10.10.2018  11:47

Evasione e riciclaggio, la Finanza scopre giro di fatture false da 30 milioni di euro. Sgominata organizzazione criminale

di Glenda Venturini
Operazione delle Fiamme Gialle di San Giovanni: sono 30 le persone denunciate. Indagini partite da operazioni sospette di un imprenditore di origini campane, residente da tempo nel territorio del Valdarno


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Data della notizia:  10.10.2018  11:47

Aggiravano il fisco con fatture false e società fittizie, intestate anche a prestanome: un giro di soldi riciclati che, secondo la Guardia di Finanza di San Giovanni che ha condotto le indagini, ha portato ad evadere e occultare 30 milioni di euro. Sono trenta le persone denunciate in quella che i finanzieri hanno definito una vera e propria organizzazione criminale, con base in Valdarno, e operativa fra Toscana, Liguria, Veneto, Lazio e e Campania.  

Le indagini di polizia giudiziaria, dirette dalla Procura della Repubblica di Arezzo e coordinate dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo, sono partite da segnalazioni per operazioni sospette che riguardavano un imprenditore di origini campane, residente da tempo nel territorio del Valdarno. I finanzieri, analizzando i conti correnti, sia personali che delle aziende edili riconducibili a lui, hanno potuto così ricostruire un intreccio economico-finanziario tra numerose società, alcune realmente esistenti, altre, invece, solo su carta, intestate a prestanomi, senza alcuna struttura organizzativa.

Società 'vuote', insomma, create solo per emettere sistematicamente fatture per operazioni inesistenti, anche per ingenti importi: fatture che venivano poi utilizzate da aziende in difficoltà, in cerca di liquidità. Complessivamente sono 24 le perquisizioni domiciliari, locali e personali eseguite in più regioni, oltre 30 milioni di euro evasi al fisco e 30 le persone denunciate, a vario titolo, all’Autorità Giudiziaria per reati fiscali e societari, esercizio abusivo dell'attività finanziaria e bancarotta fraudolenta.

Coinvolti anche due commercialisti, residenti in Campania, che procacciavano le imprese in difficoltà economica. Nel corso dell’indagine sono state rilevate anche molte violazioni alla normativa antiriciclaggio nelle movimentazioni di denaro contante al di sopra della soglia consentita, nonché il coinvolgimento di un funzionario di banca che ha omesso le previste comunicazioni, obbligatorie proprio in materia di antiriciclaggio. 

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