Rabbia del Comitato Vittime di Podere Rota per la notizia che entro fine anno saranno completati i conferimenti dei volumi rimasti disponibili nella discarica terranuovese. “Abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione che non c’è da fidarsi delle promesse perché ancora una volta non corrispondono ai fatti. Nel 2022 le istituzioni hanno comunicato che l’impianto di Podere Rota era chiuso ed era in fase post mortem. Oggi apprendiamo di nuovi conferimenti autorizzati fino al 31 dicembre 2026. Questo scollamento tra quanto dichiarato e quanto realizzato oltre e ad essere inaccettabile, lede profondamente alla credibilità e rappresentatività delle nostre istituzioni, che non sono nelle condizioni di incidere su scelte che impattano direttamente sul proprio territorio e sulla salute dei propri cittadini”.
“A Podere Rota la storia non cambia: non solo si fanno tre nuovi impianti, ma mentre si annuncia il ‘capping’ finale della discarica, si annuncia anche la riapertura ai conferimenti fino a quando tutti i i volumi ‘riemersi’ e autorizzati saranno riempiti! E con quali rifiuti? La Regione Toscana – ricorda il Comitato – aveva deliberato lo stop ai conferimenti dei rifiuti urbani, quindi si presume che riaprirà ai Rifiuti Speciali in regime di libero mercato, senza nemmeno offrire quindi un servizio ai cittadini. All’inganno si aggiunge la beffa, direbbe qualcuno, e non finisce mica qui. Il Gestore della discarica CSAI ha vinto l’appalto di bonifica, il famoso capping, e trarrà profitti anche su questo lavoro finanziato con il capitale che il gestore stesso ha accantonato per legge durante tutto il periodo di esercizio della discarica! E la cosa si commenta da sola”.
Conclude il Comitato: “La vicenda di Podere Rota dimostra che le politiche di smaltimento dei rifiuti sono calate dall’alto e impattano sulla nostra vita, salute , ambiente e politica. La domanda che dobbiamo porci tutti è: chi decide per il Valdarno? Perché se la risposta non è “i cittadini del Valdarno, attraverso i loro rappresentanti”, ma “gli interessi delle società private che gestiscono i servizi” , allora abbiamo un problema che va oltre Podere Rota. Per questo noi diciamo a gran voce che la gestione dei rifiuti, dell’acqua, e dei servizi , deve tornare pubblica, in House, e su questo devono impegnarsi le amministrazioni. La vicenda di Podere Rota insegna ancora una volta, vogliamo imparare? Chiediamo con forza lo stop immediato a ogni nuovo conferimento a Podere Rota; la trasparenza totale sui volumi residui, sui tempi reali di chiusura e sui costi della gestione post mortem; l’avvio urgente del piano di riconversione ambientale dell’area, con coinvolgimento dei Comuni e dei comitati di cittadini; una audizione pubblica della Regione Toscana in Valdarno, alla presenza degli amministratori locali enti ARPAT, ASL e CSAI; un tavolo urgente della Conferenza dei Sindaci del Valdarno, perché è bene che ogni comune prenda una propria posizione pubblica su quanto emerso”.

