26, Giugno, 2022

25 aprile, Festa della Liberazione: le celebrazioni in Valdarno aretino e fiorentino

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Celebrazioni, deposizione di corone, iniziative: anche il Valdarno aretino e fiorentino ha festeggiato il 77° anniversario della Liberazione.

A San Giovanni il sindaco Valentina Vadi, insieme al vice sindaco di Cavriglia Filippo Boni e al presidente di Anpi Valdarno Giuseppe Morandini, si è recata a Santa Lucia, dove vennero fucilati dai fascisti il giovane comandante Gian Maria Paolini, medaglia d’argento e della Resistenza, e i due partigiani Settimio Berton e Francesco Fiscaletti. Poi sono state portate tre corone d’alloro: al Sacrario dei Caduti del cimitero urbano di San Giovanni Valdarno, sotto il loggiato di Palazzo di Arnolfo e sotto al monumento ai caduti per la libertà al villaggio Minatori.

A Castelfranco Piandiscò l‘Amministrazione comunale ha deposto corone di fiori a tutti i monumenti dedicati a partigiani e vittime della Resistenza presenti nel territorio: in piazza del municipio a Piandiscò, in piazza Livio Satti e in piazza San Filippo Neri a Castelfranco, a Pulicciano, in via Vittorio Emanuele a Faella, a Matassino.

A Loro Ciuffenna si è tenuta la mattinata “25 aprile in Pratomagno” iniziata con il “cammino del Partigiano” e continuata con letture e musica.

Laterina Pergine, il sindaco Simona Neri: “Dal “nostro” 25 aprile, nella ricorrenza della data che mise fine alle ostilità sul nostro territorio, viene un appello alla pace. Alla pace, non ad arrendersi di fronte alla prepotenza. E riprendendo le parole del nostro Presidente Mattarella: ‘Vale ovunque. In Europa, in Italia. Il convinto e incondizionato rifiuto di ogni sopraffazione totalitaria, unitamente alla consapevolezza dell’importanza della democrazia, all’affermazione coraggiosa e intransigente del rispetto della dignità umana, al rifiuto di ogni razzismo, alla fedeltà ai propri ideali, sono i valori che ci sono stati affidati dalla Liberazione; e che avvertiamo di dover trasmettere ai nostri figli, ai nostri nipoti, ai giovani europei perché si scongiuri l’atrocità inescusabile della guerra. Lottare contro la sopraffazione, in aperta violazione del diritto internazionale, scongiurare morti ulteriori e sofferenze ulteriori di un popolo aggredito, è una causa comune che ci interpella e ci vede impegnati. Riflettere sul valore dei diritti dell’uomo, primo fra tutti quello di poter vivere in pace, è il forte messaggio che ci ha consegnato la Resistenza’. ”

A Montevarchi le celebrazioni hanno preso il via con la deposizione delle corone ai Monumenti di piazza della Fiera ed del cimitero di Levane, di Borro al Quercio a Levanella, di Poggio Cuccule, di Ricasoli, e del cimitero, di piazzale Europa e via Calamandrei a Montevarchi. Poi sono continuate nell’insigne Collegiata per la Santa Messa ed in piazza Varchi per l’esibizione del Corpo musicale G.Puccini e l’omaggio ai caduti sotto il loggiato del municipio.

A Terranuova il 25 aprile ha avuto anche un altro significato: al corteo ed alle iniziative hanno preso parte infatti anche i lavoratori della Fimer. Il sindaco Sergio Chienni: “Grazie ai lavoratori della Fimer che oggi hanno partecipato alla Festa della Liberazione. Continuiamo a testimoniare l’importanza del nostro essere insieme. Ci tengo a ringraziare i cittadini, ANPI Valdarno, le forze dell’ordine, le associazioni, Filarmonica Giuseppe Verdi di Terranuova Bracciolini e Don Enrico”.

Dopo due anni di restrizioni è bello poter tornare a celebrare un 25 aprile così partecipato
A Figline Incisa la giornata si è aperta con la deposizione di una corona presso il monumento ai caduti in piazza Mazzanti, a Incisa, seguita dagli interventi di Federico Cecoro, presidente del Consiglio comunale del Comune di Figline e Incisa Valdarno, del vicesindaco Enrico Buoncompagni e di Cristoforo Ciracì, presidente della sezione Anpi “Aronne Cavicchi” di Figline e Incisa Valdarno. Dopo l’esibizione musicale del Quartetto Schumann, le associazioni combattentistiche e d’arma hanno reso omaggio al cippo dedicato a Salvo D’Acquisto, nella piazza di Figline a lui intitolata. Il corteo si è poi riunito in piazza IV Novembre e ha proseguito in piazza Bianco Bianchi per deporre una corona alla targa in memoria dei caduti posizionata su Palazzo Pretorio, e quindi in piazza Averani, dove i Vigili del fuoco hanno deposto una corona alla casa natale di Giovanbattista Del Puglia. La celebrazione si è poi ripetuta davanti all’Albero dell’Universo, il monumento in via Sarri, a Figline, dedicato ai caduti di tutte le guerre, prima della deposizione di mazzi di fiori sulle tombe dei Martiri della Resistenza e al monumento ai Caduti di S. Andrea.

 

Le celebrazioni per la Festa della Liberazione a Reggello si sono tenute in Secchieta, alla presenza del sindaco Piero Giunti, della Giunta comunale e dell’ANPI Rignano-Reggello, accompagnati dall’Orchestra della Filarmonica G. Verdi di Reggello e nel capoluogo dove Vittorio Cecconi, il partigiano “Arrivabene” ha portato il proprio saluto. “Questa festa ricorda il prezzo pagato per la conquista della libertà e di una Costituzione moderna e democratica. Un pensiero ai giovani che mi rappresenteranno in futuro: ricordiamo quanto è cara la libertà. VIva la libertà, viva la Resistenza”. Il corteo ha sfilato per il centro di Reggello, insieme all’accompagnamento musicale dell’Orchestra della Filarmonica G. Verdi di Reggello e della scuola di musica Giovanni da Cascia.

L’Amministrazione comunale di Rignano ha partecipato alle celebrazioni a Secchieta, insieme all’Amministrazione comunale di Reggello, poi ha onorato con corone d’alloro i monumenti ai caduti del paese.

 

 

 

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