01, Ottobre, 2022

Serristori e 118, i Cobas tuonano: “Inaccettabile che all’incontro con Saccardi non fossero invitate le parti sociali”

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L’incontro è quello della scorsa settimana, convocato per discutere la questione dell’organizzazione del 118 e per anticipare alcune novità sull’ospedale figlinese. Per i Cobas è stata “l’ennesima farsa con inaccettabili bugie”

Non è piaciuto ai Cobas della Asl Toscana Centro l'incontro che si è svolto la scorsa settimana, a Figline, fra l'assessore regionale alla sanità Saccardi, i vertici dell'Azienda sanitaria, il comune di Figline e Incisa con sindaco e assessori, e i rappresentanti delle associazioni di volontariato, per discutere di 118 e Serristori. "Le parti sociali non erano invitate", sottolineano i rappresentanti dei lavoratori Calò, Mangiola, Crinelli e Fontanelli". 

"Una esclusione inaccettabile e politicamente scorretta in quanto si è voluto tagliare fuori quei soggetti che in tutti questi anni hanno contrastato lo smantellamento del presidio ospedaliero, il suo declassamento e la continua precarizzazione, i pesanti processi di esternalizzazione di attività e servizi, le riduzioni di personale e il progressivo impoverimento delle attività distrettuali e territoriali. Al tavolo – accusano i Cobas – si è  seduta una parte di quel mondo che fa profitto sulla sanità pubblica: non ci stupirebbe che al prossimo tavolo prendessero parte anche esponenti e proprietari di Spa, Ville e Cliniche private". 

"E poi a cosa è servito questo ennesimo tavolo istituzionale? Perché è stato nuovamente reso pubblico il solito cronoprogramma che dal 2014 ogni anno ci viene riproposto, mentre sono scomparsi i lavori che avrebbero dovuto rafforzare la vocazione del presidio ospedaliero per acuti e nell’ombra hanno preso spazio solo lavori e cantierizzazioni interminabili, con l’obiettivo di un progressivo cambio di destinazione d’uso dell’Ospedale da acuti a mega struttura socio sanitaria/centro di prenotazione/lungo degenza geriatrica?".

Secondo i Cobas, a dimostrazione ci sarebbero "l’impoverimento dell’offerta sanitaria, il trasferimento di attività medico specialistiche dal distretto dentro il Serristori, e la scomparsa o riduzione drastica di attività fondamentali come cardiologia e chirurgia ad alta complessità; ma anche il pronto soccorso sprovvisto di personale medico specificamente dedicato, l’ortopedia ridotta all’osso, tutta l’attività diagnostica analitica e strumentale tenuta al minimo, la riduzione dei giorni di apertura della farmacia". A questo si sommano le riduzioni di posti letto nel periodo estivo, e la contrazione dell'attività operatoria. "Mentre per l’Endoscopia, come avevamo già denunciato, non potendo garantire la mole di lavoro richiesta dal personale attualmente in servizio, l’azienda ha emanato un avviso pubblico per un ulteriore incarico annuale in libera professione". 

"L’Ospedale Serristori – denunciano i rappresentanti dei Cobas – sta lentamente trasformandosi in una macchina per fare soldi per medici in libera professione. Il rifacimento completo del tetto, la risistemazione del parcheggio esterno, l'annuncio degli spostamenti di odontoiatria, cardiologia, Cup e spogliatoi: siamo sicuri che siano propedeutici al nuovo pronto soccorso? Oppure come noi crediamo si va verso la Casa della Salute? Con la lungo degenza auspicata dalla Sindaca Mugnai, si consegneranno ai cittadini tre case di risposo nel raggio di cento metri l'una dall'altra. Tralasciamo la telenovela del Bar che avrebbe dovuto essere aperto la passata primavera e ora parlano di fine anno. Inaccettabili sono le bugie dette su odontoiatria, cardiologia e CUP, il cui spostamento non prevede ampliamenti di offerta ma solo riduzione delle attività svolte in spazi più piccoli e angusti. Ad agosto il CUP sarà persino chiuso il pomeriggio dalle 15, con prevedibili disagi".

"Come delegati Rsu COBAS P.I. non possiamo tacere davanti alle solite promesse che ogni anno vengono reiterate come novità proprio da coloro che attaccano il funzionamento del servizio sanitario pubblico e la sua capacità di risposta ai bisogni sanitari della popolazione. Non accetteremo che la farsa sul potenziamento, messa in sicurezza e rilancio dell’Ospedale Serristori nasconda la realtà di un presidio in lenta agonia", chiude la nota dei rappresentanti sindacali.

 

Glenda Venturini
Capo redattore

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