30, Gennaio, 2023

A novanta anni dall’accaduto, la storia del trasvolatore Herbert Hinkler che si schiantò nel Pratomagno

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Esattamente novanta anni fa, il trasvolatore australiano Herbert Hinkler si schiantò con il suo aereo “Puss Moth” in località Pian della Vacche, nel Pratomagno. In sua memoria, negli anni, sono stati eretti monumenti commemorativi e anche quest’anno, domenica 8 gennaio, si terrà un evento per ricordarlo.

Herbert Hinkler nel 1928

Moreno Botti Sindaco di Loro Ciuffenna: “Hinkler è uno dei personaggi della leggenda del Pratomagno. Il suo spirito aleggia sui prati insieme a quello dei pastori, dei boscaioli, delle genti della montagna, vegliati dalla grande Croce di ferro che domina il crinale in segno di benedizione e di pace”. Infatti, nel 2015 venne eretto un Memoriale nel punto in cui il trasvolatore precipitò nel 1933: il masso con cui venne realizzato il monumento giunse direttamente dall’Australia, dal Queenslands dove Hinkler effettuò i suoi primi voli. Ma non solo: all’interno del Memoriale è stata sigillata una capsula del tempo, che verrà aperta solo nel 2115, al cui interno si trova anche un messaggio dell’allora premier australiano Tony Abbott. Inoltre, gli venne dedicato il sentiero circolare “H-Ring”, che congiunge i principali punti di importanza storica e culturale della cima del Pratomagno.

 

Fu senza dubbio una tragedia, ma dietro il “folle volo” di Hinkler si cela una storia di grande coraggio e passione.  Nato nel 1892 in Australia, appunto nel Queensland, durante la prima guerra mondiale iniziò a volare in una squadriglia della Raf inglese. Congedato a fine guerra, Hinkler alimentò la sua passione per il volo collaborando con industrie aereonautiche e allo stesso tempo testando i propri aerei, stabilendo numerosi primati in volo. Dopo aver trasvolato l’Atlantico del sud nel 1931, Herbert Hinkler decise di tentare di battere il record di volo sulla tratta Inghilterra-Australia. Così, la mattina del 7 gennaio 1933 partì da Londra con il suo aereo “Puss-Moth”, primo aereo della storia dotato di un’elica in alluminio. Il record precedente, nella medesima tratta, era di nove giorni, ma Hinkler pensava di poterlo ridurre di un paio di giorni, effettuando solo cinque soste, di cui la prima doveva essere a Brindisi. Tuttavia, Hinkler non riuscì nel suo intento: già dal giorno seguente alla sua partenza non si ebbe più notizia del trasvolatore per mesi.

Nell’aprile del 1933, due carbonai di Piandiscò si erano recati nel Pratomagno per individuare nuove piazzole su cui costruire le loro prossime carbonaie, ma ciò che trovarono fu il corpo e l’aereo di Hinkler schiantato al suolo. Precisamente in località Pian della Vacche, i due carbonai trovarono i suoi resti e subito cercarono l’aiuto dei Carabinieri di Castelfranco di Sopra, i quali chiamarono anche quelli di Bibbiena. Le due squadre trovarono i resti dell’aereo e, a distanza di cento metri, il cadavere. Decisero così di iniziare subito una perquisizione e vennero rinvenuti: passaporto, porto d’armi, portafoglio con 65 000 lire in buoni canadesi e 75 lire italiane e un orologio rotto, fermo alle ore tre. La notizia fece il giro del mondo e attirò l’attenzione delle principali autorità del momento, che decisero di svolgere un funerale di stato, che si concluse a Firenze nel Cimitero degli Allori, dove ancora oggi il trasvolatore riposa. Lo stesso anno dall’Aereo Club Perticucci di Arezzo venne eretto un cippo, distrutto durante la guerra, e nel 1968, anno di ricostruzione della Croce, un secondo monumento in memoria. Alla cerimonia parteciparono anche Amintore Fanfani, Crocker l’ambasciatore australiano di Roma e Gordon console britannico. Molte personalità importanti si sono, negli anni, recate a rendere onore ad Hinkler e molti personaggi, la maggior parte del Cai di Arezzo, hanno lavorato a lungo perlustrando l’area in cerca di una risposta.

Cosa accadde all’aereo di Herbert Hinkler, trasvolatore di grande esperienza, per precipitare nel nulla? Le cause dell’incidente ancora oggi non sono state chiarite, tuttavia è noto che egli passò da Firenze alle ore 11,05 del 7 gennaio 1933, quindi la sua rotta avrebbe dovuto portarlo ad attraversare il Valdarno e la Val di Chiana, alla volta di Orvieto. Alcuni esperti aereonautici ritengono che, all’altezza del ponte che unisce Rignano e San Clemente, Hinkler perse il controllo dell’aereo, il cui motore andò in avaria. Purtroppo, la causa esatta non si può sapere in quanto dai resti rinvenuti dell’aereo mancava l’elica, che molto probabilmente si staccò in volo e qualcuno la prese e, forse, la conserva ancora.

 

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