Si è tenuta questa mattina, presso il centro polivalente Bellosguardo di Cavriglia, la cerimonia conclusiva della quinta edizione del Simposio di Scultura “Pietra Sublime”.
Un’edizione particolarmente significativa, segnata dal ricordo del maestro Bettino Francini, protagonista delle passate edizioni e direttore artistico recentemente scomparso.
Quest’anno sei scultori di fama internazionale hanno lavorato alla realizzazione di un unico, monumentale bassorilievo dedicato all’eccidio di Castelnuovo. Gli autori dell’opera sono: per l’Italia Adriano Ciarla, Silvio Viola, Luca Calò ed Enrico Ferrarini; per l’Armenia Avetis Sargsyan; per la Polonia Viktar Kopach, sotto la guida dell’artista e direttore artistico Vighen Avetis.
Vighen Avetis:”È la quinta volta che partecipo, ma quest’anno oltre che scolpire ho fatto da direttore artistico, scegliendo professionisti, perché questo simposio non assomiglia agli altri in cui ogni scultore faceva una opera sua, questa volta tutti quanti abbiamo realizzato un’opera mia. Il tema è molto sensibile per la comunità di Cavriglia, è dedicato alle persone uccise durante la seconda guerra mondiale nel 1944 a Castelnuovo D’Avane. Questa opera essendo dedicata alla memoria dei cittadini uccisi era una responsabilità molto importante per me e per gli altri, per poter esprimere e creare una scultura che è così sensibile per la città di Cavriglia. Io credo che ci siamo riusciti e presto il pubblico apprezzerà il nostro lavoro. Non sarà subito montato, sarà fatto tra settembre e dicembre.”
Il commento dell’artista Enrico Ferrarini: “Ho realizzato le prime due rappresentazioni, ovvero la figura che è fuggita dall’ecidio che è l’unica parte in positivo e un’altra tavola invece che riguarda appunto queste persone che sono state uccise e seguendo le indicazioni dello scultore Vighen Avetis abbiamo realizzato questa rappresentazione dell’ecidio dove i morti vengono rappresentati come se fossero dei corpi che lasciano la pietra, mentre invece tra tutte queste figure ce n’è solo una che è in positivo, che scappa, che sarebbe quella che fugge e si getta nel burrone per salvarsi dall’ecidio. Questa è la mia interpretazione. Nella prima tavola essendo travertino, una pietra che è molto difficile da lavorare, realizzare delle forme abbastanza precise è molto complesso perché piena di fori, di imperfezioni però nella prima tavola siamo riusciti abbastanza ad aggiustarci con la figura, la silhouette. Nella seconda invece ho trovato una particolarità della pietra che è tutta una specie di erosione di minerali nella quale ho cercato di tirare fuori i ritratti di queste persone e ovviamente spero che con la luce giusta, quando saranno finalmente posizionate nella loro posizione finale si riuscirà a vedere appunto questo contrasto negativo e positivo in modo da vedere appunto i ritratti di queste persone.”
Il Sindaco di Cavriglia Leonardo Degl’Innocenti O Sanni: “Questa manifestazione è iniziata con la pioggia però devo dire che gli artisti hanno ampiamente recuperato. Quest’anno gli avevamo affidato un compito come committenti di elevata difficoltà, perché si tratta di un’opera incredibile di 13 metri di lunghezza per 3 metri di altezza. E quindi era difficile in tempi brevi riuscire a realizzare un’opera di questa dimensione. Loro sono stati straordinari perché hanno saputo tra di loro collaborare, hanno seguito le linee progettuali del direttore artistico e del progettista, il maestro Vighen Avetis, che ci ha raggiunti dall’Armenia. E hanno anche assolto al compito, in maniera incredibile, perché avevamo commissionato un’opera da poter collocare nel borgo di Castelnuovo D’Avane, che ricordasse in qualche modo la nostra storia e il nostro passato, ma al contempo guardasse al futuro. Quindi non con immagini cruente, ma nello stesso tempo sufficientemente rappresentative e degne di quel luogo. Quindi siamo estremamente soddisfatti, lasciano sul territorio un’opera incredibile che credo rimarrà davvero nella storia non solo per le dimensioni ma anche per la qualità.”
Il vicesindaco Thomas Stagi: ”Per fortuna stasera il tempo ci ha ben voluto e quindi è stato possibile procedere alla conclusione di questa quinta edizione, dopo quella del 2019, del 2022, del 2024, quella del 2026, per noi particolarmente importante, sentita, significativa, soprattutto perché i sette artisti da noi selezionati hanno realizzato un’opera, differentemente rispetto alle altre edizioni, in basso rilievo, dedicato alla storia dei nostri eccidi del 4-11 luglio 1944. L’opera sarà collocata all’interno del Borgo di Castelnuovo D’Avane e questo arricchisce di significato l’opera scultoria stessa.”

