L’affetto di Cuore di maglia, un’associazione di volontariato nazionale che abbraccia tutti i neonati del Valdarno

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Cuore di maglia è un’associazione nata nel 2008 ad Alessandria che si prende cura dei bambini piccolini, quelli ricoverati nelle terapie intensive neonatali – racconta la rappresentante di Cuore di Maglianel Valdarno aretino Maira Trifoloni – Da lì a oggi Cuore di maglia è presente in oltre 100 ospedali italiani e quindi anche ad Arezzo. Per ogni bambino che nasce prematuro, o con qualche problema ma ha bisogno di un ricovero in terapia intensiva, Cuore di maglia fornisce una copertina, un cappellino, un paio di scarpine e un piccolo dudu.”

Tutti gli abitini regalati da Cuore di Maglia sono cuciti dalle abili mani delle sue volontarie, tra questi ci sono anche dei pupazzetti a forma di polipo che in maniera ingegnosa riescono ad aiutare in maniera concreta nella cura dei neonati:

Questi piccoli polipetti vengono consegnati alla mamma, la mamma se li mette sul seno e assorbono il suo odore. Addirittura in alcuni ospedali preferiscono metterci dentro un goccino di latte per prendere veramente l’odore della mamma. Vengono poi dati ai bambini nelle incubatrici, che nell’ambiente asettico della terapia intensiva sentono il calore della mamma, e toccando questi piccoli tentacoli, che ai bambini ricordano il cordone ombelicale, si calmano, rendendo dal punto di vista medico più facile la visita e il cambio del pannolino.”

Essendo un’associazione che si occupa di neonati in terapia intensiva, le volontarie in Valdarno e in provincia di Cuore di Maglia sono quindi molto preoccupate per la possibile chiusura del Punto Nascita della Gruccia.

Qui in Valdarno non abbiamo una terapia intensiva, però in questo periodo particolare, dove il punto nascita è a rischio chiusura e ci sono stati tanti movimenti, tanti interessi, abbiamo deciso anche noi come Cuore di Maglia, Valdarno e Arezzo, di dare un segnale positivo, di speranza, perché il punto nascita non venga chiuso. In un bacino di oltre 100.000 abitanti un punto nascita assolutamente non deve chiudere. Dal primo marzo al 31 dicembre di quest’anno consegneremo un paio di scarpine a ogni bambino che nasce all’ospedale della Gruccia. Tutto questo è stato fatto in collaborazione e grazie al grosso supporto della Conferenza Zonale dei Sindaci del Valdarno, che da qualche anno ci sta supportando anche economicamente per comprare la lana per fare questi lavori, e ora ha organizzato anche insieme ad Unicoop una cena il 27 marzo ai Saloni della Basilica. Il ricavato verrà dato a Cuore di Maglia per acquistare i materiali per questo progetto.”

Il progetto, chiamato “1000 braccia x 1000 piedi“, in riferimento ai 500 parti l’anno richiesti affinché il Punto Nascita non venga chiuso, impegnerà quindi le circa 20 volontarie del Valdarno aretino per tutto l’anno, ma chiunque può contribuire ad aiutare, cucendo un paio di scarpine o anche semplicemente donando un gomitolo di lana merino, non allergica per i neonati, contattando la parte valdarnese dell’associazione tramite social.

Perché abbiamo deciso di fare questo? Il motivo è molto semplice: il volontariato è un po’ dappertutto, forse in crisi, sì, ma non del tutto, perché tante persone hanno voglia di fare qualcosa per gli altri, principalmente per i bambini. In questo progetto abbiamo coinvolto anche persone di una certa età, che riescono da casa a rendersi utili pensando proprio a loro, ai più piccoli, che con una semplice Gesto d’affetto può cambiare la giornata anche ai genitori, che in un momento felice come quello della nascita, ma triste perché i bambini sono ricoverati in terapia intensiva, dà una speranza, gli fa capire che alcune persone hanno pensato a loro.”

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