28, Settembre, 2022

Esondazione del Ponterosso: udienza preliminare del processo. A giudizio otto persone tra le quali l’ex sindaco

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La vicenda risale al 21 ottobre 2013 quando il torrente esondò causando ingenti danni nella zona di Ponterosso e San Biagio. L’amministrazione comunale di Figline Incisa si è costituita parte civile. La prossima udienza è il 3 maggio

Iniziata la prima udienza del processo per le esondazioni del Ponterosso a Figline e del fosse delle Granchie che il 21 ottobre 2013 causarono danni ingenti all'area e ai cittadini della zona, dove scorre il torrente, fino a San Biagio. Rinviati a giudizio l'ex sindaco Riccardo Nocentini e altre sette persone. Sotto accusa il ponte privato sul corso d'acqua realizzato negli anni '60. 

Fu la seconda grande devastazione causata dall'alluvione dopo quella del 1993. Sotto accusa il ponte privato e la famiglia, difesa dall'avvocato Nicolò Salimbeni,  che lo ha realizzato: la "luce", ovverosia la lunghezza della campata, è ritenuta "inadeguata al deflusso delle piene" e la causa della mancata attivazione della cassa di espansione. La demolizione, prevista nel 2002, non fu mai effettuata. Furono proprio tronchi di albero e materiale vario ammassati sotto la campata a far esondare il torrente.

Il Pm Paolo Barlucchi ha chiesto il rinvio a giudizio, dell'ex sindaco di Figline, Riccardo Nocentini, assistito dall'avvocato Gaetano Viciconte, dell'ex responsabile dei lavori pubblici, Roberto Nocentini, assistito dall'avvocato Enrico Zurli, accusati di non aver fatto abbattere il ponte.

L'ordinanza per eliminare la struttura fu firmata, dopo l'alluvione, il 21 novembre 2013 proprio dall'allora sindaco Nocentini. Dopo varie trafile burocratiche, compresa la richiesta di sospensiva da parte della proprietà, la sentenza del Tribunale Superiore delle Acque pubbliche con il via libera arrivò soltanto il 3 febbraio 2015, e questo nonostante che la Provincia di Firenze tramite la Polizia idraulica a seguito della ricognizione effettuata nelle ore immediatamente successive l’alluvione del 21 ottobre 2013 ne avesse accertata la pericolosità.  Il 9 febbraio 2015 il ponte fu demolito.

Rinviati a giudizio anche un dirigente e un funzionario della Provincia di Firenze e i titolari dell'impresa che stava eseguendo i lavori in subappalto tra le provinciali Chianti Valdarno, del Brollo e di Poggio alla Croce: il materiale da cantiere e le attrezzature trascinate nel torrente ostruirono, secondo l'accusa, il ponte vicino al cimitero, provocandone l'esondazione. 

L'amministrazione comunale di Figline Incisa si è costituita parte civile. La prossima udienza del processo è fissata per il 3 maggio alle 9.00.

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