Si è svolto ieri pomeriggio l’incontro che BCC Banca Valdarno ha organizzato per le Associazioni e gli Enti che operarono in Valdarno.
L’iniziativa, svolta nel pomeriggio presso il Teatro Masaccio di San Giovanni Valdarno, era riservata a tutte quelle realtà che nel corso dell’anno collaborano con Banca Valdarno, potendo contare sui contributi erogati attraverso il Bando Annuale pubblicato nel mese di novembre.
Un evento che ha visto la presenza delle Istituzioni del territorio e i saluti di Valentina Vadi, Sindaco di San Giovanni e presidente della Conferenza dei Sindaci della provincia di Arezzo e Filippo Boni, Assessore regionale a infrastrutture, trasporto pubblico, urbanistica e governo del territorio. Ospite d’eccezione della serata è stato il giornalista, inviato di guerra del quotidiano Avvenire, Nello Scavo che nel corso della serata si è confrontato con Gianfranco Donato e Stefano Roberto Pianigiani, rispettivamente Presidente e Direttore Generale di BCC Banca Valdarno.
Nello Scavo ha sottolineato l’importanza dell’ascolto e del dialogo tra i territori: “Io penso che i territori hanno bisogno prima di tutto di essere ascoltati e quindi queste sono occasioni in cui i territori al di là poi dell’imprenditoria e del ruolo delle banche, trovano il momento e l’opportunità per potersi ritrovare, per misurare anche le proprie risorse le possibilità le opportunità i problemi che ci sono e come trovare a superarli insieme. Penso che anche un istituto bancario debba sentire la responsabilità di poter accompagnare questo percorso che in questo caso tra l’altro è più che decennale, e che può fornire anche idee, progetti aspirazioni a chi oggi sente di avere una chance in più o almeno lo spera per potersi esprimere attraverso varie forme, comprese quelle imprenditoriali. Quindi direi prima di tutto… ascoltarsi, incontrarsi e provare a costruire insieme dei percorsi.”
Proseguendo il giornalista ha ampliato la riflessione ai conflitti contemporanei:” Purtroppo sono i temi meno trattati devo dire, perché quando vai in aree di crisi capisci che le persone non si ascoltano, avevano già smesso di ascoltarsi prima delle guerre, hanno cominciato poi a disumanizzarsi a vicenda e questo facilita la costruzione del nemico come ideale negativo da combattere. Manca proprio la necessità, la responsabilità anche della politica nel tornare ad ascoltarsi, ad ogni costo, con fatica, facendo sacrifici, accettando parole indicibili come compromesso, restando però dentro la cornice del diritto internazionale della giustizia internazionale. E quindi sì, penso che cominciare ad ascoltarsi nel piccolo crea i presupposti per evitare di non ascoltarsi nel grande e molte volte quando sei in guerra capisci che i conflitti sono cominciati in realtà decenni prima quando i popoli hanno iniziato a non ascoltarsi più tra di loro.
Io odio le guerre, penso che sia la cosa peggiore che l’essere umano possa fare e anche la cosa peggiore che possa capitare a un giornalista. Però penso che sia necessario esserci nei conflitti perché il giornalismo è presenza e vale per la stampa locale quanto per la stampa internazionale e perché se vuoi costruire la pace devi avere il coraggio di guardare in faccia la guerra senza fare sconti per amore di trovare soluzioni consolatorie che non ci sono però andando lì dove le cose accadono, ascoltando ancora una volta le persone, raccogliendo le loro paure, il loro disagio il loro terrore anche del conflitto qualche volta il loro odio per cercare di dare un nome alle cose perché giustizia e pace prima o poi si devono incontrare e senza verità non si incontreranno mai.”
Il presidente di BCC Banca Valdarno, Gianfranco Donati, ha ribadito il ruolo sociale della banca:”Fa parte della nostra storia fa parte della nostra vocazione, nel nostro DNA di banche cooperative che nascono più di 100 anni fa, proprio con questo spirito. Lo spirito di far crescere un territorio, una comunità, non soltanto dal punto di vista economico, ma creando coesione all’interno della comunità territoriale e cercando proprio di affrontare anche le questioni culturali e morali e sociali di un territorio. Per cui, oltre a sostenere la piccola impresa e la famiglia, noi da sempre ci rivolgiamo a enti, istituzioni associazioni di volontariato, terzo settore, che fanno parte di quel grande mondo dell’economia civile e sociale che è anche stato sancito e ribadito a livello europeo. Per cui siamo qui tutti insieme in questa giornata, a fare una riflessione per dire che la banca c’è, insieme alle istituzioni insieme a queste realtà, e dunque coopera e crea coesione, e dall’altra parte anche per mandare un segnale di pace, perché in un mondo lacerato da tantissime guerre, ecco nel nostro piccolo che non è poi tanto piccolo perché nel nostro Valdarno noi cerchiamo di dire che si può fare attraverso l’economia giustizia e anche pace.”
Infine si è espresso il direttore generale Stefano Roberto Pianigiani: ”La cosa più importante stasera è in questo evento riflettere insieme, perché il bando annuale è uno degli strumenti con cui la banca interviene non soltanto nell’ambito più tipicamente bancario dunque l’erogazione dei finanzi e di tutta l’operazione bancaria ma è uno degli strumenti relativi all’ambito in cui la banca interviene per interventi di welfare, sostanzialmente che vanno a crescere da un contributo al benessere delle nostre comunità. Ecco stasera un obiettivo principale di questo momento è proprio riflettere insieme per capire come diciamo valorizzare ancora di più il rapporto storico importante che da tanto tempo c’è fra la Banca del territorio e il mondo dell’associazionismo perché indubbiamente è un rapporto che produce davvero buoni frutti. Lo sosteniamo perché prima di tutto fa parte della nostra missione, all’articolo due del nostro statuto c’è scritto che la nostra banca non fa solo banca ma si preoccupa a dare un contributo alla crescita sociale e culturale e morale del territorio in pura banca lavoro e dunque per portare avanti questa missione per realizzare questo obiettivo cosa di meglio che tessere un rapporto strutturale con un mondo che si preoccupa in primo luogo di questa cosa.”

