10.09.2018  13:59

Assemblea di Ato, Chiassai presenterà due documenti. "Su Podere Rota e su Sei Toscana è ora di passare ai fatti"

di Glenda Venturini
"Dobbiamo mandare un messaggio chiaro alla Regione: il Valdarno ha già dato", aggiunge il sindaco di Montevarchi sul futuro della discarica. E sulla società Sei Toscana, Chiassai chiederà invece la costituzione di un tavolo tecnico che coinvolga Regione, Ato, gestore e le organizzazioni sindacali per la tutela dei lavoratori diretti e indiretti


Due documenti del sindaco di Montevarchi, Silvia Chiassai Martini, all'ordine del giorno dell’assemblea dei sindaci dell’Ato Toscana Sud in programma domani 11 settembre. Sono due questioni di stretta attualità, quella che la prima cittadina vuole affrontare: da una parte, il futuro della discarica di Podere Rota; dall'altra, un documento per la salvaguardia dei livelli occupazionali e salariali dei lavoratori di Sei Toscana dopo gli incontri avuti con le rappresentanze sindacali FIT Cisl.

Su Podere Rota, Chiassai è netta: occorre dire no a qualsiasi ipotesi di ampliamento. “Sul futuro della discarica mi auguro di ricevere la condivisione dei Sindaci dell’Ato, in particolare del Valdarno, in quanto porto in assemblea un impegno preso con i cittadini, nei consigli comunali e con le recenti posizioni espresse dalle componenti politiche, compreso il Pd valdarnese. Chiedo di passare dalle parole ai fatti, inviando un messaggio chiaro alla Regione: l’impianto di Podere Rota è presente in Valdarno da oltre 25 anni, in prossimità di centri urbani, con un impatto crescente per il disagio, le emissioni odorigene, i rischi per la salute, il danno economico alle attività e al paesaggio naturale delle Balze".

"Mi preoccupano - aggiunge Chiassai - le ordinanze del Presidente della Regione Toscana e le delibere della Giunta regionale che riportano una condizione di “emergenza” per lo smaltimento dei rifiuti in Toscana con il ricorso sistematico all’impianto di Podere Rota anche per il conferimento dei fanghi di depurazione. Ritengo sia giunto il momento di attivarsi per soluzioni alternative all’odierno sfruttamento del territorio valdarnese. Per questo chiedo di assumere ogni iniziativa possibile per non procedere ad alcun ampliamento della discarica fino all’esaurimento naturale dei volumi, previsto per il 2021, e il conseguente avvio della bonifica post-mortem. Chiedo inoltre la cessazione del conferimento della parte “umida” e dei fanghi di depurazione, responsabili di emissione di odori molesti".

L'altro documento riguarda invece Sei Toscana. "Chiederà la costituzione di un tavolo tecnico che coinvolga Regione, Ato, gestore e le organizzazioni sindacali che affronti l’aspetto della tutela dei lavoratori diretti e indiretti. La FIT Cisl ha denunciato una condizione di incertezza occupazionale con interventi drastici sul costo del lavoro, sul taglio dei stipendi e con ricadute sulla qualità del servizio. L’obiettivo delle amministrazioni locali è favorire la salvaguardia dei livelli occupazionali e salariali dei lavoratori di Sei Toscana che prestano un servizio pubblico. Nessuna riorganizzazione del servizio può includere la messa in discussione del contratto collettivo nazionale del settore, con esternalizzazioni a cooperative sociali di tipo B o altri soggetti. Ritengo infine che il ricorso alla somministrazione del lavoro da parte del gestore non debba essere una pratica ordinaria di utilizzo del personale, ma circoscritta a fasi temporanee, onde evitare la diffusione di forme di “precariato ad oltranza” che incidono negativamente sul futuro lavorativo delle persone”.

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