'automedica, con base al Serristori, non dovrà anche occuparsi contemporaneamente, tra una chiamata e l'altra, dei codici minori del Pronto soccorso: lo ha stabilito il Tribunale del Lavoro di Firenze, accogliendo il ricorso che era stato presentato da 13 medici in servizio (1 stabilmente, gli altri 12 su turni variabili) presso l'automedica del Valdarno fiorentino. I medici si erano rivolti al Giudice rivendicando il diritto di non seguire il progetto della Asl, che a loro avviso era illegittimo per una serie di motivi, tra cui il rischio di essere esposti a responsabilità penale, "in assenza di adozione da parte della Asl delle procedure propedeutiche all’attuazione del progetto".

Ed è proprio questo il punto chiave riconosciuto dal Tribunale del Lavoro: la Asl, spiegano i giudici, avrebbe dovuto emanare specifiche misure operative, se voleva che i medici operassero sia per il 118 che per il Pronto soccorso, in modo da regolare con precisione il loro lavoro e metterli in condizione di svolgere entrambe le mansioni con la necessaria perizia: "Si pensi, ad esempio – ricordano i giudici – all’obbligo dell’equipaggio dell’autoveicolo di soccorso avanzato (l'automedica, ndr) di partire in direzione dell’obiettivo comunicato dalla Centrale Operativa entro un minuto dall’attivazione da parte della medesima". Queste misure non sono state mai emanate, e questo espone i medici a rischi di responsabilità di natura penale. 

Soddisfazione per la pronuncia del Tribunale del Lavoro è stata espressa dal consigliere comunale di opposizione a Figline e Incisa, Costantino Ciari, esponente della Lega e anche presidente del sindacato Fismu che aveva promosso uno sciopero contro questo progetto della Asl. "È stato riconosciuto proprio quello che avevo denunciato a luglio – ricorda Ciari – quando avevo criticato aspramente la decisione della ASL Centro, la quale imponeva ai medici del 118 che a partire dal 1 agosto 2019 si occupassero anche dei pazienti del Pronto Soccorso dell’Ospedale Serristori. Il Tribunale ha riconosciuto proprio quei punti su cui avevo mosso le mie critiche, dalla questione dei tempi di intervento al rischio di responsabilità penali per i medici". 

"Si è dovuti arrivare ad una sentenza di un giudice, con relative spese, per certificare i pericoli a cui venivano esposti pazienti e medici con tale promiscuità di incarichi. E tutto questo – conclude Ciari – sarebbe avvenuto nel silenzio assordante dell’amministrazione comunale di Figline e Incisa, se non avessi reso nota tale assurda, dissennata e pericolosa programmazione. Questa vicenda mette ancora più in evidenza l’arroganza con cui viene gestita la Sanità in Toscana. Si è andati avanti malgrado lo sciopero dei medici, e con l'acquiescenza dell'Amministrazione comunale con la visita di cortesia dell’Assessore alla Sanità Saccardi a Figline, dopo la quale tutto è rimasto come già programmato: solo fumo negli occhi per i cittadini. Se mancano i medici del Pronto Soccorso questo si deve ad una cattiva o assente programmazione della sanità toscana, e non si può certamente risolverli con i pastrocchi a Figline".

 

Glenda Venturini
Capo redattore

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