28.03.2015  17:57

Tutti d'accordo sul Valdarno superiore per dare voce alla sanità e al territorio

di Monica Campani
Incontro sulla sanità nella Pieve di San Giovanni Battista organizzato da Lions Club Masaccio Valdarno. Presenti, tra gli altri, il presidente della Conferenza dei sindaci, Maurizio Viligiardi, i sindaci di Figline Incisa Giulia Mugnai, di Montevarchi, Francesco Maria Grasso, di Terranuova Sergio Chienni, la presidente del Calcit Valdarno, Roberta Soldani, e il vicepresidente del Calcit Valdarno fiorentino, Mario Bonaccini.


"Quali ospedali in Valdarno?": il tema della sanità, quanto mai attuale e ricco di interesse per tutti i cittadini a giudicare dalla sala piena, è stato discusso in un incontro organizzato dal Lions Club Masaccio Valdarno nella pieve di San Giovanni Battista a San Giovanni. Sono intervenuti il presidente della Conferenza dei sindaci, Maurizio Viligiardi, i sindaci di Figline Incisa Giulia Mugnai, di Montevarchi, Francesco Maria Grasso, di Terranuova Sergio Chienni, la presidente del Calcit Valdarno, Roberta Soldani, e il vicepresidente del Calcit Valdarno fiorentino, Mario Bonaccini. Presenti anche alcuni gruppi di opposizione, associazioni, medici e tanti cittadini.

Ad aprire l'incontro è stato il dottore Gianni Mura che ha ripercorso le ultime tappe della sanità in Valdarno, quelle che al momento stanno destando preoccupazione in tutti. Da una parte la riforma sanitaria della Regione Toscana, con la creazione di tre Asl, i tagli, i risparmi sulle spese anche del personale, e il rischio per il Valdarno di diventare sempre più area periferica, dall'altra il regolamento attuativo approvato nel mese di gennaio dalla Conferenza Stato - Regioni che potrebbe avere ripercussioni importanti per i due ospedali della Gruccia e del Serristori di Figine con la riorganizzazione dei presidi su tre livelli. Mura ha terminato l'intervento con una domanda rivolta ai sindaci e al Calcit: non sarebbe adesso il caso di unire le forze e creare un bacino d'utenza di 150.000 abitanti per salvaguardare gli attuali ospedali e i servizi offerti?

Su un Valdarno aretino e fiorentino unito si sono espressi tutti favorevolmente. Si è iniziato a parlare, infatti, di Valdarno superiore con la possibilità di coinvolgere anche la Valdisieve e non solo per la sanità.

Giulia Mugnai, sindaco di Figline Incisa

"Vedo con favore l'unione. Nel documento che abbiamo presentato alla Regione parliamo di centralità del territorio. Quindi la mia risposta alla domanda è 'si' purchè questo significhi un potenziamento dei presidi, mantenendo i due poli con le eccellenze che sinora ci sono state. Nel 2013 abbiamo firmato con la Asl10 e la Regione i patti territoriali con i quali si garantisce il mantenimento delle attività con investimenti di 6 milioni di euro, oltre ai 7 spesi per le sale operatorie, e si ribadisce l'importanza dei servizi specialistici. Quei patti devono essere rispettati. Per quanto riguarda la sinergia e la collaborazione tra i due ospedali sono già iniziate con l'oculistica. Questo percorso deve continuare".

Maurizio Viligiardi, sindaco di San Giovanni e presidente della Conferenza dei sindaci

"Siamo d'accordo sul Valdarno superiore e abbiamo anche già iniziato il percorso. A tutti i candidati per la presidenza della Regione Toscana e per la carica di consiglieri nelle prossime elezioni abbiamo presentato un documento che prende in esame tre importanti realtà: la sanità, le infrastrutture e l'economia. Se vogliamo però stare tutti insieme in un territorio occorrono scelte frutto di una discussione e a scegliere dovranno essere i cittadini". Nel secondo intervento Viligiardi ha precisato: "La situazione ci deve far preoccupare. Le rassicurazioni non ci bastano. I patti devono essere rispettati". Poi ha concluso puntualizzando che la stessa appartenenza politica dei sindaci del Valdarno e del presidente della Regione Toscana non influirà sulle decisioni e sulle scelte future.

Mario Bonaccini, Calcit Valdarno fiorentino

"Stiamo valutando la situazione perchè adesso si sta attaccando la sanità pubblica. Il Valdarno è una realtà importante anche da un punto di vista produttivo e per questo si deve far valere. Noi vogliamo una sanità efficiente".

Roberta Soldani, Calcit Valdarno

"Noi siamo nati il 3 maggio 1991 a San Giovanni ma ci siamo chiamati Calcit Valdarno. Ci siamo costruiti il centro oncologico, la Radioterapia e tantissimi altri servizi come il Progetto Scudo. Invito tutti, quindi, a tutelare queste attività e a vigilare. La sanità ce la siamo costruita insieme ai cittadini e non vogliamo vederla rovinata da un foglio di carta".

Francesco Maria Grasso, sindaco di Montevarchi

"Il Valdarno è una città diffusa, se pensiamo singolarmente ai servizi altri prenderanno decisioni al posto nostro. Sono d'accordo sull'ambito unitario del Valdarno superiore ma dobbiamo far seguire i fatti alle parole, perchè rischiamo di perdere servizi di alto livello. Dobbiamo essere tutti uniti e che la parola passi ai cittadini".

Sergio Chienni, sindaco di Terranuova

"Si al Valdarno superiore perchè la nostra è un'area omogenea. I patti devono essere rispettati per esempio per il mantenimento dell'esistente e per la riduzione delle liste d'attesa tra le altre cose. Nella sanità si sono impegnati anche i nostri cittadini ed è per loro che i patti si devono rispettare".

Tra gli altri interventi quello di Paola Manetti della Lista civica Terranuova in Comune che da una parte ha espresso preoccupazione per la situazione a cominciare dai tagli e dall'altra si è detta favorevole alla creazione di un unico distretto sanitario ma nell'ottica dei servizi. "Vogliamo avere risposte politiche non tecniche dai nostri sindaci".

Poi il dottore Lucio Colonna: "Va bene batterci per un Valdarno unito ma rischiamo di trovarci davanti un macigno che ce lo impedisce come la legge regionale che, con la creazione di tre Asl, colloca di fatto il Valdarno già in periferia. Credo quindi che il primo passo da compiere sia chiedere l'abolizione della legge sul riordino del servizio sanitario".

Dunque tutti d'accordo sulla nascita del Valdarno superiore, una realtà omogenea da tanti punti di vista, che garantirebbe un bacino d'utenza importante e necessario per dare al territorio autonomia economica, sanitaria, e gestionale. Ma per questo occorre ancora lottare. 

Il prossimo appuntamento con la sanità è il consiglio comunale aperto alla cittadinanza che si terrà martedì 31 marzo alle 17.00 nella sala della musica di San Giovanni. Interverrà anche il direttore generale della Asl8 Enrico Desideri.


 
Aggiornamenti
Più di una settimana fa
M5S Reggello storico
"La Gruccia un matrimonio possibile in un Valdarno unito? E' questo l'interrogativo che ha percorso la sala affollata di cittadini ed operatori della sanità a S. Giovanni Valdarno nell'evento organizzato da Lions Club Valdarno. Dopo l'approvazione degli standard qualitativi e quantitativi da parte della Conferenza Stato Regioni è risultato evidente che saranno ridisegnati i profili degli ospedali con un'altra serie di provvedimenti di "ridimensionamento" che, tradotto significa il depauperamento dei servizi presenti ora sul territorio valdarnese. Anche se i risultati ottenuti in questi anni dall'ospedale Serristori in termini quantitativi e qualitativi sono ottimi, come ha ricordato Bonaccini del Calcit figlinese, questo non impedirà il taglio ulteriore fino ad arrivare ad un declassamento degli ospedali.Le conseguenze saranno una emigrazione di massa della popolazione valdarnese verso le città con notevoli disagi per il raggiungimento dei servizi ed un aggravio per le famiglie anche di tipo economico. Dopo le elezioni assisteremo inerti: alla perdita progressiva di professionalità all'interno dei nostri ospedali; ad una ricaduta negativa sull'economia della vallata, ad un ritorno verso una sanità privata perchè quella pubblica divenerà irraggiungibile". "Il Movimento 5 Stelle Storico di Reggello ritiene che come cittadini ed utenti stiamo diventando le vittime di una riforma/non riforma, che nasconde una politica ragionieristica mettendo a repentaglio i diritti dei cittadini. Non saranno i conti che riformeranno il sistema pubblico, ma saranno quelli che mangeranno le conquiste sociali del passato. La Regione Toscana ha già decurtando il parametro italiano di 3,7 posti letto/1000 abitanti portandolo a 3,15, molto al di sotto della media europea. Il risultato è apparso evidente anche nei nostri ospedali valdarnesi: la carenza di posti letto durante il periodo invernale ha minato il diritto alle cure perchè si è voluto rosicare fino a non avere posti letto sufficienti per la popolazione costringendo a dimissioni precoci per lasciare liberi i letti. E' evidente che siamo giunti ad un bivio alla cui scelta sono chiamate le forze politiche presenti sul territorio. Il progetto di un Valdarno unito, che preveda l'esistenza complementare dei due nosocomi, La Gruccia e Serristori, trova il consenso dei primi cittadini, come è stato ribadito, ma le parole devono poggiare su una programmazione puntuale e dettagliata.Il Movimento 5 Stelle Storico di Reggello è convinto che dovrà essere prevista un'integrazione dei servizi ospedalieri sul territorio e non l'accessorietà dell'uno verso l'altro, ed auspica che le forze politiche valdanesi siano unite in questa lotta nella difesa della salute pubblica e mai abdichino a concessioni verso una sanità privata ingannati dalla logica del risparmio"
Più di una settimana fa
Piero Caramello, Pensiero comune
"Apprendiamo favorevolmente l’incontro tra i sindaci del Valdarno Superiore, ci permettiamo di far notare come questo incontro sia giunto fuori quasi tempo massimo. Tra 3 giorni scade il mandato del consiglio regionale ed ancora non vi è una data sulle elezioni, la nuova legge di riordino delle ASL varata dalla Regione Toscana prevede 3 macro aziende come previsto dall’art. 8 comma 1 - afferma Piero Caramello, consigliere comunale di Figline Incisa di Pensiero comune - Le tre grandi aree assorbiranno a partire dal 1 gennaio 2016 le rispettive Asl presenti sul territorio, la zona fiorentina del Valdarno afferente all’ Asl 10 confluirà nell’Azienda Toscana Centro, mentre l’area del Valdarno Aretino confluirà nell’Azienda Sanitaria Sud – Est. Ci sorprendiamo delle dichiarazioni dei Sindaci che non pongono in essere alcuna analisi ma semplicemente danno voce al campanilismo senza tenere conto della nuova realtà in cui il Presidente Rossi ha avviato la nuova organizzazione sanitaria. Non ci stupisce che l’unica voce fuori da coro sia quella del Dottor Colonna che pone un’unica base perché questa unità di intenti, a parole, possa concretizzarsi: lavorare per far abolire la legge di riordino sanitario. Non vi è altra strada, perché la delibera è chiara e soprattutto impedisce qualsiasi collaborazione fattiva all’interno di territori omogenei ma che sono separati per motivi strategico/politici. Ci viene da consigliare ai sindaci di prendere spunto da ciò che la stessa delibera conferisce loro come competenza, ovvero di leggersi attentamente l’art 9 della medesima e in questo caso il comma 3: nel periodo di commissariamento (che parte il 1 luglio 2015) la conferenza regionale dei sindaci partecipa al processo di riordino del SSR di cui all’art 18, con la presenza di 3 sindaci per ciascuna area vasta e di un rappresentante dell’Anci Toscana, designati dalla conferenza medesima. Consigliamo loro, invece di passerelle mediatiche inutili, di leggersi attentamente la legge di riordino e di battersi affinchè in questa fase di progettazione siano presenti almeno 1 (per area vasta) sindaci per rappresentare il Valdarno Superiore. Ma la polemica non può che essere politica. Quello che ci chiediamo come cittadini è: dove erano i sindaci eletti tutti nel Pd, mentre il loro rappresentante varava la riforma. Perché non sono intervenuti presso i rappresentanti del Pd in consiglio regionale che hanno votato compatti questa riforma. Le parole seguano i fatti e ci aspettiamo che questa battaglia etica di difesa dei diritti dei cittadini non sia portata avanti come al solito da comitati e volenterosi, ma possa finalmente vedere schierati coloro che hanno la responsabilità di rappresentarci. Non hanno che da chiedere, i cittadini sono pronti: voi lo siete davvero?"

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