14.03.2018  09:56

Stati generali della Sanità ad Arezzo, l'intervento di Chiassai: "I servizi restino sul territorio, a partire dall'ospedale"

di Glenda Venturini
In occasione dell'iniziativa organizzata dal comune di Arezzo, il sindaco di Montevarchi ha ribadito la sua posizione: "Non possiamo rischiare che gli ospedali vengano depotenziati, il sistema sanitario regionale non si deve allontanare dai territori"


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Data della notizia:  14.03.2018  09:56

Focus sugli ospedali, sui servizi territoriali e sulla necessità che la sanità non si allontani dai cittadini: è questo il messaggio che il sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai Martini ha ribadito durante gli “Stati Generali della Sanità” convocati dal comune di Arezzo, alla presenza di operatori, associazioni, amministratori della varie vallate aretine, del sindaco di Arezzo Ghinelli, dell’assessore alle Politiche Sociali, Tanti e del Direttore Generale dell’Asl Toscana Sud Est, Enrico Desideri.

La prima cittadina di Montevarchi ha ricordato quei punti cardine della sua battaglia sul fronte della sanità, sottolineando la necessità di ascoltare i sindaci, punto di riferimento della popolazione. "È indispensabile che i servizi restino sul territorio per una sanità “a misura di cittadino”, cominciando dalla salvaguardia degli ospedali", ha detto. "Ho partecipato molto volentieri al dibattito per continuare quel percorso intrapreso lo scorso anno anche a Montevarchi, nell’incontro tra i sindaci della Toscana, in cui arrivammo alla definizione di un impegno comune verso una sanità che fosse più a misura di cittadino. Del resto, il sindaco è la prima figura a cui la popolazione fa riferimento per le richieste di cura e di servizi sanitari".

"Vogliamo che il sistema sanitario regionale non si allontani dai bisogni del cittadino e del territorio - ha aggiunto Chiassai - purtroppo la regione ha fatto una riorganizzazione sanitaria molto verticistica, dove il cittadino è stato costretto a proiettarsi in una logica di prestazione sanitaria spalmata sull’area vasta, in un confine molto esteso da Grosseto, Siena, Arezzo fino alla Valtiberina.  Per le persone anziane e per i malati cronici, la vicinanza di un servizio qualitativo diventa invece fondamentale anche nell’ottica del sacrificio richiesto a tutto il nucleo familiare. Sono necessità, queste, che non provengono solo dalle zone disagiate della nostra regione, ma anche da aree come il Valdarno che possono contare su di un bacino di utenza considerevole".

E sull'Ospedale della Gruccia, il sindaco di Montevarchi ha aggiunto: "Oggi è classificato come presidio ospedaliero di base, pur avendo specialistiche importanti da struttura di 1 livello, ma con il limite di non essere riconosciuto come tale. In prospettiva, non possiamo rischiare che i servizi presenti nel nostro ospedale possano essere depotenziati e trasferiti altrove per volontà politica o necessità di budget. Sempre per miopia politica, ricordo che il Valdarno non è riuscito dotarsi di un distretto sanitario unico tra il versante aretino e fiorentino; oggi la Conferenza dei Sindaci del Valdarno aretino, anche grazie al mio impegno, è unita e consapevole che la difesa dei servizi nel territorio passa anche dal riconoscimento di una idonea classificazione del nostro ospedale, intesa come battaglia per la salvaguardia delle prestazioni al cittadino in rapporto anche all’incremento degli utenti di Emergenza-Urgenza, che devono contare su risorse, personale e posti letto adeguati". 

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