19, Agosto, 2022

Ponte allo Stecco: se la prende con il Tribunale delle acque anche il Presidente della Regione Enrico Rossi

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In attesa delle decisione del Tribunale superiore delle acque sulla demolizione del ponte privato che dovrebbe arrivare il 19 novembre il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi esprime disapprovazione per una situazione che doveva già essere stata risolta

Sulla vicenda del ponte privato allo Stecco che sarebbe stato la causa dell'alluvione dell'ottobre 2013 a Figline e che per questo secondo l'ordinanza del sindaco Giulia Mugnai doveva essere demolito, interviene dal suo profilo facebook il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

All'ordinanza di demolizione, infatti, si è opposta la famiglia proprietaria del ponte. Il Tribunale superiore delle acque ha emesso una sospensiva e ha rimandato la decisione al 19 novembre.

"Una storia assurda. A Figline c'è un ponte privato che ostruisce il torrente Ponterosso – afferma il Governatore della Toscana – Solo un anno ci fu un'esondazione che danneggiò 75 abitazione, 8 aziende e 19 automobili. È passato un anno ma quel ponte, nonostante certificazioni di pericolosità e ordinanze di demolizione, è ancora lì. Il Tribunale delle acque, a cui il proprietario ha fatto ricorso, non ha ancora preso una decisione. Se esondasse nuovamente con chi dobbiamo prendercela? Perché occorre così tanto tempo per decidere? Perché la sicurezza dei cittadini conta meno del rilascio di un permesso? Se il sindaco, per motivi di sicurezza, ordina la demolizione questa va eseguita. Se poi si è sbagliato ci saranno i risarcimenti. Ma la sicurezza deve avere la precedenza sulla burocrazia. Anche questa è prevenzione".

Giulia Mugnai, dal canto suo, apprezza la posizione di Rossi al quale si era rivolta per evidenziare l'assurdità delle lungaggini burocratiche:

"Fa piacere che anche Enrico Rossi Presidente abbia posto l'attenzione su quello che io, da mesi, ritengo un paradosso: è stata accertata la pericolosità del ponte privato sul Ponterosso ed emessa un'ordinanza di demolizione ma, per lungaggini burocratiche, quel ponte è sempre lì, sempre pericoloso. Noi abbiamo intensificato le nostre procedure di intervento in caso di allerta, ma ora non si può più aspettare: il tribunale deve decidere".

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