25.02.2017  07:39

Francesco, da Figline a Dubai per lavorare in uno studio di architettura. "Ho sentito il bisogno di vedere e scoprire altro"

di Glenda Venturini
Trent'anni, figlinese, Francesco Onorati da settembre 2015 vive negli Emirati dove esercita la professione di architetto. E a Valdarnopost racconta la sua esperienza, le differenze con l'Italia, la voglia di continuare a scoprire quello che il mondo può offrire


Ha appena trent'anni, Francesco Onorati: figlinese, nato e cresciuto in Valdarno, da settembre del 2015 vive e lavora a Dubai. "Un anno e mezzo che praticamente è volato", racconta. La sua è una delle storie di valdarnesi trapiantati all'estero per studio, lavoro o perché la vita ha imboccato una strada che li ha portati fuori dai confini nazionali. Valdarnopost raccoglie le loro testimonianze, racchiuse in un dossier dedicato proprio agli espatriati, e alle loro storie. 

Per Franscesco, dietro quel volo che lo ha portato negli Emirati Arabi c'è stato non solo un lavoro, ma soprattutto la voglia di sperimentare e conoscere. "Sentivo da tempo l'esigenza personale di fare un'esperienza all'estero, ma avevo sempre rimandato il progetto, ogni volta per un motivo diverso. Finalmente, nel 2015 è arrivata l'occasione che aspettavo, e l'ho colta".

Certo, le difficoltà tutte italiane hanno contribuito a spingerlo oltre confine, ma non sono state la 'molla' decisiva. "Al di là delle condizioni economiche e del lavoro che ci sono in Italia - spiega Francesco Onorati - io ho proprio sentito il bisogno di vedere e scoprire altro, soprattutto per quanto riguarda la mia professione". L'architettura, è l'ambiente in cui lavora.

"Sono design architect in un piccolo ma rinomato studio locale - racconta ancora - il lavoro è tanto, ma proprio la dimensione dell'ufficio e la vicinanza degli altri colleghi mi permettono di fare esperienza di molti aspetti del mondo dell'architettura. L'ufficio in cui lavoro è ormai come una famiglia, una realtà che quindi non mi è apparsa così del tutto differente dalle esperienze che ho avuto nel nostro Paese. Questo aspetto sicuramente mi ha aiutato ad integrarmi in un ambiente, quello di Dubai, che invece è tutta un'altra storia".

Dubai è la capitale di uno dei sette Emirati Arabi Uniti. Con più di due milioni e mezzo di persone, moltissimi stranieri, è anche capitale degli eccessi. "Dubai non ha niente a che vedere con le città italiane, tanto meno europee - la descrive Francesco - le distanze sono enormi, e provate a immaginare cosa significhi arrivare e vivere in una città da due milioni e mezzo di abitanti in mezzo al deserto. Decisamente fuori dal consueto. Ma dopo un primo periodo di assestamento, e dopo aver trovato una casa e delle buone amicizie, mi sono abituato alla vita di questa città, dove tutti sono aperti a nuove conoscenze e al confronto, abitanti locali compresi".

"Circa l'80% della popolazione è straniera, arriva dai luoghi più disparati del mondo, e questo mi ha permesso di conoscere persone di mille nazionalità e culture diverse, cosa che rende questa esperienza decisamente unica".

E il futuro, come lo vede? A Dubai, in Italia, o altrove? "La volontà è quella di rientrare, prima o poi, ma per adesso sento che ho ancora molto da apprendere, probabilmente non solo a Dubai. L'Italia, e ancor più casa mia, la mia piazza e le colline, non lasciano facilmente spazio ad altro, anche se è qualcosa di luccicante. La condizione del lavoro italiana, però, e la mia grande voglia di conoscere altro mi spingono ad andare ancora per un po' oltre". 
 

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