10, Febbraio, 2026

Vite Creative: Andre Iron, la storia di un vero talento nascosto

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Se vi capita di passeggiare per le strade del centro di Loro Ciuffenna, passando per Piazza Vittorio Emanuele II noterete sicuramente la maestosa rappresentazione di un Pegaso rampante esposta sotto il loggiato.

Questa scultura in legno, la cui criniera sembra veramente ondeggiare al vento, è stata realizzata dall’artista valdarnese Andre Iron, che ha fatto della scultura del legno la sua vocazione.

Il cammino artistico di Andre in realtà, come ci racconta, è cominciato di recente durante il periodo del COVID: prima era un atleta e istruttore di CrossFit con una grande passione per il fai-da-te.

Ho iniziato poco tempo fa, alla fine del 2021. Io ho la fortuna di avere un piccolo cortile ed essendo un atleta, dopo aver finito di fare le programmazioni ai miei atleti ed essermi allenato, avevo del tempo libero e quindi iniziavo a costruire oggetti con dei pallet di recupero, l’unica cosa che riuscivo a farmi portare  dai corrieri, per fare divanetti e cose simili. Mi è sempre piaciuto sin da ragazzino stare in mezzo alla natura, creare le cose con il legno, però non gli avevo mai dato un’impronta volta all’arte”.

La scintilla da cui scaturì la carriera artistica di Andre Iron si accese quasi per caso: “Per un errore, durante la levigatura di un tronco, ho fatto una mezzaluna con un flessibile. Era da buttare via, quindi mi presi qualche minuto per giocherellarci un po’ e ne ricavai un gufetto stilizzato. Lo lasciai fuori nel cortile e quando mia mamma tornò a casa mi disse che quel gufetto sembrava proprio vero. Le mamme si sa, sono sempre un po’ esagerate nei complimenti però ci vide qualcosa che accese in me una lampadina”.

 

Da quel momento Andre cominciò a informarsi molto sulla lavorazione del legno: scoprì di avere un talento latente e con i primi attrezzi specialistici comprati raffinò quel gufetto che diventò la sua prima vera opera d’arte. Dopo aver portato a termine alcuni impegni legati alla sua attività da atleta, negli ultimi due anni si è gettato a capo fitto nella sua carriera artistica.

Nel tempo l’artista si è specializzato in due tecniche per la realizzazione delle sue opere: la scultura su legno con la motosega e la tecnica driftwood. Con la prima Andre Iron trasforma lo strumento principale di un boscaiolo in qualcosa di più simile all’attrezzo di uno scalpellino o di un intagliatore, andando a incidere il tronco con un lavoro certosino e a trasformarlo in una scultura tridimensionale, un lavoro molto pericoloso, se non si prendono le dovute precauzioni, come afferma egli stesso. La tecnica driftwood, con il quale è stato realizzato proprio il Pegasus, consiste nella raccolta e nella congregazione di legno di scarto al fine di creare una scultura, tecnica che però può richiedere molto tempo, vista la necessità di ricercare materiale adatto.

Sono due stili completamente differenti, ma che fondamentalmente ritraggono quello che sono io al 100%. Quando creo qualcosa entro come in uno stato di trance, chiamiamolo così, come quando ascolti della bella musica e ti lascia andare nei pensieri, in te stesso. Diciamo che è qualcosa che mi porta davvero alla parte più “rurale” di me. Mi connette perfettamente con quello che sento di essere nel profondo, un animale fatto d’istinto e con la voglia di conoscere, perché l’arte per me è questo, è il cercare di evolversi sia mentalmente, sia manualmente e ricercare se stessi.”

Una ricerca dentro se stessi quindi, una che Andre Iron ha cominciato relativamente da poco, ma che già sta dando risultati sorprendenti e la storia di un talento nascosto che un uomo ha deciso di portare alla luce e di affinare costantemente. Già dalla realizzazione e dall’esposizione del Pegasus, avvenuta il 9 marzo di quest’anno, Andre si ritiene molto cresciuto artisticamente, nonché in fama e si dice pronto a intraprendere nuove sfide. Uno dei suoi più grandi progetti futuri? Ricostruire il Pegasus cinque volte e mezzo più grande sul Prato Magno, una volta ottenuti tutti i permessi necessari.

Al di fuori del lavoro e dell’arte in se è questo che mi fa piacere, il rendermi conto che non sono l’unico che vede questa magia in tutto ciò. Questo è quello che trovo sia veramente soddisfacente, molto più di portare a termine una commissione importantissima per un signor X, la sensazione che, dopo tanta fatica fisica e mentale e dopo tanto pericolo, mi fa tirare un sospiro di sollievo e mi fa sapere che ho scelto la strada giusta“.

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