I consiglieri di opposizione Fabio Camiciottoli e Cristina Rossi, rispettivamente di Avanti Montevarchi Europa Verde e Impegno Comune, tornano ancora sulla questione della vendita della rete del gas metano e chiedono chiarezza. “Su un tema così serio, che avrà conseguenze anche sulle generazioni future, colpisce che si scelga di rispondere con toni liquidatori tesi a minare l’autorevolezza e mettere in dubbio la competenza dei Consiglieri, spostando l’attenzione per non rispondere nel merito delle questioni sollevate. Non è accettabile ridurre il confronto a propaganda o a una presunta mancanza di conoscenza degli atti”.
Secondo Rossi e Camiciottoli, si tratta di “una scelta che è, evidentemente, politica. La vendita della rete gas non è un passaggio obbligato, ma una decisione precisa, di cui è doveroso assumersi fino in fondo la responsabilità. E allora è giusto dirlo con chiarezza: si sta scegliendo di dismettere un’infrastruttura pubblica strategica, con effetti che si produrranno nel tempo, ben oltre l’attuale mandato amministrativo e dei prossime due anni”. Poi i due consiglieri replicano alle dichiarazioni del sindaco. “Prima di tutto, il Consiglio comunale viene coinvolto solo oggi sulla questione della vendita della rete del gas. La delibera di Giunta del 2024, richiamata dal sindaco, costituiva un generico atto di indirizzo, e non vi era quindi alcuna decisione già assunta”.
“La gara d’ambito per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas è cosa ben diversa dalla vendita della rete. Il Consiglio comunale ha discusso della gara d’ambito nel 2018, quando il Comune di Arezzo è stato incaricato di svolgere la procedura anche per conto del Comune di Montevarchi. Siccome il sindaco ci rimprovera che ci svegliamo solo ora, ricordiamo che all’epoca presentammo anche un atto di indirizzo, respinto però, come al solito, dalla maggioranza. Tra l’altro, nel tempo abbiamo presentato mozioni ed interrogazioni per favorire l’ampliamento della rete e un’accelerazione delle procedure di gara”.
C’è poi la questione dei costi: “Il sindaco afferma che la proprietà della rete sarebbe solo un costo di manutenzione a carico dei cittadini. Quindi, il sindaco ci sta dicendo che se il nuovo gestore sarà proprietario della rete non metterà in conto ai cittadini il relativo costo di manutenzione? Così dice implicitamente che la rete non avrebbe valore e l’acquirente lo farebbe a rimessa. Noi non ci crediamo”. E ancora: “Viene sostenuto che l’affidamento del servizio a un operatore del settore garantirebbe maggiore efficienza e sviluppo tecnologico della rete. In realtà, questi aspetti sono previsti nei contratti di concessione anche quando il gestore non è proprietario della rete. La distinzione tra proprietà e gestione può anzi rappresentare un elemento di maggiore controllo da parte dell’ente pubblico”.
Continuano Rossi e Camiciottoli: “La stima del valore della rete di distribuzione risulta basata su costi di costruzione risalenti a circa quattro anni fa. È quindi legittimo chiedere se tali valutazioni siano aggiornate rispetto all’evoluzione dei prezzi registrata negli ultimi anni. L’estensione della rete del gas a frazioni e zone attualmente non servite non dipende dalla vendita della rete, ma dalle condizioni previste nella gara d’ambito. È importante mantenere distinti questi due aspetti. Proprio per questo riteniamo necessario che il Consiglio comunale disponga di tutti i dati e delle valutazioni, per poter esprimere un giudizio consapevole e favorire un confronto serio con la cittadinanza”.
In chiusura, i due consiglieri aggiungono: “Se non vi è necessità di fare cassa e se l’attuale Amministrazione è stata così virtuosa in tutti questi anni, allora perché vendere la rete pubblica del gas? È opportuno chiarire le motivazioni alla base della scelta di vendere un’infrastruttura pubblica strategica, valutandone attentamente le conseguenze nel lungo periodo. A pensar male si fa peccato, ma alcuni dubbi, ad un anno dal termine della legislatura, ci vengono”.

