Taric Figline e Incisa, rabbia e confusione fra i cittadini per il passaggio alla tariffa corrispettiva rifiuti

Articoli correlati

In Vetrina

Più lette

In Vetrina

Nonostante le numerose polemiche, il comune di Figline-Incisa Valdarno ha ufficialmente messo in atto il passaggio dalla Tari alla Taric, come preannunciato a fine 2025. Stamattina ci siamo quindi recati proprio nel centro di Figline per informarci direttamente dai cittadini riguardo l’opinione pubblica in merito e se fossero sorti dei problemi durante la transizione.

Dalle numerose testimonianze che abbiamo raccolto emerge che molti siano ancora confusi da questo cambiamento e sono stati evidenziati numerosi disagi:

Più che altro per la consegna dei nuovi bidoni ci sono stati un po’ di problemi – afferma un cittadino – ho visto che molte utenze che non sono state rifornite con questi bidoncini. Per il resto, il giorno in meno di raccolta porta un po’ di disagi.”

“Vediamo, ancora dobbiamo vedere un attimino come funziona perché mi sembra ci sia molta confusione – dice una signora – Io non ho capito, ma forse non vuol dire che sia stata spiegata male.”

Un paese così sporco non si era mai visto, quindi evidentemente dei problemi ci sono. Il centro storico soprattutto. Secondo me questo porta a porta non funziona.”

Molti si sentono scoraggiati dal fatto che l’amministrazione comunale sia andata avanti su questa strada nonostante le proteste e la confusione generale. Anche chi ha ben compreso cosa comporteranno questi cambiamenti però è molto titubante:

“Io l’ho capita bene, non è sviluppato bene il calendario, hanno fatto un po’ di confusione da quel punto di vista lì – spiega una ragazza – Sicuramente va rispiegata perché poi bisogna pensare sempre che in un paese abituato in una certa maniera ci sono persone di tante tipologie e di età: chiaramente un anziano ha una capacità recettiva diversa da una persona più giovane. Al di là dell’età sicuramente ci sono stati anche dei cambiamenti importanti soprattutto su come prendere la grandezza per esempio di quello per la carta, va spiegato un po’ meglio, così come il modo in cui influirà sulla bolletta. C’è poi confusione su come viene ritirata la spazzatura: è stata diminuita la frequenza del ritiro e questo non è positivo, perché il sabato e la domenica non posso buttare via la plastica, cosa che può portare a un accumulo.”

“Io parlando con la gente tutti dicono che ci sono problemi, non hanno capito proprio il concetto di che cosa sia questa Taric – commenta un altro cittadino – Se ho capito bene il differenziato se ne può mettere quanto si vuole, cioè per differenziato intendo organico, plastica, polistirolo e carta. L’indifferenziato nel mio caso, che sono una persona sola con 36 metri quadri di superficie, lo posso conferire due volte al mese, circa 24 volte l’anno. Questo lo so perché sono andato a cercare su Google, non perché sono stato informato.”

Rimangono specialmente scettici anche coloro che lavorano nel settore bar e ristorazione:

“Per i bidoni ci sono stati dei disguidi- racconta la proprietaria di un bar –  Io sono andata a prenderli personalmente, per la casa me li hanno dati subito, mentre per il bar ho tempo fino a febbraio. Avevano detto che bisognava prenderli entro gennaio, ma hanno prolungato fino appunto a febbraio e dovrò prendere delle licenze.”

“Per le attività già era molto costosa la spesa – afferma un altro barista – A questo bar c’era già aumentata del 25%, adesso aumenteranno a 30%. Il servizio è peggiorato, mi tocca tenere l’umido qua dentro da giovedì, che è l’ultimo ritiro, fino al lunedì, quindi anche igienicamente parlando fa schifo. Non si può tenere dentro a un bar l’umido, come i fondi di caffè per quasi una settimana.”

[rp4wp limit=4]
[rp4wp limit=4]

Articoli correlati